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Quadruplicamento ferroviario Bologna-Castelbolognese, i Comitati: “Finite le giustificazioni, ora restano le responsabilità delle scelte”

Dopo l’audizione del 17 giugno in Commissione III Territorio, Ambiente e Mobilità della Regione Emilia-Romagna sul progetto di quadruplicamento ferroviario ad alta velocità e alta capacità tra Bologna e Castelbolognese, il Coordinamento dei Comitati torna a contestare l’opera e chiede alle istituzioni di assumersi la responsabilità delle scelte.

Secondo il Coordinamento, le controdeduzioni presentate dagli esperti indipendenti avrebbero evidenziato «criticità tecniche, economiche e strategiche che colpiscono al cuore l’intero impianto dell’opera», sostenendo che tali osservazioni sarebbero «precise, documentate e non confutate nel merito».

I Comitati ricordano che il progetto prevede un investimento di 3,6 miliardi di euro e contestano la sua efficacia rispetto agli obiettivi dichiarati. «Come può essere presentato come soluzione un progetto che non risolve il vero collo di bottiglia del sistema ferroviario, cioè il nodo di Bologna?», si chiedono.

Nel mirino finisce anche la motivazione legata al traffico merci. «I dati e l’esperienza italiana sulle linee AV/AC raccontano altro: i volumi previsti appaiono limitati e l’utilizzo delle linee ad alta capacità da parte dei treni merci è rimasto, nei fatti, marginale», afferma il Coordinamento.

Un altro punto riguarda l’utilizzo della tecnologia ERTMS, che secondo i Comitati viene indicata dalla stessa RFI come uno strumento capace di aumentare capacità e sicurezza della rete esistente con costi molto inferiori rispetto alla costruzione di nuove infrastrutture. «Perché ciò che viene indicato come soluzione strategica per la rete ferroviaria nazionale improvvisamente non sarebbe sufficiente proprio sulla Bologna-Castelbolognese?», domandano.

Per il Coordinamento la questione «non è più solo tecnica, ma politica e istituzionale». Per questo chiede ai decisori regionali e nazionali di chiarire «se tutte le alternative disponibili siano state realmente valutate oppure se la scelta del quadruplicamento sia già stata assunta, relegando il confronto pubblico a un mero passaggio formale».

Infine, i Comitati annunciano che trasmetteranno «alle istituzioni competenti e agli organismi di controllo una relazione tecnica dettagliata» e concludono: «Da oggi, ogni decisione assunta su questo progetto non potrà più essere considerata neutrale: sarà una scelta precisa e, come tale, comporterà precise responsabilità».