Ravenna, controfestival DisArmibus: serve un Osservatorio popolare permanente sui traffici di armi nel porto
Nei giorni della manifestazione De Portibus, dedicata al futuro dei porti, che Ravenna ospita fino a domani, 23 maggio, il Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna ha organizzato un controfestival “DisArmibus” ed rilanci la richiesta di un Osservatorio popolare permanente sui traffici di armi nel porto di Ravenna.
Osservatorio popolare sui traffici di armi
Un controllo civico, trasparenza sugli scali portuali e accesso agli atti: sono questi i pilastri del Manifesto dell’Osservatorio popolare permanente sui traffici di armi nel porto di Ravenna , l’iniziativa nata con l’obiettivo di costruire “un controllo popolare reale” sul transito di armamenti nel porto di Ravenna e sulle conseguenze sociali, ambientali e politiche delle attività portuali.
L’Osservatorio si propone come uno strumento permanente di monitoraggio civico, capace di coinvolgere cittadini, lavoratori, associazioni e realtà della società civile in un’attività di vigilanza dal basso sui traffici militari e dual-use che attraversano il territorio ravennate. Alla base del progetto c’è la richiesta di maggiore trasparenza da parte delle istituzioni e degli organismi competenti, in particolare rispetto alle autorizzazioni, alle merci movimentate e ai soggetti coinvolti nelle operazioni di importazione ed esportazione.
Nel Manifesto si sottolinea come lo Statuto del Comune di Ravenna preveda già la possibilità di istituire Consulte tematiche per favorire la partecipazione della cittadinanza alla vita pubblica. Per questo motivo, i promotori chiedono che l’Osservatorio venga riconosciuto formalmente dall’amministrazione comunale, considerandolo uno strumento coerente con gli impegni assunti negli anni sul tema della pace, della trasparenza e della partecipazione democratica. Tale riconoscimento, secondo il documento, dovrebbe tradursi anche nella messa a disposizione di spazi, mezzi e risorse utili allo svolgimento delle attività.
Tra gli obiettivi principali figura la richiesta di accesso tempestivo, completo e verificabile alla documentazione relativa alle merci in transito nel porto. L’Osservatorio intende monitorare in particolare la natura dei carichi, i soggetti mittenti e destinatari, le categorie merceologiche, le eventuali classificazioni militari o dual-use e le autorizzazioni rilasciate dagli organismi competenti, come l’UAMA. In caso di ostacoli o dinieghi, il Manifesto prevede il ricorso a tutti gli strumenti legali e istituzionali disponibili.
Il progetto punta inoltre a ottenere strumenti concreti di verifica e controllo: accesso agli atti, monitoraggio civico, consultazione documentale, presenza osservativa nei luoghi interessati, sopralluoghi e audizioni dei soggetti competenti. L’obiettivo dichiarato è quello di poter intervenire rapidamente qualora emergano possibili violazioni dei principi costituzionali, delle norme nazionali o degli accordi internazionali relativi al commercio di armamenti.
Controfestival “DisArmibus”
Questa sera, venerdì 22 maggio, alle 20.30 alla Sala Ragazzini, si terrà la presentazione del dossier “Made in Italy, l’industria del genocidio”, promosso dai Giovani Palestinesi e dall’Osservatorio sui traffici di armi nel porto di Ravenna.
La serata prevede testimonianze di lavoratori portuali di Ravenna, Livorno e Ancona, oltre agli interventi di Raffaele Spiga della campagna BDS Embargo e dell’avvocato Andrea Maestri.
Sabato 23 maggio dalle ore 16, all’Arci Casa Volante, sarà invece inaugurata la mostra “Gaza Remains the Story”, promossa dal Palestina Museum Global Sumud Flotilla, con la partecipazione di Carlo Biasioli, skipper della Global Sumud Flotilla, e dei Sanitari per Gaza, tra cui Ivan Modestino. La giornata proseguirà con una cena solidale e una jam session finale.
Il controfestival è promosso dal Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna insieme a diverse realtà, tra cui Global Sumud Italia, Giovani Palestinesi d’Italia, Sanitari per Gaza, Campagna Basta Complicità e il gruppo BDS Embargo.



