Logo
Ravenna hub dell’economia circolare. In zona Bassette nasce Comparto Ambientale maxi polo per il trattamento rifiuti industriali. Eni e Hera trasformano Ca’ Ponticelle

Dove per anni c’era un’area industriale dismessa al servizio del petrolchimico, oggi prende forma uno dei più rilevanti investimenti italiani nell’economia circolare e nella gestione dei rifiuti industriali.

A Ca’ Ponticelle – tra Canale Magni e la zona Bassette, alle porte di Ravenna – dopo un percorso iniziato nel 2019, Eni e Hera hanno inaugurato il Comparto Ambientale Ravenna: un progetto da 100 milioni di euro che trasforma 26 ettari recuperati in un polo dedicato al trattamento dei rifiuti speciali, al recupero dei terreni contaminati e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’intervento, sviluppato attraverso Eni Rewind, Herambiente e la società HEA, con il contributo energetico di Plenitude, punta a rafforzare il ruolo di Ravenna come hub industriale della transizione ecologica, riducendo il ricorso alle discariche, aumentando il recupero di materia e sostenendo la competitività del sistema produttivo locale.

Il fulcro operativo del progetto è rappresentato dalla piattaforma di HEA, società partecipata al 50% da HASI (Herambiente Servizi Industriali) ed Eni Rewind, considerata tra le infrastrutture più rilevanti a livello nazionale nella gestione integrata dei rifiuti industriali.

L’impianto polifunzionale sarà dedicato al pretrattamento dei rifiuti speciali solidi e liquidi, provenienti da attività produttive e di bonifica, sostituendo la storica piattaforma HASI di Ravenna con tecnologie più avanzate, maggiore capacità e una flessibilità operativa superiore.

Con una capacità di trattamento fino a 60mila tonnellate annue, la piattaforma consentirà operazioni di stoccaggio, riconfezionamento, triturazione e miscelazione finalizzate al recupero di materia e alla riduzione dello smaltimento finale.

Per Ravenna il nuovo impianto punta anche a limitare il trasferimento dei rifiuti verso strutture extra-regionali o estere, mettendo a disposizione delle imprese servizi di prossimità e maggiore continuità operativa.

Sempre all’interno del comparto è stato realizzato il nuovo impianto di biorecupero di Eni Rewind, con una capacità di trattamento di 80mila tonnellate annue di terreni contaminati da idrocarburi, provenienti da interventi di bonifica ambientale.

Il sistema utilizza un processo biologico di biodegradazione aerobica che consente di recuperare i terreni e riutilizzarli come materiale di reinterro nei siti in bonifica, riducendo il consumo di materiali vergini.

A garantire il monitoraggio e la conformità dei processi sarà un laboratorio chimico dedicato gestito da Labanalysis Environmental Services, leader nazionale del settore e partecipata da Eni Rewind.

La riqualificazione dell’ex area industriale di Ca’ Ponticelle comprende anche il contributo energetico di Plenitude, società controllata da Eni, che ha realizzato un impianto fotovoltaico entrato in funzione nel 2024.

L’impianto si sviluppa su 11 ettari, ha una potenza di 6 MWp e conta oltre 10mila pannelli bifacciali, installati su strutture mobili in grado di seguire il percorso del sole durante la giornata per massimizzare la produzione energetica. Le strutture poggiano sulla copertura impermeabile realizzata durante gli interventi di messa in sicurezza permanente dell’area.

Ad aprile 2026 è stato inoltre completato un impianto sperimentale di accumulo energetico basato su batterie a flusso di vanadio di nuova generazione, collegato direttamente all’impianto fotovoltaico esistente.

All’inaugurazione hanno preso parte i vertici aziendali, le istituzioni locali e regionali.

Paolo Grossi (Ad di Eni Rewind): “Un modello replicabile”
Per Paolo Grossi, amministratore delegato di Eni Rewind, il Comparto Ambientale Ravenna rappresenta un esempio concreto di rigenerazione industriale. “Il Comparto Ambientale Ravenna nasce dove sono le radici della storia di Eni. Qui abbiamo trasformato l’area dismessa di Ca’ Ponticelle in una piattaforma ambientale capace di coniugare risanamento, riqualificazione produttiva e competitività industriale», ha spiegato.

Grossi ha sottolineato il valore logistico e industriale del sito ravennate: “Integriamo i primi due impianti di Eni Rewind nel trattamento dei rifiuti che si affiancano agli oltre 40 impianti che gestiamo in Italia per la depurazione delle acque”.

Secondo l’ad, il comparto amplia l’offerta di servizi ambientali del gruppo grazie al recupero dei terreni e al pretrattamento dei rifiuti industriali: “La nostra offerta di servizi ambientali si arricchisce con gli impianti di bioremediation per il recupero dei terreni e con la piattaforma di pretrattamento di rifiuti industriali realizzata in partnership con Herambiente.  Il Comparto Ambientale Ravenna è un esempio concreto di sviluppo sostenibile, e auspichiamo possa essere un modello replicabile in altre regioni per ridurre il deficit impiantistico e l’impatto ambientale nella gestione dei rifiuti.”

