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Al MIC Faenza una giornata di dialogo sul pedagogo Fernand Deligny
Fernand Deligny con Janmary (detto Bibi), 1973. Foto di Thierry Boccon-Gibod

Domenica 7 giugno 2026, l’associazione Comunaria, insieme al gruppo di studi “I gesti mancanti” e in collaborazione con il MIC Faenza– Museo Internazionale delle Ceramiche, propone una giornata d’incontri, proiezioni e dialoghi dal titolo: “La possibilità di un mondo. Gesti, immagini e mappe dell’arcipelago Deligny”.

La giornata è pensata come un dialogo a più voci intorno al pensiero e all’opera di (1913-1996), educatore e scrittore francese.

Fernand Deligny è poco conosciuto in Italia ma è stato un educatore di riferimento per la pedagogia francese del dopoguerra, ha lavorato per tutta la vita con bambini e ragazzi “difficili” o, come lui preferiva definirli, «ai margini». Alla fine degli anni ’60, Fernand Deligny crea a Monoblet (nella regione delle Cevenne, in Francia) una rete di accoglienza per bambini autistici considerati “incurabili” dalle psichiatria ufficiale dell’epoca. Non crea una clinica, ma una rete di luoghi di vita quotidiana all’aperto. L’obiettivo non era “guarire” o normalizzare il bambino, ma permettere una coesistenza.

All’intersezione di campi come la filosofia, l’educazione, l’arte, il cinema e la letteratura, l’opera inclassificabile di Deligny ci giunge attraverso la testimonianza di Jacques Lin, che ne ha condiviso e continuato il tentativo più straordinario: l’invenzione di circostanze e la costruzione di luoghi di vita con bambini autistici privi di linguaggio.

Saranno le immagini del film Aucun d’eux ne dit mot (Nessuno di loro dice una parola, 2020, 44’) di Jacques Lin, realizzato nella struttura di accoglienza sperimentale da lui fondata dopo la morte di Deligny nel 1996, ad aprire i dialoghi della giornata all’insegna di un racconto al presente.

Il filosofo Emanuele Dattilo tratterà dell’attualità del pensiero di Deligny, verificandone alcune urgenze teoriche e politiche.

Con Claire Doyon, regista e fondatrice di MAIA Autismo – scuola sperimentale per bambini autistici e residenza per giovani adulti a Parigi -, rifletteremo sulle condizioni di esistenza di luoghi di vita che possano ispirarsi ancora, oggi, a quella visione, fuori e dentro i contesti istituzionali.

Nel pomeriggio, insieme alle studiose italiane Lucia Amara e Federica Lucchesini avremo modo di discutere con Sandra Alvarez de Toledo, fondatrice della casa editrice L’Arachnéen, che dal 2007 cura la pubblicazione e riedizione dell’opera vastissima di Deligny; e con Richard Copans, regista, produttore e testimone “oculare” del tentativo delle Cévennes, autore del documentario Monsieur Deligny, vagabond efficace (2019, 95’), che sarà proiettato a conclusione della giornata.

Ingresso libero, su prenotazione al MIC di Faenza: +39 0546 69 73 11,  info@micfaenza.org