PNRR e sanità: in provincia di Ravenna investiti 23 milioni. Cantieri completati, tranne Osco in Darsena e Lugo che slittano ad agosto
Manca meno di un mese alla scadenza fissata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e in provincia di Ravenna gran parte degli interventi sanitari finanziati dal Pnrr è stata completata o è in fase avanzata di realizzazione. Un programma che, come si sa, ha interessato Case della comunità, Ospedali di comunità, Centrali Operative Territoriali, adeguamenti sismici e nuove attrezzature sanitarie, con investimenti per quasi 23 milioni di euro sul solo territorio ravennate (in totale, per tutti i territori coperti da Ausl Romagna si parla di 44,2 milioni per le Case Della Comunità e 26,8 milioni per gli Ospedali di Comunità – Osco).
Il quadro che emerge è quello di una rete sanitaria territoriale profondamente rinnovata, anche se alcuni dei cantieri più complessi, tra i quali quello del nuovo comparto Darsena, richiederanno qualche settimana in più rispetto alla scadenza del 30 giugno per arrivare alla piena conclusione dei lavori e all’attivazione delle strutture.
Ospedali di comunità, Russi già aperto. La Darsena punta ad agosto
Tra gli interventi più rilevanti figura l’Ospedale di comunità di Russi, realizzato attraverso un intervento di ristrutturazione da circa un milione di euro e già attivato a giugno 2025.
Più articolata la situazione del nuovo polo sanitario della Darsena di Ravenna, destinato a ospitare sia la Casa della comunità sia l’Ospedale di comunità (Osco). L’investimento complessivo supera i 14 milioni di euro, di cui circa 11 finanziati dal Pnrr, mentre la restante parte deriva da fondi per opere indifferibili e risorse regionali destinate ad arredi e attrezzature.
La struttura, di circa 5.500 metri quadrati, ospiterà al secondo piano l’Osco da 20 posti letto, mentre gli spazi inferiori accoglieranno i servizi tipici della Casa della comunità: Cup, punto prelievi, continuità assistenziale, ambulatori specialistici, medici di medicina generale, assistenti sociali, psicologi e attività riabilitative.
Non tutto l’edificio sarà però completato in questa fase, anche questo è noto da tempo. Circa 1.200 metri quadrati resteranno al grezzo in attesa di futuri finanziamenti: si tratta degli spazi destinati a ulteriori ambulatori specialistici e servizi diagnostici.
Il cantiere non riuscirà a rispettare la scadenza di giugno e punta ora alla conclusione entro agosto. A pesare sul cronoprogramma sono stati diversi fattori: gli effetti degli eventi alluvionali dell’autunno 2024 e soprattutto il ritardo accumulato nella fase iniziale dei lavori, quando l’impresa incaricata non riuscì ad avviare il cantiere nei tempi previsti per un grave lutto e fu necessario individuare una nuova azienda all’interno del consorzio esecutore.
Secondo le stime dell’Ausl, il ritardo accumulato è di circa sei mesi. L’obiettivo resta comunque quello di completare i lavori entro l’estate e rendere la struttura pienamente accessibile entro la fine del 2026.
Case della comunità, rete quasi completata
Accanto alla Darsena, il Pnrr ha finanziato numerosi interventi sulle Case della comunità del territorio ravennate.
Al Centro di medicina preventiva di Ravenna (Cmp) è stata realizzata una riqualificazione che ha interessato in particolare il Cup, le aree di attesa e alcuni ambulatori, con un investimento di 113 mila euro. La struttura è già operativa e sarà inaugurata ufficialmente nelle prossime settimane. Al suo interno trovano spazio il Cau, i medici di medicina generale e i servizi previsti dal modello organizzativo delle Case della comunità.
A Cervia i fondi sono stati utilizzati per riqualificare due aree specifiche della struttura esistente, realizzando il servizio di dialisi e gli spazi dedicati alla riabilitazione. L’investimento è stato pari a 1,8 milioni di euro e gli interventi risultano conclusi e già attivi.
