Logo
Accerchiati e minacciati al parco di Conselice, il Sindaco: “Episodi in altri territori, chiederemo comitato per la sicurezza in Bassa Romagna”
L’episodio è avvenuto mercoledì 24 giugno al parco pubblico di Conselice, e a raccontarlo è stata la madre di una delle due vittime, la signora A., con un post su Facebook: secondo la donna, suo figlio e sua nuora “hanno rischiatogrosso”.

LA TESTIMONIANZA DI A.

Suo figlio, racconta A., “era lì per suonare come DJ nel bar del parco” finché a un certo punto la compagna, stanca, “gli ha chiesto di essere accompagnata alla macchina (…) quando sono arrivati all’auto, hanno trovato cinque extracomunitari che, appoggiati sul cofano, rovesciavano e lanciavano lattine e bottiglie di vetrosopra e contro la macchina“. Alla domanda del proprietario dell’auto (“ma che cosa state facendo?”) la situazione è degenerata: “Li hanno accerchiati, hanno iniziato a minacciarli, hanno tirato fuori una catena” racconta la signora A.
E poi, nel giro di pochi minuti, “quei cinque sono diventati dieci“. Fortunatamente la nuora è riuscita a chiamare subito i carabinieri, che “sono arrivati rapidamente” continua A.: “Questo va detto con chiarezza, quei ragazzi in divisa sono stati bravi, presenti, lucidi e coraggiosi, però erano in due davanti a una situazione che stava diventando enorme, con un gruppo che cresceva, il clima che si scaldava, una catena, urla, corpi alterati, persone accerchiate e la sensazione concreta che bastasse un attimo perché tutto precipitasse”.
Poi è arrivata un’altra pattuglia, sono state bloccate le strade, sono accorse persone dal bar, è arrivato il gestore, sono intervenuti altri cittadini e, a quel punto, la situazione, se pur con fatica, è stata contenuta. Ma io non riesco a chiamare “andata bene” una serata che va bene solo perché una donna ha avuto l’intuizione di non andare da sola alla macchina, perché mio figlio ha mantenuto lucidità (…) perché i carabinieri sono arrivati in fretta e perché altre persone hanno avuto la presenza di non restare ferme a guardare” commenta A.
A. racconta di avere in seguito ricevuto la telefonata del sindaco di Conselice: “mi è stato spiegato che le indagini sono aperte (…) i filmati (…)  saranno consegnati agli organi competenti.È giusto così, ed è bene che la giustizia faccia il suo corso nelle sedi dovute. Però adesso il punto non può fermarsi alla procedura, perché qui non stiamo parlando solo di ricostruire quello che è accaduto ieri sera; stiamo parlando di capire come sia possibile arrivare a una situazione in cui cittadini, commercianti, famiglie e perfino le forze dell’ordine si trovano a gestire sulla propria pelle un clima che evidentemente non nasce in un minuto (…) ed è giusto che da Conselice arrivino risposte serie, concrete, immediate”.
Ad A. “non basta sapere che le indagini sono aperte: serve una risposta amministrativa, politica, concreta.Serve presidio, prevenzione, serve ascoltare chi lavora in quei luoghi ogni sera e da tempo racconta che la situazione è pesante. Serve sostenere davvero le forze dell’ordine, chiedere rinforzi se servono, coinvolgere chi va coinvolto, dalla Prefettura in poi, senza aspettare che arrivi il ferito grave, il morto, la tragedia, il titolo sul giornale. Bisogna intervenire prima, appunto (…) chiedo che questa vicenda non venga trattata come un fatto da archiviare appena si abbassa il rumore. Chiedo che diventi un punto di svolta“.

IL SINDACO DI CONSELICE SULL’ACCADUTO

“In merito all’episodio dell’altra sera al parco comunale di Conselice – scrive il Sindaco di Conselice in un post Facebook – desidero innanzitutto esprimere un sincero ringraziamento ai Carabinieri della Stazione di Conselice, che sono intervenuti con tempestività e professionalità. Il loro pronto intervento ha evitato che la situazione si trasformasse in una colluttazione e in una e rissa, tutelando così la sicurezza delle persone presenti”.

“La loro presenza, confermata anche in questo episodio, rappresenta un importante presidio di legalità e di sicurezza per il nostro territorio e conferma quanto sia fondamentale il lavoro quotidiano svolto dalle Forze dell’Ordine. Sono certo che i Carabinieri, che ho sentito, nell’ambito delle proprie competenze, porteranno avanti tutti i provvedimenti amministrativi e penali previsti dalla legge nei confronti dei responsabili, affinché venga accertato l’accaduto e siano applicate le conseguenze previste dall’ordinamento”.
“Inoltre – avanza il primo cittadino – sentita la Presidente dell’unione Elena Zannoni e il sindaco referente per la sicurezza Mattia Galli, si provvederà, visto anche episodi accaduti negli altri territori, a richiedere la convocazione in Prefettura di un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza incentrato sulla Bassa Romagna“.
“Mi permetto, infine, una riflessione che va oltre il singolo episodio. Non è mia abitudine alimentare lo scontro politico, perché credo che le contrapposizioni, da sole, non risolvano i problemi delle persone. Sul tema della sicurezza è necessario un approccio serio e condiviso, che coinvolga tutti i livelli istituzionali, ciascuno per le competenze che la legge gli attribuisce. Dico questo non per sottrarmi alle responsabilità che competono al Comune, ma per rappresentare con onestà la realtà”.
“A chi, dall’opposizione, chiede più interventi e una maggiore certezza della pena, rivolgo un invito sincero: lavoriamo insieme affinché queste richieste possano trovare risposte concrete a livello nazionale, a cui compete questa tematica, attraverso strumenti legislativi più efficaci e maggiori risorse per le Forze dell’Ordine e per i territori. Sono convinto che i cittadini si aspettino da tutti noi meno polemiche e più capacità di collaborare. Lo scontro può generare consenso nell’immediato, ma non risolve i problemi. Ciò che serve davvero è costruire insieme soluzioni concrete, nell’interesse della sicurezza della nostra comunità” chiude il Sindaco.