Russi, all’ex Lavatoio inaugurato il murales degli studenti: parte il progetto di rigenerazione
È stato inaugurato venerdì scorso all’ex Lavatoio di Russi, in via Godo Vecchia 8/2, il nuovo intervento artistico realizzato dalle studentesse Giada G. e Federica Z. del Liceo Artistico e Musicale “Nervi-Severini” di Ravenna, nell’ambito di un progetto che punta a trasformare lo storico spazio in un luogo dedicato ai giovani e alla comunità.
All’inaugurazione erano presenti la vicesindaca Grazia Bagnoli, gli assessori Eleonora Mazzoni e Filippo Plazzi, i rappresentanti delle associazioni coinvolte, le giovani autrici dell’opera e il dirigente scolastico del Liceo “Nervi-Severini”, Gianluca Dradi.
L’iniziativa nasce all’interno del progetto “Scuola Bottega” dell’anno scolastico 2025/2026, percorso educativo ideato nel 2014 dall’Associazione Amici di Enzo ODV in collaborazione con la Cooperativa Sociale Il Faro.
Si tratta di un servizio gratuito svolto in orario scolastico e convenzionato con scuole e aziende, nato per contrastare la dispersione scolastica e sostenere gli studenti attraverso attività pratiche e laboratoriali basate sul principio del learning by doing.
A Russi il progetto ha preso forma attraverso un laboratorio di apprendimento esperienziale dedicato alla valorizzazione dell’ex Lavatoio, con il coinvolgimento di tutor, docenti e associazioni del territorio. Il murales è diventato così non solo un intervento artistico, ma anche un’esperienza formativa e di cittadinanza attiva.
La realizzazione dell’opera è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Russi, l’Associazione culturale Iki-guys APS e l’Associazione Amici di Enzo ODV.
L’opera raffigura una carpa koi e un fiore di loto, due simboli profondamente legati alla cultura orientale e scelti per rappresentare temi come la perseveranza, la forza interiore e la rinascita.
«La combinazione della carpa koi e del fiore di loto – hanno spiegato le studentesse, che sono state supportate nel loro percorso dal progettista grafico e illustratore Dennis Corbelli e dalla professoressa Simona Vasumini – è uno dei simboli più profondi della cultura orientale, emblema di perseveranza, forza interiore e rinascita. La carpa koi, celebre per la sua capacità di nuotare controcorrente, simboleggia il coraggio di superare gli ostacoli più difficili: la leggenda narra che, risalendo la cascata della “Porta del Drago”, essa si trasformi in un drago celeste. Il fiore di loto, invece, nasce dal fango profondo per fiorire immacolato sulla superficie dell’acqua e rappresenta la purezza che emerge dalle avversità. Insieme, questi due elementi richiamano la capacità di trasformare la sofferenza in bellezza e in rinascita spirituale, un significato particolarmente profondo in questo luogo, storicamente adibito a lavatoio di un macello».
«Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la rigenerazione urbana possa diventare anche rigenerazione sociale ed educativa – aggiunge la vicesindaca Grazia Bagnoli -. Restituire significato e nuova vita a uno spazio pubblico attraverso il coinvolgimento diretto dei giovani significa investire nella comunità, creando occasioni di relazione, espressione e partecipazione. L’ex Lavatoio vuole diventare un luogo aperto, vissuto e capace di accogliere esperienze positive per le nuove generazioni».
«Ad oggi – sottolinea Jacopo Zauli, rappresentante legale dell’Associazione culturale Iki-guys APS – l’isolamento è una delle più grandi e silenziose fragilità che molti ragazzi e ragazze si trovano ad affrontare: una realtà complessa che non si può ignorare. In quanto comunità, abbiamo la responsabilità e il dovere di agire concretamente per andare incontro a tutti e tutte, in particolar modo a coloro più distanti e invisibili. È con questa idea che prende vita il percorso di Iki-guys presso l’ex Lavatoio, nato grazie al Comune di Russi: un progetto che non ha solo l’obiettivo di rigenerare un luogo, ma di far sì che questo diventi un posto dove la partecipazione attiva e il fare le cose insieme diano a ciascuno la forza di esprimersi e di sentirsi parte di qualcosa».
Il murales rappresenta il primo tassello di un progetto più ampio di valorizzazione dell’ex Lavatoio, destinato a rafforzare il protagonismo giovanile e la collaborazione tra istituzioni, scuola e associazionismo locale.