A Lugo è invece in corso uno dei progetti più importanti del territorio: la nuova Casa della comunità. Anche in questo caso il cantiere non riuscirà con ogni probabilità a rispettare il termine di giugno e punta alla conclusione entro agosto. I rallentamenti sono stati causati sia da difficoltà iniziali nella fase progettuale sia dalla contemporanea gestione di numerosi cantieri da parte dell’impresa esecutrice.
«Con l’arrivo dei finanziamenti si sono concentrate moltissime opere nello stesso periodo – spiegano dall’Ausl – ma le imprese disponibili sul mercato sono rimaste sostanzialmente le stesse».
Sono invece già concluse e operative le Case della comunità di Bagnacavallo (inaugurata a marzo 2026, costo 170mila euro), Alfonsine (maggio 2026, costo 123mila euro) e Castel Bolognese (maggio 2026, costo 137mila euro). Nel primo caso gli interventi hanno riguardato principalmente la riqualificazione di ingressi, servizi igienici e ambulatori; ad Alfonsine si è intervenuti soprattutto sull’efficientamento energetico dell’edificio attraverso la realizzazione del cappotto termico.
Nei giorni scorsi è stata inoltre consegnata la nuova Casa della comunità di Faenza, un altro intervento molto atteso (costo 2,4 milioni di euro).
Centrale operativa territoriale già attiva
Tra i progetti già conclusi fin da febbraio 2024 rientra anche la Centrale Operativa Territoriale di Ravenna. L’intervento ha comportato la trasformazione e la riqualificazione di una porzione dell’edificio esistente per ospitare gli uffici e le attività di coordinamento previste dal nuovo modello di sanità territoriale, per un investimento di 280mila euro.
Sicurezza sismica, interventi per oltre 10 milioni
Una delle linee di finanziamento meno visibili ma comunque molto rilevanti riguarda gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico. L’Ausl Romagna ha gestito un programma da circa 10-12 milioni di euro che ha interessato anche il territorio ravennate.
All’ospedale diLugo è in fase di completamento il miglioramento sismico del blocco A attraverso la realizzazione di torri dissipative esterne, strutture metalliche progettate per assorbire parte delle sollecitazioni generate da eventuali terremoti.
A Ravenna sono invece stati eseguiti due interventi strategici: l’adeguamento sismico della sede di Romagna Soccorso, che ospita la centrale del 118, e il consolidamento delle fondazioni del blocco chirurgico tramite un sistema di micropali.
Tutti gli interventi legati alla sicurezza sismica dovrebbero raggiungere il target fissato dal Pnrr entro la fine di giugno.
Le attrezzature
Accanto agli interventi edilizi, il Pnrr ha finanziato anche il rinnovo delle dotazioni tecnologiche degli ospedali. In Ausl Romagna sono entrate in funzione 41 nuove apparecchiature ad alta tecnologia, tra cui un acceleratore lineare per la radioterapia, tre risonanze magnetiche, sei Tac, quattro sistemi Spect-Tc, nove mammografi, otto sistemi radiologici e dieci ecografi. Un investimento che ha contribuito a rafforzare la capacità diagnostica e terapeutica della rete ospedaliera romagnola, affiancando il potenziamento della sanità territoriale realizzato attraverso Case e Ospedali di comunità.
Il bilancio
A poche settimane dalla scadenza del Piano, il bilancio per la provincia di Ravenna appare dunque sostanzialmente positivo. La maggior parte delle opere è già stata completata e attivata, mentre i due cantieri più complessi – Darsena e Lugo – richiederanno alcuni mesi aggiuntivi per arrivare alla piena conclusione.
L’obiettivo dell’Ausl Romagna resta quello di non perdere nessuna delle risorse assegnate e di completare entro l’anno il percorso di rafforzamento della sanità territoriale avviato grazie ai fondi del Pnrr.


