Logo
Porto Corsini, LpR attacca il porto crociere: “I residenti pagano con salute e qualità della vita”

L’espansione del traffico crocieristico a Porto Corsini continua a far discutere. A sollevare nuovamente il tema è Andrea Ravegnani della Lista per Ravenna, che in una nota denuncia i disagi e le conseguenze che, a suo giudizio, lo sviluppo del terminal crociere starebbe producendo sulla comunità locale.

La presa di posizione arriva mentre il settore si prepara a una stagione record. Nel 2026 sono infatti attesi a Porto Corsini circa 390 mila crocieristi, con un incremento del 57% rispetto all’anno precedente e picchi giornalieri che potrebbero raggiungere le 4 mila presenze.

Ravegnani racconta di aver contattato una società specializzata incaricata di realizzare uno studio sulle ricadute economiche, sociali e territoriali del porto crociere, invitandola a considerare anche gli effetti negativi vissuti dai residenti. Dalla società sarebbe arrivata la precisazione che l’analisi si concentrerà esclusivamente sugli aspetti economici del fenomeno, rimandando ad altri soggetti la valutazione delle conseguenze ambientali e sociali.
Secondo l’esponente della Lista per Ravenna, proprio questi aspetti sarebbero stati finora trascurati dalle istituzioni. “Il successo economico dell’impresa che gestirà il terminal crocieristico per 33 anni – sostiene – viene pagato dai residenti di Porto Corsini attraverso un peggioramento della qualità della vita e della salute, dovuto all’impatto delle navi e all’aumento del traffico di autobus, mezzi pesanti, taxi e noleggi con conducente”.

Nel documento viene inoltre richiamata la questione della localizzazione dei terminal crocieristici. Ravegnani cita il parere espresso in passato da un responsabile della sicurezza del porto di Ancona, secondo il quale strutture di questo tipo, assimilabili ad attività industriali, dovrebbero essere collocate al di fuori dei centri abitati e servite da una viabilità dedicata. Vengono inoltre ricordate le politiche adottate da alcune città europee, come Amsterdam, Barcellona, Palma di Maiorca, Nizza e Venezia, che negli ultimi anni hanno introdotto limitazioni o avviato processi di delocalizzazione del traffico crocieristico.
Particolarmente critiche le valutazioni sull’impatto ambientale delle navi in sosta. Ravegnani sostiene che il fabbisogno energetico delle grandi unità da crociera attraccate a Porto Corsini equivalga a quello di decine di migliaia di automobili con il motore acceso e richiama uno studio medico realizzato ad Ancona e pubblicato nel 2023, che avrebbe evidenziato un aumento dei rischi sanitari nelle aree maggiormente esposte alle emissioni portuali.

Nella nota viene affrontato anche il tema del cold ironing, il sistema che consente alle navi di collegarsi alla rete elettrica di terra durante la sosta. Secondo Ravegnani, la diffusione ancora limitata della tecnologia e la mancata obbligatorietà del suo utilizzo non permetterebbero, almeno nell’immediato, di eliminare il problema delle emissioni.
Infine, l’esponente della Lista per Ravenna torna sulla questione della viabilità. Da anni, ricorda, Comune e Autorità Portuale parlano della realizzazione di un collegamento alternativo che consenta di bypassare il centro abitato di Porto Corsini. Un’infrastruttura che, secondo Ravegnani, non si è però ancora concretizzata, lasciando il traffico legato al terminal a transitare all’interno del paese.

“Pagheremo con la salute le scelte infauste dei nostri pubblici amministratori”, conclude Ravegnani, rilanciando un dibattito che continua a dividere il territorio tra le opportunità economiche offerte dal turismo crocieristico e le preoccupazioni espresse da una parte dei residenti.