Malattia di Ménière, il Pd chiede il riconoscimento nel Registro nazionale delle patologie
Inserire la malattia di Ménière nel Registro delle patologie del Servizio sanitario nazionale e promuovere un percorso che porti al suo riconoscimento tra le patologie croniche e invalidanti. È questo l’obiettivo di una risoluzione presentata in Assemblea legislativa dal Partito Democratico, con primo firmatario il consigliere regionale Gian Carlo Muzzarelli.
L’atto impegna la Regione Emilia-Romagna a sollecitare il Governo affinché venga riconosciuta una patologia che, secondo i promotori, ha un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti e che oggi non beneficia di specifiche forme di tutela a livello nazionale.
“La malattia di Ménière è caratterizzata da episodi ricorrenti di vertigini, ipoacusia fluttuante, acufeni e fullness auricolare, con rilevante impatto invalidante sulla qualità della vita”, spiega Muzzarelli. “In Italia si stimano circa 3mila nuovi casi all’anno, in assenza di un sistema epidemiologico nazionale strutturato per la raccolta e l’analisi dei dati sulla prevalenza e incidenza. Ad oggi la malattia di Ménière non è ricompresa tra le patologie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria nazionale ed è quindi opportuno avviare il percorso per riconoscerla”.
La risoluzione punta inoltre a garantire una maggiore uniformità nei criteri diagnostici e a valorizzare le esperienze già sviluppate in Emilia-Romagna. Tra le proposte contenute nel documento figura anche l’istituzione di un Osservatorio regionale permanente dedicato alla patologia, con funzioni di monitoraggio epidemiologico, valutazione dei percorsi assistenziali, supporto alla ricerca e aggiornamento delle politiche sanitarie.
Un ulteriore obiettivo riguarda la promozione di iniziative informative e formative rivolte ai cittadini, ai medici di medicina generale, agli specialisti e ai servizi territoriali, con l’intento di favorire diagnosi più precoci e percorsi di cura appropriati.
La risoluzione è stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali Fabrizio Castellari, Niccolò Bosi, Elena Carletti, Maria Costi, Emma Petitti e Alice Parma.


