Marina di Ravenna celebra la sua Cozza Selvaggia: due weekend di festa per un’eccellenza unica dell’Adriatico
Non è soltanto un prodotto gastronomico, ma il simbolo di un territorio, della sua cultura marinara e di un modello di sostenibilità che ha saputo trasformare quello che un tempo era considerato uno scarto in un’eccellenza riconosciuta. È da questa storia che nasce la tredicesima edizione de “La Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna in Festa”, che quest’anno raddoppia: dopo il successo dell’edizione 2025, la manifestazione si svolgerà in due fine settimana, dal 10 al 12 luglio e dal 17 al 19 luglio, trasformando il Bacino Pescherecci di Marina di Ravenna in un grande palcoscenico dedicato al mare, alla gastronomia e alle tradizioni marinare.
Organizzata da Tribucoop by Cooperdiem, la rassegna è inserita nel programma di Ravenna Capitale del Mare 2026, con il patrocinio e il contributo del Comune di Ravenna e la collaborazione delle cooperative di pescatori Conisub e La Romagnola, della Pro Loco di Marina di Ravenna e degli esercenti del territorio.
Da “scarto” a eccellenza: il valore della Cozza Selvaggia
Dietro la Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna c’è una storia che racconta molto più della semplice pesca. Per la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) rappresenta infatti un esempio concreto di economia circolare e di collaborazione tra imprese, cooperative di pescatori, istituzioni, ricerca scientifica e associazioni del territorio.
Le cozze che crescono spontaneamente sui piloni delle piattaforme offshore di Eni erano inizialmente considerate un materiale da rimuovere durante le attività di manutenzione degli impianti. Le cooperative di pescatori hanno invece intuito il loro valore, trasformando quella che era una necessità tecnica in un prodotto gastronomico di eccellenza.
Un percorso che ha dato vita anche a un modello sostenibile. La Cozza Selvaggia, infatti, cresce naturalmente sui piloni senza essere allevata, senza reti e senza interventi durante il ciclo di crescita, sviluppandosi in mare aperto e in acque profonde. Una caratteristica che la distingue nettamente dagli allevamenti tradizionali e che contribuisce anche a ridurre l’impatto ambientale.
Negli anni FEEM ha sostenuto questo percorso con numerose iniziative: dalla realizzazione di un vademecum dedicato alla valorizzazione della Cozza Selvaggia, sviluppato insieme alle cooperative di pesca, al Comune, a Slow Food e al Distretto, fino alla pubblicazione di un libro fotografico e di un ricettario.
Tra le novità dell’edizione 2026 figura anche una novità: “Damamè”, un gioco di carte realizzato insieme al Cestha per raccontare il mare, la biodiversità e la storia della Cozza Selvaggia attraverso un linguaggio divulgativo.
«È il prodotto che identifica Marina di Ravenna»
Se la Fondazione ne sottolinea il valore ambientale e culturale, per la Pro Loco di Marina di Ravenna, la Cozza Selvaggia rappresenta prima di tutto un elemento identitario della località. “Questa manifestazione valorizza il nostro prodotto tipico, qualcosa di unico nel suo genere», spiega. «La Cozza Selvaggia non è allevata come le altre: cresce naturalmente sui piloni delle piattaforme di Eni al largo della costa, in acque profonde e particolarmente pulite. È proprio questa la sua unicità”, sottolinea il presidente Marino Moroni.
Secondo Moroni, la manifestazione è ormai diventata l’appuntamento che più caratterizza l’estate marinara. “Oggi è probabilmente l’iniziativa che meglio rappresenta Marina di Ravenna. Non è soltanto una festa dove si mangia bene, ma un’occasione per conoscere una realtà del territorio e vivere il paese anche oltre la spiaggia”.
La Festa della Cozza apre inoltre un calendario che accompagnerà la località per oltre un mese. “Marina oggi offre eventi praticamente ogni fine settimana: un’opportunità importante sia per i turisti sia per i ravennati, che hanno sempre avuto un legame speciale con questa località. Dopo questi due weekend arriveranno Spiagge Soul, il weekend dedicato al cosplay e poi la Festa del Mare” conclude.
Sei giorni tra cucina, mare e cultura
Per “La Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna in Festa” il cuore della manifestazione saranno naturalmente gli stand gastronomici allestiti lungo la banchina di via Molo Dalmazia, dove sarà possibile degustare la Cozza Selvaggia insieme ad altre specialità della tradizione marinara romagnola.
Quest’anno gli organizzatori hanno introdotto una scelta precisa: tutti i piatti a base di cozze saranno preparati esclusivamente con Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna, così da garantire al pubblico la possibilità di assaggiare esclusivamente il prodotto simbolo della manifestazione.
L’inaugurazione ufficiale è in programma venerdì 10 luglio alle 18.30, alla presenza delle istituzioni,delle rappresentanze del mondo cooperativo e delle realtà che collaborano all’iniziativa. A seguire si terrà la premiazione del concorso fotografico “Uno Scatto per la Bandiera Blu”.
Il programma dei weekend comprende inoltre incontri culturali, show cooking con protagonisti chef e interpreti della cucina del territorio, tra cui Le Mariette di Forlimpopoli, il suggestivo “Brunch in banchina”, durante il quale il pubblico potrà assistere all’arrivo delle imbarcazioni e allo scarico del pescato, oltre a un ricco calendario di concerti e spettacoli.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano anche le escursioni in motonave verso le piattaforme offshore di Eni, durante le quali i partecipanti potranno osservare da vicino l’habitat della Cozza Selvaggia e assistere alla liberazione delle tartarughe marine curate dal Cestha, le visite ai bunker di Marina di Ravenna e le attività divulgative promosse da FEEM, tra cui la presentazione del nuovo gioco “Damamè” e i tornei dedicati.
Più che una festa gastronomica, “La Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna in Festa” si conferma così un viaggio dentro l’identità marinara del territorio. Un’occasione per scoprire come un mollusco cresciuto spontaneamente sui piloni delle piattaforme offshore di Eni sia diventato il simbolo di una comunità, del lavoro dei pescatori e di un modello di sviluppo capace di unire tradizione, ambiente e innovazione.




