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Porto di Ravenna. Benevolo guarda al futuro: “Qui l’hub strategico europeo per terre rare e materiali critici”
Alessandro Benevolo

Dal record storico dei traffici alla candidatura di Ravenna come hub strategico europeo per le terre rare. È una visione di crescita ad ampio raggio quella delineata dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Alessandro Benevolo, in occasione dell’apertura del Festival DePortibus, rassegna dedicata al mondo della portualità italiana che Ravenna ospita fino a domani.

Benevolo ha tracciato un quadro del presente e soprattutto delle prospettive future dello scalo ravennate, mettendo sul tavolo una novità: il lavoro in corso con il Governo per diventare hub logistico di riferimento per le terre rare e materiali critici a livello europeo.

“Stiamo lavorando con il ministro Urso, grazie anche all’impegno della Regione Emilia-Romagna, per portare a Ravenna il deposito Uno o almeno l’hub strategico per le terre rare e materiali critici”, ha spiegato il presidente, indicando uno scenario che potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo del porto come infrastruttura chiave italiana ed europea.

Le terre rare e i materiali critici sono infatti elementi indispensabili per numerosi comparti industriali, dalle tecnologie avanzate alla transizione energetica, passando per automotive, elettronica e difesa.

Benevolo ha ricordato come Ravenna sia stata nominata Capitale del Mare 2026, definendola una “grande comunità di blue economy”, capace di unire sviluppo economico, ambiente, turismo costiero e nautica: “il sistema portuale ravennate conta oggi circa 18mila addetti tra occupazione diretta e indotto” rimarcando il legame sempre più stretto tra sviluppo portuale e crescita locale.

Il 2025 è stato definito da Benevolo un anno da primato per lo scalo ravennate. Il porto ha infatti superato quota 28 milioni di tonnellate di merci movimentate, raggiungendo il dato storico di 28.096.272 tonnellate.

Non solo. La scorsa settimana il porto ha registrato anche il record storico di pescaggio per una nave in ingresso, ulteriore segnale del percorso di potenziamento infrastrutturale in corso.

Anche altri i dati sottolineati dal presidente: “Ravenna è oggi il terzo porto italiano per trasporto ferroviario delle merci, con il 14% dei traffici che viaggia su rotaia. Ad aprile, inoltre, il porto avrebbe fatto registrare una crescita dei traffici del 30%, mentre resta consolidata la leadership nazionale nelle rinfuse solide: circa un quarto delle merci di questo tipo in ingresso in Italia passa da Ravenna”.

Sul fronte infrastrutturale, il presidente ha ricordato gli investimenti attualmente in corso: 11 progetti finanziati dal PNRR e dal fondo complementare, per oltre 250 milioni di euro.

Tra questi figurano interventi sul cold ironing per le crociere – la tecnologia che consente alle navi ferme in porto di spegnere i motori collegandosi alla rete elettrica – e progetti di digitalizzazione.

“L’obiettivo è consentire alle imprese di continuare a crescere”, ha spiegato Benevolo, indicando tra le priorità il potenziamento di strade e ferrovie e lo sviluppo della logistica. In quest’ottica è allo studio un nuovo polo agroindustriale insieme alla Regione.

Nel disegno strategico illustrato dal presidente rientra anche il rafforzamento del ruolo internazionale dello scalo ravennate. L’Autorità portuale sta infatti lavorando con il ministro degli Esteri Antonio Tajani per valorizzare Ravenna come terminale del corridoio economico IMEC, il progetto infrastrutturale che punta a collegare India, Medio Oriente ed Europa.

“Il porto di Ravenna sta vivendo una stagione importante”, ha concluso Benevolo, auspicando che anche la futura riforma del sistema portuale possa rappresentare un’occasione per valorizzare ulteriormente il territorio ravennate.