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Emergenza abitativa, i sindacati regionali degli inquilini in piazza contro il Piano Casa del Governo

Il Governo Meloni il 7 maggio scorso ha proposto un “piano casa” non in grado di garantire il diritto alla casa a centinaia di migliaia di famiglie, giovani lavoratori e lavoratrici e studenti. Perciò a SUNIA-SICET-UNIAT e Unione Inquilini, che per mesi hanno chiesto un confronto preventivo senza essere ascoltati, non resta che continuare la mobilitazione con un presidio unitario a Roma a partire dalle ore 10 in piazza Capranica in concomitanza con la discussione in Parlamento della conversione in legge del decreto 66.

Le ragioni sono note:

Il governo non stanzia risorse sufficienti per riqualificare i 60.000 alloggi pubblici sfitti al fine di poterli riassegnare, mentre sono 350.000 (29.000 in regione) le famiglie   in graduatoria e che avrebbero diritto alla assegnazione di una casa popolare;

Mentre cresce la povertà nel nostro paese si vuole ridurre il patrimonio pubblico mettendolo in vendita scaricando così ai Comuni l’onere di trovare soluzioni all’emergenza abitativa;

Non si finanzia il fondo morosità incolpevole e quello per il sostegno all’affitto per le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese per gli alti costi dei canoni;

Mentre tutte le aziende di gestione del patrimonio pubblico lamentano una riduzione dei canoni di affitto per i bassi redditi delle famiglie, il governo pensa bene di fare un fondo nazionale con parte di quei canoni, siamo al ridicolo;

Le Regioni, cui per legge costituzionale viene riconosciuto il ruolo di programmare e pianificare l’uso delle risorse nazionali per lo sviluppo di politiche abitative sul loro territorio, sono sempre più ridotte a  semplici passacarte, il Governo infatti vuole costruire una struttura burocratica commissariale onerosa di accentramento della pianificazione degli interventi, cosa che allungherà i tempi per la realizzazione degli interventi; inoltre lo fa recuperando risorse già assegnate alle Regioni per politiche di coesione e riqualificazione del territorio;

Si assegnano poi a Fondi Immobiliari privati gli interventi di riqualificazione che non realizzeranno alloggi per nuclei famigliari a basso reddito o giovani di prima occupazione o studenti.

Contemporaneamente sempre il Governo ha presentato in Parlamento un disegno di legge che vuole accelerare gli sfratti esecutivi scaricando sui sindaci l’emergenza abitativa di migliaia di famiglia senza che questi abbiano strumenti per farvi fronte.

Si legge nel decreto 66, del 7 maggio 2026, all’Articolo 1 “Il Piano casa di cui al presente decreto contiene misure straordinarie, necessarie e urgenti per favorire la realizzazione e la valorizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata” ma poi dall’Articolo 2 all’Articolo 11 si prevedono misure che contrastano con questo proclama. Non è un caso che anche Sindaci e Regioni  abbiano chiesto modifiche sostanziali al provvedimento.

SUNIA ER