Logo
Ravenna Festival, presentato il libro-catalogo 2026 dedicato a San Francesco e Teoderico

Si intitola “Nacque al mondo un sole”, richiamando il celebre elogio di San Francesco contenuto nel Paradiso di Dante (XI, 50), il libro-catalogo di Ravenna Festival 2026, giunto alla sua trentasettesima edizione. Come accade fin dalla nascita della manifestazione, il volume accompagna e documenta il percorso artistico e culturale del Festival, raccogliendo saggi, approfondimenti e contributi dedicati ai temi che hanno caratterizzato il cartellone.

Più che una semplice pubblicazione, il libro rappresenta uno strumento per prolungare la riflessione oltre il momento dello spettacolo, approfondendo gli argomenti affrontati durante la manifestazione e valorizzando il dialogo tra discipline, storia, territorio e contemporaneità.

«È con grande soddisfazione e una punta di orgoglio che presentiamo il libro-catalogo del Festival, destinato a veicolare e far perdurare la magia degli spettacoli e del tema di quest’anno – sottolinea il sovrintendente della Fondazione Ravenna Manifestazioni Antonio De Rosa –. Lo facciamo mentre siamo prossimi al termine della programmazione, felici per il grande successo testimoniato dalla calorosa partecipazione del pubblico e dal plauso della critica. A tutti coloro che vi hanno collaborato, alla direzione artistica, agli sponsor e ai sovventori pubblici e privati va un grande e sentito ringraziamento».

Due anniversari al centro del volume

L’edizione 2026 prende le mosse da due importanti ricorrenze: l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e i 1.500 anni dalla morte di Teoderico, anniversario particolarmente significativo per Ravenna. Su questi due filoni si sviluppa gran parte del volume, che raccoglie contributi di studiosi, storici, critici e scrittori.

San Francesco tra storia, spiritualità e cultura

Dopo l’introduzione del co-direttore artistico Angelo Nicastro, il percorso dedicato a San Francesco si apre con un intervento del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, che richiama l’attualità del messaggio francescano in un contesto internazionale segnato dai conflitti.

Segue il contributo di dom Alessandro Barban, che mette in relazione la figura di San Francesco con quella di San Romualdo, individuando punti di contatto tra due esperienze spirituali che, pur separate da due secoli, vengono lette come riferimenti ancora attuali.

Il rapporto tra Francesco e Ravenna emerge attraverso il saggio di Paola Novara, dedicato alla storia della Basilica di San Francesco, e quello di Giovanni Gardini, che approfondisce gli affreschi di Santa Chiara oggi conservati nel Refettorio del Museo Nazionale.

Ampio spazio è riservato anche alla tradizione della lauda medievale e dei cosiddetti “giullari di Dio”. I contributi di Francesco Zimei e Matteo Leonardi, entrambi impegnati nel progetto europeo Laudare, ripercorrono le origini della poesia religiosa cantata, riconducendole al Cantico delle Creature.

Flavio Cuniberto firma invece un saggio dedicato alla geografia dei luoghi francescani, ripercorrendo gli itinerari del santo tra Appennino e Adriatico e descrivendo quello che definisce un autentico “paesaggio francescano”.

Il volume ripropone inoltre parte di un celebre scritto di Roberto De Simone sul presepe popolare napoletano, mentre i ravennati Danilo Montanari ed Eugenio Dedi Baroncelli costruiscono un ideale dialogo tra Dario Fo e San Francesco, prendendo spunto dallo spettacolo Lu Santo Jullare Francesco.

L’eredità di Teoderico

La seconda grande sezione del libro è dedicata a Teoderico e alla Ravenna capitale del regno goto. I contributi realizzati da studiosi del Dipartimento di Beni Culturali e del Dipartimento di Storia, Cultura e Civiltà dell’Università di Bologna approfondiscono diversi aspetti del periodo.

Enrico Cirelli ricostruisce la topografia della Ravenna tra V e VI secolo, descrivendo l’organizzazione urbana e monumentale della città. Stefano Manganaro analizza invece la convivenza tra Goti e Romani, soffermandosi sui meccanismi che permisero alle due comunità di condividere gli stessi spazi pur mantenendo identità differenti.

Debora Ferreri ripercorre le tracce lasciate da Teoderico nell’immaginario ravennate, mentre Elisa Emaldi, con il saggio Teoderico a matita, racconta il fascino esercitato dal Mausoleo sui viaggiatori del Grand Tour, che lo considerarono uno dei più importanti esempi dell’architettura dei cosiddetti “barbari”.

Chiude questa sezione il contributo dello scrittore ravennate Davide Reviati, che nel testo Teoderico straniero mette in relazione la figura del sovrano goto con quella dei “nuovi barbari” della contemporaneità.

Gli approfondimenti legati agli spettacoli

Come di consueto, il libro dedica spazio anche ad alcuni dei principali spettacoli ospitati dal Festival. Il sinologo Attilio Andreini approfondisce il romanzo cinese Memorie di un viaggio a Occidente, fonte d’ispirazione del Viaggio in Occidente del Grande Teatro di Lido Adriano.

Giuliana Bruno, docente all’Università di Harvard, firma invece un saggio dedicato alla regista Elvira Notari, pioniera del cinema italiano, protagonista della proiezione del film È Piccerella. Giulia Melandri racconta la storia di Allegra Byron, figlia del poeta inglese, al centro dello spettacolo La bambina inglese di Elena Bucci.

Non manca un ricordo di Stefano Benni, affidato alle parole di Michele Serra, mentre PierfrancescoPacoda dedica un approfondimento al musicista Jeff Mills e alla scena di Detroit.

Omaggio alla Rocca Brancaleone

Il volume si chiude con un tributo alla Rocca Brancaleone, luogo simbolo del Ravenna Festival, tornato quest’anno a ospitare gli spettacoli dopo il restauro. Alla sua storia sono dedicati un saggio dell’architetto Massimiliano Casavecchia e un’intervista realizzata da Antonio De Rosa a Filippo Bianchi, che ripercorre gli anni in cui la Rocca ospitava Ravenna Jazz.

Il libro-catalogo è in vendita al prezzo di 30 euro alla biglietteria del Teatro Alighieri e alla Libreria Dante di Longo.