Ivan Zauli torna a Faenza: guiderà il settore giovanile di Faenza Calcio e Virtus Faenza
Un ritorno alle origini, ma con un bagaglio di esperienza maturato ai massimi livelli del calcio italiano. Ivan Zauli è il nuovo responsabile tecnico del settore giovanile di Faenza Calcio e Virtus Faenza.
Per Zauli si tratta di un ritorno particolarmente significativo: da bambino aveva infatti iniziato proprio con la maglia della Virtus il proprio percorso calcistico, prima di intraprendere una lunga carriera da giocatore e poi da tecnico specializzato nella formazione giovanile.
Negli anni successivi aveva già collaborato anche con il vivaio del Faenza ai tempi della Serie C2 allenata da Ivano Gavella.
Ora il ritorno in città per seguire un settore giovanile che complessivamente conta circa 700 tesserati.
Zauli è considerato uno dei pionieri della tecnica calcistica in Italia. Nel corso della carriera ha collaborato con società professionistiche come Juventus, Brescia Calcio, Cesena FC, Palermo FC e Feralpisalò, oltre che con la FIGC e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Dall’esperienza accumulata nei vivai professionistici è nato anche il metodo “La Strada dei Campioni”, percorso formativo dedicato alla crescita tecnica e personale dei giovani calciatori.
Tra gli atleti che hanno seguito il suo lavoro figurano Sandro Tonali, oggi al Newcastle United FC, i fratelli Sebastiano Esposito, Salvatore Esposito e Francesco Pio Esposito, oltre a Cesare Casadei e Matteo Prati.
“È stata una cosa inaspettata e molto veloce, non potevo dire di no – spiega Zauli –. Sono di questa città e, nonostante i tanti impegni, ho accettato questa sfida. L’ambizione è costruire qualcosa che duri nel tempo e creare uno dei migliori settori giovanili della Romagna”.
Il nuovo responsabile tecnico seguirà tutte le categorie, dai Primi Calci agli Allievi, con un lavoro focalizzato sulla crescita tecnica, educativa e caratteriale dei ragazzi.
“Il giovane calciatore deve essere messo al centro – aggiunge –. L’obiettivo è far imparare i ragazzi divertendosi, creando allenamenti gratificanti e condividendo il percorso anche con le famiglie”.