Andrea Ramonda (AD di Herambiente): “Ravenna hub della circolarità”
Anche Andrea Ramonda, amministratore delegato di Herambiente, ha definito strategico il nuovo insediamento. “Con la nuova piattaforma polifunzionale HEA inserita nel Comparto Ambientale di Ca’ Ponticelle, il Gruppo Herambiente compie un ulteriore passo nel rafforzamento del proprio posizionamento nella gestione dei rifiuti industriali, nell’ambito di un percorso di sviluppo di un sistema impiantistico unico in Italia, che contribuisce a colmare il divario infrastrutturale del Paese e a ridurre i flussi di rifiuti esportati all’estero”, ha dichiarato.

Ramonda ha evidenziato il ruolo della joint venture con Eni Rewind e la capacità dell’impianto HEA  di massimizzare il recupero di materia ed energia, servendo sia le attività del gruppo Eni sia il mercato industriale. “Il progetto consolida inoltre il ruolo strategico di Ravenna, città da cui Herambiente ha avviato le proprie attività, rafforzandone oggi il ruolo di hub di riferimento per la circolarità al servizio del sistema industriale del Centro-Nord”.

Il presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale: “Una svolta per ambiente e competitività”
Per il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il comparto rappresenta un’infrastruttura strategica sia sul piano industriale sia ambientale. “Stiamo parlando di un sito che dà un contributo fondamentale alla competitività del tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna e allo stesso tempo tutela un’area molto delicata dal punto di vista ambientale», ha dichiarato.

De Pascale ha ricordato il lungo percorso di bonifica di Ca’ Ponticelle, definendolo “una ferita profonda” per un territorio storicamente legato all’industria chimica. “A un certo punto si è deciso di affrontare seriamente questa criticità, trasformando la principale fragilità ambientale del territorio in un’opportunità di sviluppo, innovazione e tutela ambientale”.

Il governatore ha inoltre evidenziato il valore industriale del progetto: “Questo sistema di impianti ridurrà il ricorso a discariche e incenerimento e rappresenta un elemento straordinario di competitività per il sistema produttivo ravennate ed emiliano-romagnolo”.

Infine un passaggio sull’importanza di questo nuovo sito e sul tema rifiuti, “in Italia è una parola che, genera sempre reazioni avverse” ha commentato de Pascale, “ma gestire i rifiuti è un lavoro nobile e necessario. Se non ci si occupa in maniera corretta e rigorosa della gestione dei rifiuti, si creano disastri ambientali”.

Il Sindaco Alessandro Barattoni: “Industria e ambiente devono stare insieme”
Nel corso dell’inaugurazione, il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni ha insistito sulla necessità di superare la contrapposizione tra sviluppo industriale e sostenibilità ambientale. “Industria e ambiente devono e possono stare insieme”, ha detto il sindaco, definendo il progetto “un messaggio forte per il Paese”.

Per Barattoni il nuovo comparto completa una filiera industriale fondamentale: “Il problema non è la produzione dei rifiuti, ma il loro mancato trattamento o una cattiva gestione. Qui si completa una filiera importante vicino a un sito industriale, portuale e chimico di cui siamo profondamente orgogliosi”.

Il primo cittadino ha inoltre rilanciato il ruolo strategico di Ravenna nei settori energia, chimica e industria: “Non vogliamo solo difendere ciò che esiste, ma costruire il lavoro del futuro e nuove professionalità”. “Oggi da Ravenna si lancia un messaggio forte al Paese con un progetto che tiene insieme riconversione industriale e tutela ambientale e che rappresenta un’infrastruttura strategica non solo per la nostra città, ma anche per l’Italia. Questo è il modello che vorremmo segnasse la strada per il futuro: meno discariche, più recupero, più lavoro qualificato, investimenti sul fotovoltaico, nell’ottica di implementazione dell’economia circolare”.

Barattoni ha infine ringraziato aziende, imprese e maestranze coinvolte nella realizzazione del progetto, citando anche le compensazioni ambientali previste, tra cui la riqualificazione di un’area della Pineta di Classe.

Dal 2019 alla partenza degli impianti nel 2026
Il percorso di recupero dell’area di Ca’ Ponticelle è iniziato nel 2019 con gli interventi di bonifica realizzati da Eni Rewind. Nel 2021 sono state completate le opere di messa in sicurezza permanente dell’area, mentre nel 2023, dopo l’adeguamento del Piano urbanistico del Comune di Ravenna, sono partiti i cantieri per il nuovo comparto ambientale.

Gli impianti entreranno progressivamente in funzione a partire dal luglio 2026, completando un progetto che punta a fare di Ravenna uno dei principali laboratori italiani della transizione ecologica e industriale.