Le “Presenze Terrestri” di Roberto Perino al Molino Scodellino: la ceramica dialoga con storia e natura
Dal 30 maggio al 7 settembre il Molino Scodellino di Castel Bolognese ospita “Presenze Terrestri”, mostra personale dello scultore e ceramista piemontese Roberto Perino, a cura di Gianfranco Budini. L’esposizione, organizzata dall’Associazione Amici del Molino Scodellino in collaborazione con La Castellamonte, trasforma gli spazi dello storico edificio in un percorso immersivo dove arte, memoria e paesaggio si incontrano.
Le opere di Perino, artista originario di Castellamonte, si sviluppano attraverso grandi figure totemiche, forme antropomorfe, sfere e installazioni in argilla che dialogano con l’acqua, i meccanismi del mulino e la luce naturale. Un allestimento che punta a creare un rapporto diretto tra le sculture e l’ambiente che le ospita, superando la dimensione puramente espositiva.
Nel testo curatoriale, Budini definisce le opere dell’artista come veri e propri «alfabeti plastici», segni primordiali che richiamano linguaggi antichi e che sembrano emergere direttamente dalla terra. La materia ceramica diventa così strumento per raccontare il presente attraverso forme che affondano le radici nella memoria e nelle origini più profonde dell’uomo.
Perino è noto per il suo doppio percorso di artista e artigiano. Fondatore insieme a Silvana Neri della storica manifattura La Castellamonte, specializzata nella produzione di stufe in ceramica, ha sviluppato parallelamente una ricerca scultorea che lo colloca nel solco della grande tradizione italiana della ceramica contemporanea, raccogliendo l’eredità di maestri come Carlo Zauli, Nanni Valentini e Nino Caruso.
Le sue opere si distinguono per superfici ricche di dettagli, torsioni e cavità che sembrano raccontare il continuo dialogo tra la terra e il cielo. Figure che, pur nella loro imponenza, trasmettono una forte tensione emotiva e una particolare capacità di occupare e ridefinire lo spazio circostante.
Il Molino Scodellino, con la sua storia legata al lavoro dell’acqua e alla trasformazione della materia, rappresenta una cornice ideale per questa esposizione. Un luogo che diventa parte integrante della mostra, contribuendo a creare un dialogo tra le sculture contemporanee e la memoria del territorio.
L’inaugurazione è in programma sabato 30 maggio alle 16.30. La mostra sarà visitabile fino al 7 settembre ogni giovedì, sabato e domenica dalle 16 alle 19. L’ingresso è libero.


