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Ravenna Festival, ai Chiostri Danteschi la prima assoluta di “Nessun cielo è senza luce”

Un viaggio tra spiritualità, tecnologia e crisi del presente attraverso una drammaturgia audiovisiva che rilegge il pensiero di San Francesco in chiave contemporanea. È questo il cuore di “Nessun cielo è senza luce”, la performance ideata e realizzata da Luca Maria Baldini con i video di Salvatore Insana, in programma in prima assoluta mercoledì 3 e giovedì 4 giugno alle 21.30 ai Chiostri Danteschi nell’ambito della XXXVII edizione di Ravenna Festival.

A ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi, il festival dedica la propria edizione alla figura del santo umbro, mettendone in luce la complessità e le molteplici sfaccettature: rivoluzionario e mite, radicale e amorevole, libero e povero, ma al tempo stesso capace di una profonda felicità. Un’eredità spirituale che la nuova produzione affronta attraverso un linguaggio contemporaneo, interrogandosi sul significato della spiritualità nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Divisa in sette capitoli, la performance costruisce una drammaturgia sonora e visiva che prende le mosse dagli scritti di San Francesco, Santa Chiara e dei primi francescani, mettendoli in dialogo con riflessioni attuali sul rapporto tra essere umano e natura, tecnologia e spiritualità, impegno politico e crisi ambientale. Il risultato è una narrazione che cerca di capire se sia ancora possibile vivere una dimensione spirituale come esperienza critica, condivisa e radicata nel presente.

Sul piano artistico, “Nessun cielo è senza luce” intreccia linguaggi differenti: canti gregoriani, registrazioni ambientali, musica elettronica, canzone pop e voci artificiali convivono in una tessitura sonora che si apre all’immagine e all’installazione video. Una scelta che da un lato riflette sul concetto stesso di intelligenza applicato all’arte e dall’altro privilegia strumenti essenziali e una particolare attenzione ai dettagli marginali, alle prospettive laterali e al mondo naturale.

Anche il titolo dell’opera nasce dall’incontro tra tecnologia e pensiero francescano: una frase emersa dalla rielaborazione di alcuni testi attraverso sistemi di intelligenza artificiale, capaci di suggerire nuove interpretazioni e possibili traiettorie di significato.

Musicista, sound designer e artista, Luca Maria Baldini concentra la propria ricerca sulle relazioni tra suono, immagine e spazio. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti istituzioni e realtà culturali, tra cui Biennale Architettura di Venezia, Triennale Milano, Auditorium Parco della Musica di Roma e Cineteca di Bologna.

Al suo fianco, il filmmaker e artista audiovisivo Salvatore Insana, da anni impegnato nell’esplorazione delle relazioni tra immagini in movimento, fotografia e memoria visiva. Fondatore del collettivo Dehors/Audela insieme alla performer e coreografa Elisa Turco Liveri, dal 2020 porta avanti una ricerca dedicata al riuso creativo di archivi fotografici e cinematografici, collaborando con la Fondazione AAMOD.

Lo spettacolo è realizzato in coproduzione con Fondazione AAMOD, con il supporto di Campsirago Residenza e in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana.

Per informazioni e prevendite è possibile contattare il numero 0544 249244 o consultare il sito del Ravenna Festival. I biglietti hanno un costo di 25 euro (22 euro il ridotto), con sconto del 50% per i possessori della Carta Giovani Nazionale tra i 18 e i 35 anni e ingresso a 5 euro per gli under 18.