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Silvano Verlicchi: “Il valore dell’unità e della competenza: la lezione da trarre dal voto di Faenza, Cervia e Imola”

L’esito delle ultime elezioni amministrative nei Comuni di Faenza, Cervia e Imola ci consegna una fotografia nitida sul presente e sul futuro della politica locale a partire dalle alleanze possibili tra partiti e liste civiche. Al di là del vistoso e preoccupante calo dell’affluenza – un dato che deve interrogare tutti – emerge un messaggio chiaro da parte dell’elettorato locale: la politica che divide non paga. Nonostante la frammentazione generale e la crisi dei partiti, il voto ha premiato chi ha saputo unire, dimostrando che la coesione è il vero valore aggiunto.

Laddove la compagine di sinistra si è presentata compatta attorno a un sindaco, a un programma e liste comuni, ha raccolto i frutti dell’unità; al contrario, le forze politiche e civiche di destra – nei tre Comuni citati – hanno scontato il prezzo della frammentazione, della litigiosità e di visioni disorganiche che gli elettori non hanno apprezzato.

Per la Buona Politica – da osservatore esterno – coglie tre grandi questioni per il futuro elettorale nei Comuni della Bassa Romagna.

L’identikit dei candidati: radici, carattere e concretezza
Le elezioni locali non sono un gioco di posizionamento astratto. Nei Comuni della Bassa Romagna si pone il problema di avere classi dirigenti e politiche formate. Ciò chiama in causa ogni soggetto, sia di destra sia di sinistra sia civico.
Serve tempo per preparare candidati giusti, competenti, capaci di raccogliere le istanze e saperle rappresentare. C’è bisogno di persone che conoscano profondamente il territorio, i suoi problemi e, soprattutto, la comunità che lo vive. Servono donne e uomini di carattere, dotati di personalità e idee chiare, capaci di esprimersi con linguaggio di verità e concretezza.
Amministrare la cosa pubblica significa saper stare nel mondo reale e relazionarsi con empatia, conoscenza e competenza e rispetto con i vari interlocutori.

Una cultura di governo prima dei nomi
Per la preparazione e gestione di una sfida elettorale amministrativa locale bisogna arrivarci consapevolmente preparati e non lasciare nulla al caso.
E’ auspicabile che i candidati a Sindaco o Consiglieri siano dotati di una solida cultura di governo, indipendentemente dagli schieramenti di appartenenza. Prima ancora dei nomi dei candidati, a contare devono essere: il “disegno” complessivo e la qualità dei contenuti programmatici; La struttura delle liste di sostegno che devono essere composte da soggetti preparati, stimati e pronti a collaborare attivamente nel cercare voti.

Oltre lo scontro “Civismo vs Politici”: conta la leadership del “noi”
Spesso assistiamo a un dibattito sterile che contrappone i candidati civici a quelli di partito. È una disputa che non ci appassiona. Ciò che conta davvero è la testa, la credibilità e l’affidabilità delle persone scelte. Il cittadino-elettore ha bisogno di riconoscersi in un progetto e persone che ispirino fiducia. Persone capaci di esprimere una leadership inclusiva, dove il concetto di squadra e il valore del “noi” prevalgano sull’egoismo del “singolo”.

La buona politica si fa quando tutte le componenti di una coalizione, a prescindere dallo schieramento, lavoreranno in perfetta sintonia e con una collaborazione efficace. Questa è la nostra chiave di lettura sull’esito del voto del 24 e 25 maggio 2026. In una epoca di disaffezione e crisi dei partiti, l’Associazione Civica Per la Buona Politica si rigenera solo così: con l’unità, la credibilità, la conoscenza del territorio e lo spirito di squadra. Noi continuiamo a lavorare per questo.

Silvano Verlicchi, Associazione Civica Per la Buona Politica