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Caponegro di Fdi Ravenna: La Regione anticipa l’apertura delle scuole, territori alle prese con caldo e carenza di personale

“Sostenere le famiglie nella conciliazione tra lavoro e organizzazione scolastica è un obiettivo serio e condivisibile. Proprio per questo non può essere trattato con leggerezza, né trasformato nell’ennesimo annuncio regionale fatto prima ancora di aver chiarito come applicarlo davvero sui territori.
La sperimentazione annunciata dalla Regione Emilia-Romagna, che prevede l’apertura anticipata delle scuole primarie dal 31 agosto, rischia infatti di partire con più domande che risposte: quali scuole apriranno? Con quale personale? Con quali risorse? Con quali attività? Con quali garanzie su sicurezza, caldo, spazi e organizzazione?

Per questo ho presentato un’interrogazione all’Amministrazione comunale di Ravenna, per capire se il Comune intenda aderire alla sperimentazione regionale e, in caso affermativo, con quale progetto concreto.
Ovviamente, non siamo contrari a priori a una misura che può aiutare molte famiglie, ma occorre evitare che una buona intenzione diventi un problema organizzativo scaricato sui Comuni, sui dirigenti scolastici, sul personale e, alla fine, sulle famiglie stesse.
Le criticità sono evidenti.
A fine agosto molti edifici scolastici, soprattutto quelli più datati, possono presentare temperature interne molto elevate. Le scuole, nei primi giorni di settembre, sono normalmente impegnate nella predisposizione degli spazi, nell’organizzazione dell’avvio dell’anno, nelle pulizie, nelle attività preparatorie e, in alcuni casi, anche in cantieri o manutenzioni programmate. Non basta dire “apriamo le scuole”: bisogna spiegare chi le apre, chi le chiude, chi sorveglia, chi organizza le attività, chi si assume le responsabilità e chi paga.

Anche a livello regionale Fratelli d’Italia ha sollevato il tema con la capogruppo Marta Evangelisti, chiedendo chiarezza su risorse, gratuità del servizio, eventuale compartecipazione delle famiglie, scuole coinvolte, personale disponibile e ruolo operativo dei Comuni.
A Ravenna c’è poi un ulteriore tema, che la Regione sembra sottovalutare, cosa molto strana, dato che il presidente De Pascale è originario di Cervia: la Romagna vive anche di turismo.
Anticipare attività scolastiche già dal 31 agosto può incidere sulla coda della stagione estiva, sullenscelte delle famiglie e quindi anche sugli operatori turistici. Il Comune ha valutato questo impatto?
Ha sentito le categorie? Ha considerato le conseguenze per il territorio ravennate e romagnolo?

Chiediamo quindi all’Amministrazione comunale di chiarire subito se Ravenna aderirà alla sperimentazione, quali plessi scolastici siano stati individuati, quale personale sarà impiegato, se gli edifici siano idonei ad accogliere bambini a fine agosto, se le risorse siano già certe e se siano state valutate anche le ricadute sul turismo.
Le famiglie hanno bisogno di servizi utili, non di annunci. Le scuole hanno bisogno di programmazione, non di improvvisazione. I Comuni hanno bisogno di risorse e tempi certi, non di misure calate dall’alto a ridosso dell’estate.
Se la Regione vuole davvero aiutare genitori e bambini, inizi dal metodo: meno propaganda, più ascolto, più organizzazione e più rispetto per chi poi dovrà trasformare gli annunci in servizi reali”.

Falco Caponegro – Consigliere comunale per Fratelli d’Italia