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Uil Ravenna: Asili, scuole materne e luoghi di cura senza aria condizionata, Comune e Ausl prendano provvedimenti
L’arrivo dell’estate, stagione che si ripete puntualmente ogni anno, sembra cogliere le amministrazioni di Ravenna impreparate, trasformando quello che dovrebbe essere un normale avvicendamento climatico in un’emergenza per la salute e la sicurezza di lavoratrici, lavoratori, pazienti e bambini.
La UIL FP di Ravenna intende denunciare con forza la criticità strutturale che sta interessando sia i presidi dell’AUSL della Romagna sia i servizi educativi 0-6 del Comune di Ravenna, dove la cronica carenza di impianti di climatizzazione adeguati sta creando condizioni di lavoro e di permanenza al limite della tollerabilità.
La situazione all’interno delle strutture sanitarie aziendali è emblematica di una gestione che si affida a manutenzioni ordinarie ormai insufficienti a contrastare l’obsolescenza dei sistemi. Dagli uffici amministrativi della direzione di via Missiroli fino all’OSCO di Ravenna, passando per l’U.O. Malattie Infettive, i servizi di Neuropsichiatria Infantile, la postazione Mike del CMP, gli spogliatoi provvisori del 118, gli ambulatori di Cardiologia, la casa della Comunità di Faenza appena inaugurata, le segnalazioni di malfunzionamento si accumulano senza trovare risposte risolutive.
Una menzione particolare merita la condizione in cui è costretto a operare il personale dei vari servizi domiciliari, che deve gestire l’assistenza utilizzando alcuni automezzi privi di un’adeguata climatizzazione, oltre alla situazione di disagio negli spogliatoi provvisori del 118.
Si tratta di una negligenza che non rispetta le tutele previste dal D. Lgs. 81/08, traducendosi in uno stress fisico costante per chi è in prima linea nella cura della salute pubblica.
Parallelamente, il quadro nelle scuole dell’infanzia e nei nidi comunali è altrettanto allarmante. La ricognizione della UIL FP evidenzia come diverse strutture siano prive di raffrescamento negli spazi comuni, nelle aule e nelle aree mensa, con una situazione destinata ad aggravarsi drasticamente a partire dal primo luglio con l’avvio dei Centri Estivi.
Bambini, specialmente quelli sotto i tre anni, e personale educativo e ausiliario sono costretti in ambienti privi di microclima adeguato, una condizione che rende insostenibile la quotidianità lavorativa e formativa durante le ore più calde della giornata.
Di fronte a questo scenario, la UIL FP esige un cambio di passo immediato. Non è più tempo di tamponature stagionali: chiediamo un’analisi tecnica dettagliata e l’attivazione immediata di soluzioni concrete, dall’installazione di impianti portatili all’integrazione di sistemi di ventilazione industriale, fino all’aggiornamento dei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR) con l’inserimento formale del rischio calore e la predisposizione di protocolli operativi che garantiscano pause, acqua fresca e flessibilità. Chiediamo inoltre una programmazione strutturale che per il prossimo anno scolastico ponga fine a questa carenza definitiva.
Non va meglio nel settore dei monumenti e delle istituzioni culturali, dove il protrarsi di alte temperature in luoghi in cui spesso i vincoli architettonici e paesaggistici impediscono l’installazione di dispositivi di raffrescamento sia fissi che mobili espone il personale al rischio di malori e colpi di calore.
La salute e la sicurezza di chi lavora e di chi viene assistito non possono attendere. La qualità dei servizi pubblici passa imprescindibilmente dal benessere di chi li abita, e non possiamo permettere che l’indifferenza climatica continui a compromettere questo diritto fondamentale.
Segreteria UIL FP Ravenna


