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Salina di Cervia, al via la campagna del Sale Dolce 2026. Pomicetti: “Ora il clima giochi in squadra”

La raccolta arriverà solo ad agosto, ma il lavoro è già iniziato da settimane. In Salina, infatti, la stagione del sale non si improvvisa: si prepara con mesi di anticipo, seguendo tempi lenti, gesti antichi e un equilibrio delicato tra lavoro umano e natura. A Cervia è ufficialmente partita la campagna salifera 2026, con le operazioni che porteranno alla prossima cavadura del celebre Sale Dolce.

In questi giorni si è conclusa una delle fasi più importanti della preparazione: la rullatura dei bacini salanti, passaggio necessario per predisporre il terreno alla formazione dei cristalli di sale. L’acqua ad alta concentrazione salina è già stata fatta defluire nelle vasche e ora tutto dipenderà da sole, vento e temperature.

“Campagna partita sotto i migliori auspici  – commenta il presidente del Parco della Salina, Giuseppe Pomicetti. Proprio in questi giorni, infatti, si è conclusa l’operazione di rullatura dei bacini salanti -. L’acqua di alto grado salino è stata fatta defluire negli stessi affinché, con l’azione del sole e del vento, oltre alla perizia dei nostri salinari, possa concentrarsi ulteriormente, sino a far precipitare i nostri cristalli di Sale Dolce di Cervia”, spiega Pomicetti.

Salina di Cervia - Cavadura 2026

La macchina della Salina, insomma, è già in moto. Per arrivare alla raccolta estiva serve però una lunga preparazione, fatta di manutenzione, controllo delle acque e attenzione costante alle condizioni atmosferiche. “Questo è un momento molto importante per la Salina di Cervia, perché tutti gli sforzi e i sacrifici che si sono fatti negli ultimi mesi si concretizzano nelle azioni che preparano e portano alla raccolta del Sale Dolce di Cervia”, aggiunge ancora Pomicetti.

La grande incognita resta il meteo. Per ottenere un sale di qualità servono caldo, sole e vento, ma soprattutto poche piogge. Una combinazione che negli ultimi anni non sempre ha accompagnato il lavoro dei salinari.

“Il lavoro in Salina segue il ritmo di tutti gli anni. I nostri operai lavorano per predisporre tutto per la Cavadura 2026. L’auspicio è che il clima giochi in squadra con noi. Per fare un ottimo sale occorre infatti che le temperature siano alte, che il sole e il vento ci assistano e che le precipitazioni siano di lieve entità. Tutto questo ci consentirà, ad agosto, di procedere con la raccolta del Sale Dolce di Cervia”, spiega il presidente Pomicetti.

La campagna 2026 assume inoltre un significato particolare dopo le difficoltà degli ultimi anni. Nel 2023 la raccolta non fu possibile a causa dell’alluvione, mentre nel 2024 la cavadura venne comunque realizzata, pur in un contesto segnato dagli effetti del post-emergenza. La stagione successiva, invece, è stata compromessa dalle condizioni meteorologiche.

“Dall’alluvione ad oggi la gestione della Salina non è cambiata, ad essere cambiata è l’urgenza con la quale alcune decisioni sono state messe a terra, e di questo ho sempre reso pubbliche azioni e passaggi fondamentali, sia nelle sedi opportune di governo, assemblea dei soci e cda, sia a mezzo stampa, come era doveroso. La raccolta 2026 è per noi fondamentale. Lo sappiamo e lavoriamo perché tutto riesca al meglio. Ricordo che nel 2023 la produzione non è stata fatta, a causa dell’alluvione, mentre, seppure in condizioni del tutto non ordinarie, dovute al post alluvione, è state realizzata la cavadura nel 2024. Il sale attualmente in aia deriva da quella raccolta. Le condizioni meteo non hanno invece consentito la raccolta nella passata stagione salifera. Le scorte sono sufficienti a coprire la domanda e ogni giorno la nostra rete vendita lavora con i numerosi clienti, in Italia e all’estero. La richiesta del nostro Sale è rimasta molto forte, grazie, anche al lavoro fatto in questi anni a tutti i livelli, soprattutto sul racconto della storia, della cultura e del valore ambientale ed economico del Sale e della Salina”, aggiunge ancora Pomicetti.

Nel frattempo, il Sale Dolce di Cervia continua a mantenere una domanda elevata: ogni anno vengono venduti oltre due milioni di pezzi a marchio, mentre la raccolta 2026 andrà ad ampliare le scorte custodite in aia. Un segnale che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, il legame tra Cervia e il suo “oro bianco” resta più solido che mai.