Una coppia di sposi rischia di perdere la crociera: il lieto fine riapre il tema dei collegamenti turistici Porto Corsini – Ravenna
Lei piangeva sul ciglio della strada, lui cercava inutilmente di fermare un’auto. Una valigia enorme, il tempo che scorreva e la paura di perdere la nave da crociera appena all’inizio del viaggio di nozze. È una scena che avrebbe potuto trasformarsi nel peggior ricordo della loro luna di miele. Invece si è conclusa con un lieto fine grazie all’incontro con un ravennate che si è fermato ad aiutarli.
A raccontare l’episodio è il ravennate Nevio Salimbeni, che domenica pomeriggio, passando nei pressi della Rocca Brancaleone, ha visto una giovanissima coppia di turisti stranieri fare autostop. “Lei stava piangendo. Come fai a non fermarti? Li ho caricati in macchina, insieme alla loro valigia, e li ho accompagnati fino al terminal crociere di Porto Corsini. Erano ucraini, erano in viaggio di nozze e avevano paura di perdere la nave”.
La nave era la Norwegian Gem, con oltre 2.500 passeggeri in partenza dal terminal ravennate. Una storia a lieto fine, raccontata sui social da Salimbeni, Responsabile Turismo CNA.

Ma quella vicenda, spiega, è solo la punta dell’iceberg. Già nella mattinata aveva incontrato un’altra famiglia straniera, due adulti e due ragazzi, ferma in viale Alberti nell’attesa di un autobus che, di domenica, non sarebbe mai passato da quella fermata. Anche in quel caso è riuscito ad aiutarli trovando un taxi.
“Nel pomeriggio sono ripassato dalla zona della stazione e della Rocca e ho visto decine di persone con grandi valigie sotto il sole, sparse tra le fermate, senza capire bene dove aspettare il bus. Non è una bella immagine da offrire a chi arriva a Ravenna per iniziare una vacanza”.
Salimbeni tiene però a precisare di non voler puntare il dito contro qualcuno. “Non voglio fare polemiche né cercare colpevoli. Ho raccontato una storia che mi è capitata come semplice cittadino. Però è evidente che questo episodio mette in luce un tema che Ravenna non può più ignorare”.
“Negli ultimi anni il Tterminal di Porto Corsini è diventato Home port, cioè uno scalo dal quale le crociere non fanno soltanto tappa, ma iniziano e terminano il viaggio – ricorda Salimbeni -. Una trasformazione che porta ricadute economiche importanti: molti passeggeri arrivano uno o due giorni prima della partenza, soggiornano negli alberghi, visitano la città, frequentano ristoranti e negozi”.
“È una scelta strategica che porta benefici al territorio, ma proprio per questo va accompagnata da un’organizzazione adeguata – osserva Salimbeni -. Non possiamo pensare che tutto si organizzi da solo”.
Secondo lui le soluzioni possibili non mancano. A partire da una comunicazione più chiara rivolta ai crocieristi già al momento della prenotazione, fino al potenziamento dei collegamenti pubblici nei giorni di maggiore affluenza.
“Sappiamo con mesi di anticipo quando arriveranno le grandi navi e quante persone imbarcheranno. È su quelle giornate che bisogna costruire un sistema. Potrebbero essere aumentate le corse degli autobus, organizzati servizi dedicati, coinvolti pubblico e privati. A volte basterebbe anche una persona che, in inglese, indirizzi i turisti verso la fermata giusta”.
Per Salimbeni il punto è accompagnare la crescita del comparto crocieristico con servizi all’altezza. “Quando una città decide di investire su un settore che porta migliaia di persone, deve mettere in conto anche le criticità che ne derivano. Ignorarle non è la soluzione. Bisogna affrontarle e trovare il modo di gestirle“.
Intanto, almeno per quei due ragazzi ucraini, la luna di miele è potuta cominciare nel migliore dei modi. “Mi hanno abbracciato non so quante volte. Alla fine sono stato io a ringraziare loro: rendersi conto che un gesto così semplice può cambiare la giornata di qualcuno fa bene anche a chi lo compie”.


