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|Andrea Ravegnani (LpRa): “Dalle crociere la Via Crucis di Porto Corsini”
Nella stagione turistica 2026 sbarcherà a Porto Corsini il numero record di 390 mila crocieristi, 57% in più che nel 2025, con picchi di 4 mila al giorno. Si sapeva già da febbraio che in questi ultimi tre giorni di maggio Porto Corsini sarebbe stata home port di altrettante principali navi da crociera. Non appena letto sulla stampa, pochi giorni fa, l’annuncio entusiastico di un importante studio tecnico sul valore economico, sociale e territoriale di tale porto crociere, ho scritto perciò, alla società specializzata incaricata di redigerlo, queste righe: “Sono un abitante di Porto Corsini. Vi suggerirei di analizzare attentamente gli enormi disagi che sta producendo lo scalo crocieristico compromettendo la normale vita di chi abita in questo contesto, senza produrre nessuna ricaduta, ma soltanto la compromissione della viabilità del paese e inquinamento. Grazie”.
Mi hanno risposto subito: “La ringraziamo del messaggio. Riteniamo però utile e corretto precisarLe che, per competenza della nostra società, noi entreremo solo nel merito di valutazioni sulle ricadute economiche che il fenomeno crocieristico può generare, arrivando a delle stime che poi spetterà ad altri, non noi, inserire in valutazioni più ampie che potranno tener conto anche di altri fattori”. Agli “altri”, che governano Ravenna e il suo porto industriale, questi “altri fattori” non sono però mai interessati. Il successo economico dell’impresa che gestirà il terminal crocieristico per 33 anni è perciò pagato dai bambini, dagli anziani e da tutti gli altri residenti di Porto Corsini col prezzo della loro salute e della loro qualità di vita, messe seriamente a rischio per l’impatto infestante delle navi e dei traffici motorizzati, a cui sono sottoposti, di autobus, TIR, autobotti, taxi, NCC, ecc.
Ad una nota trasmissione televisiva che si era occupata di questo problema, un alto ufficiale, capo servizio della sicurezza del porto di Ancona, rispose che i nuovi porti crociere, essendo equiparabili alle attività industriali vere e proprie, avrebbero dovuto essere localizzati, con una propria distinta viabilità, fuori dei centri abitati. Molte città europee hanno addirittura iniziato a delocalizzarli dai centri urbani o a limitarne fortemente gli accessi per abbattere o almeno ridurre i danni ambientali e sociali che producono sul territorio. Tra queste, Amsterdam, Barcellona, Palma di Maiorca, Nizza e la Costa Azzurra, Venezia. A Ravenna si è invece deciso che una piccola comunità urbana come Porto Corsini (e dintorni) sia abbandonata alla sua malasorte.
Ogni nave da crociera di media grandezza, come quelle che ormeggiano al nostro terminal crociere (Explorer of the seas, Norwegian Viva, ecc.), nell’arco delle 12 ore di stazionamento a Porto Corsini, consuma un fabbisogno energetico di oltre 10 milioni di watt, equiparabile a più di 100 mila auto in sosta col motore acceso, più l’attività dei suddetti mezzi ausiliari del traffico motorizzato all’interno del paese. Di conseguenza lo smog (biossido di azoto, biossido di zolfo, anidride solforosa, pm 10-2,5), emesso dalle navi in sosta, fa aumentare le malattie dei cittadini più esposti e più fragili.
Uno studio medico realizzato ad Ancona, pubblicato nel 2023 sulla rivista BMC (BioMed Central) di una celebre casa editrice scientifica britannica, ha verificato che 107 morti premature annue erano derivate dall’eccessiva esposizione alle polveri sottili prodotte dalle crociere. L’incidenza del cancro ai polmoni è maggiore del 15% tra chi vive vicino al porto e i rischi di mortalità cardiovascolare e respiratoria sono superiori tra il 24 e il 38%.
Non ci si illuda che il cold ironing (l’allacciamento elettrico della nave alla rete elettrica di terra) possa risolvere tale problema, perché attualmente solo il 30% delle navi crociera dispone di questa tecnologia, e comunque, non essendo obbligatoria la connessione a terra, è a discrezione dell’armatore, durante la sosta al terminal, usufruire dei generatori della propria nave, che sono inoltre molto più vantaggiosi economicamente.
Da anni, i cittadini di Porto Corsini si sentono dire dal Comune e dall’Autorità Portuale che si sta studiando una nuova viabilità che bypassi il paese, ma al momento, e probabilmente per sempre, tutto il traffico legato al terminal transiterà in mezzo alle case.
Pagheremo con la salute le scelte infauste dei nostri pubblici amministratori.
Andrea Ravegnani (Lista per Ravenna)


