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Ravenna, alle Bassette riapre un chiosco chiuso da sei anni. Nicoletta: “A 50 anni ho deciso di inseguire un sogno”

Dopo sei anni di serrande abbassate, alle Bassette torna a vivere uno dei piccoli punti ristoro della zona artigianale. Da lunedì 8 giugno riaprirà infatti l’ex “baracchina”, un chiosco rimasto inattivo per anni che oggi rinasce con un nuovo nome e una nuova idea: “La Picadera – la pausa che non c’era”.

Dietro il progetto c’è Nicoletta Savini, ravennate di 50 anni, che ha deciso di cambiare vita e rimettersi in gioco in un momento in cui molti pensano piuttosto alla stabilità che ai salti nel vuoto.

“A cinquant’anni ho deciso di seguire un sogno”, racconta. Una scelta maturata nel tempo, dopo anni trascorsi in un settore completamente diverso: per oltre quattordici anni ha lavorato in gioielleria all’Esp, tra commercio e vendita al dettaglio. Ma la passione per il cibo e l’accoglienza era rimasta lì, mai davvero accantonata. “Quando ero ragazza avevo già fatto esperienze stagionali in questo settore. Poi sono una romagnola, una “zdòra”: certe cose ce le hai dentro”, dice sorridendo.

La Picadera - Chiosco Bassette

L’idea iniziale era diversa. Nicoletta si era innamorata di un progetto più grande a Lido di Dante, un chiosco stagionale che però, approfondendo pratiche e licenze, si è rivelato meno adatto del previsto. A indirizzarla verso le Bassette è stata quasi una coincidenza, grazie al suggerimento arrivato dagli uffici comunali. “Mi hanno detto: perché non vai a vedere quello delle Bassette? Era chiuso da anni, ma poteva avere senso”. E così è stato.

Quando ha visto il piccolo prefabbricato di legno, l’impatto non è stato dei migliori. “Insomma, non era molto bello”, ammette ridendo. Ma con un po’ di immaginazione e un finanziamento, Nicoletta ha deciso di reinventarlo completamente, trasformandolo in un punto ristoro pensato soprattutto per chi lavora nella grande area produttiva ravennate.

Il locale sarà infatti un piccolo chiosco gastronomico con servizio bar, una verandina esterna e pochi tavolini, volutamente in formato ridotto. “Non deve diventare un posto enorme. Questa è una zona piena di lavoratori e qui mancava una pausa pranzo fatta bene”.

La Picadera - Chiosco Bassette

Da qui anche il nome scelto: La Picadera, «la pausa che non c’era». L’idea è quella di offrire pause pranzo rapide, aperitivi e proposte gastronomiche semplici ma curate: hamburger, club sandwich, focacce e panini speciali, con attenzione ai prodotti del territorio e alla tradizione romagnola.

Il progetto sta già attirando curiosità tra chi frequenta la zona. Il chiosco si trova vicino ad altre attività molto frequentate e, racconta Nicoletta, in molti si fermano a osservare i lavori chiedendosi cosa stia nascendo.

La decisione di cambiare vita non è arrivata all’improvviso, anche se i cinquant’anni hanno rappresentato una sorta di spartiacque. “È stato il regalo che mi sono fatta per i miei 50 anni“, racconta. “Avevo voglia di dimostrare qualcosa a me stessa”.

Una scelta coraggiosa, non priva di difficoltà. La burocrazia, le pratiche amministrative, il finanziamento, i permessi: «Diventare imprenditore non è semplice, c’è davvero tanto da fare». Un percorso affrontato anche con il supporto dell’associazioni di categoria Confesercenti, ma spesso — racconta — imparando strada facendo.

Accanto a lei, soprattutto l’appoggio della famiglia. In particolare quello del padre, oggi 92enne: «Mi ha detto una frase bellissima: “Mi dispiace solo essere troppo vecchio per poterti aiutare”». Un incoraggiamento che, ammette Nicoletta, è stato fondamentale per affrontare la paura del cambiamento.

Da lunedì 8 giugno, dunque, una piccola luce tornerà ad accendersi alle Bassette. In una zona conosciuta soprattutto per capannoni e aziende, riapre uno spazio che prova a riportare socialità e servizi quotidiani. E dietro il bancone ci sarà una donna che, a 50 anni, ha deciso di ripartire da sé.