L'opinone
Gruppo Salviamo i pini: Gli alberi della “foresta” per il rigassificatore SNAM sono già secchi
Ad ogni incontro pubblico in cui i cittadini si battevano per la conservazione dei filari alberati storici, quali quelli di viale Romagna a Lido di Savio o di via Maggiore a Ravenna, veniva sciorinato dall’assessore di turno l’elenco dei milioni di alberi piantati nel nostro Comune, ed in particolare la straordinaria “Foresta” che avrebbe visto la luce, sia pure con mesi e mesi di ritardo, grazie al rigassificatore, per “compensare” gli impatti ambientali da esso generati sul mare e sul nostro territorio per merito della Giunta de Pascale la quale, dopo l’opposizione del precedente sindaco Matteucci, accettò l’arrivo della nave sulle nostre coste.
Se le bollette non sono calate come promesso da qualcuno, e se il cloro si riversa in quantità nelle nostre acque dall’unità rigassificatrice per mantenere puliti i suoi impianti, tuttavia i ravennati avrebbero potuto fregiarsi delle decine di ettari della lussureggiante “foresta” promessa da SNAM a Punta Marina: questo raccontavano gli assessori ai cittadini ottusi e lamentoni che chiedevano pietà da motoseghe e da “riqualificazioni” per i viali storici e le alberature di pregio.
E invece, come accade quasi sempre, le compensazioni a base di alberi sono solo macabre operazioni di greenwashing che consentono poderose cementificazioni, abbattimenti e devastazioni ambientali, al termine delle quali si sfoderano numeri mirabolanti di cui fanno pieno uso gli amministratori e nelle quali si equiparano alberi adulti a piantine di pochi anni, e piantine di pochi anni a panchine, lampioni o intonaci da stendere. Come sempre, infatti, i lavori di “piantumazione”, o meglio di “forestazione”, per usare i termini più accattivanti in uso alle amministrazioni pubbliche, si svolgono nei periodi più consoni ai cantieri edili: primavera ed estate.
Non fa eccezione la famosa “Foresta” targata SNAM: gli alberi sono stati posti a dimora, sotto gli occhi di tutti, in questi mesi, e in pochi giorni rapidamente seccati. Una pena indecente ed anche immorale, perché riguarda esseri viventi, utilizzati e messi a morte per prendere in giro i cittadini. Non basta raccontare che andavano annaffiati: secondo gli esperti, gli alberi piantati in periodo non consono sono sottoposti a fortissimo stress che li manda in “standby” e li mina da subito, e c’è da domandarsi anche se le annaffiature abbondanti siano opportune quando la risorsa acqua diventa preziosa e da non sprecare.
Ma, ormai appare chiaro a tutti: nelle operazioni di compensazione/greenwashing come quella capitata per la foresta secca di Punta Marina, gli alberi non sono argomento di progettazione, ma semplici pali da ordinare, interrare e contare. Ne siano analoga prova i cantieri che si svolgono senza alcuna minima considerazione delle alberature presenti, che infatti vengono quasi sempre distrutte, anche grazie ad agronomi e tecnici per così dire “disinvolti”, e non importa se si tratta del periodo vietato per nidificazione: le ruspe vanno avanti sempre e hanno sempre la precedenza, sia che si tratti di piantare o di abbattere. Non ultimo uno scandaloso cantiere a Cervia, presso la Rotonda Silvio Pellico.
Centinaia gli alberi secchi, in ogni dove: negli squallidi parcheggi dei centri commerciali, lungo le strade, nel “Parco Marittimo”. Migliaia quelli abbattuti dalla follia pubblica e privata dell’albericidio e della pinofobia, ben alimentata con le scuse più assurde anche da chi dovrebbe fare chiarezza o da chi viene pagato per progettare la morte del patrimonio arboreo pubblico.
Ci aspettiamo nuove foto di assessori e dirigenti SNAM sotto alberi ripiantati, in sostituzione di quelli già morti, ad agosto, meglio se con annaffiatoio colorato in mano.
Gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna, Italia Nostra sezione di Ravenna, Animal Liberation


