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Caldo record nei campi: le CAB anticipano gli orari di raccolta e aumentano le pause
Foto d'archivio.

L’ondata di caldo eccezionale che sta interessando il territorio sta modificando anche l’organizzazione del lavoro nelle campagne ravennati. Con temperature che nelle ore più calde raggiungono i 38-39 gradi e minime notturne superiori ai 25 gradi, le sette Cooperative Agricole Braccianti associate a Legacoop Romagna e Promosagri — Agrisfera, CAB Massari, CAB Terra, CAB Bagnacavallo, CAB Campiano, CAB Comprensorio Cervese e CAB Fusignano — hanno deciso di potenziare le misure di prevenzione per tutelare la salute e la sicurezza dei circa 600 lavoratori impegnati nelle attività di raccolta e nelle lavorazioni estive su 12 mila ettari di terreni della provincia di Ravenna.

Gli effetti delle ondate di calore sugli operatori sono purtroppo noti: rischi di forte affaticamento, intensa sudorazione, cali di pressione, crampi muscolari, disidratazione e difficoltà respiratorie, queste ultime particolarmente accentuate nei frutteti, dove le reti di protezione e la vegetazione limitano la circolazione dell’aria.

Le nuove misure sono coerenti con quanto emerge da uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna a cui le stesse Cab hanno preso parte (1).

Si va dall’anticipo dell’orario di lavoro, che inizia alle 5 del mattino e termina prima di mezzogiorno, evitando le ore più calde, all’aumento della frequenza delle pause, con acqua sempre a disposizione, fino alla messa a disposizione di dispositivi appositi di protezione e, soprattutto, aree ombreggiate per il riposo. Le CAB dispongono in grande quantità di aree destinate a boschi e boschetti, grazie agli 830 ettari di ripristini ambientali realizzati negli ultimi vent’anni — piantumazioni che oggi migliorano concretamente la vivibilità delle aziende agricole proprio nelle situazioni meteo più torride.

“La ricerca è stata realizzata in aziende agricole emiliano-romagnole caratterizzate dall’ impegno per il miglioramento delle condizioni di lavoro. – sottolinea Stefano Patrizi, presidente di Promosagri – Lo studio individua nella rimodulazione degli orari di lavoro la strategia più efficace, per il miglior rapporto tra efficacia, costi e facilità di applicazione. È esattamente quanto le CAB stanno mettendo in pratica, mantenendo sempre alto il confronto con la comunità e con le organizzazioni sindacali unitarie”.

“La tutela di chi lavora nei campi viene prima di tutto — dichiara il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi —. Le nostre cooperative sono nate per dare lavoro e dignità ai lavoratori, e questa vocazione oggi si traduce in scelte concrete: orari ripensati, pause, acqua, ombra. Ma dobbiamo dirlo con chiarezza: di fronte a una crisi climatica di gravità estrema e mai vista, che ogni estate riscrive i record e che le stesse Nazioni Unite dichiarano “fuori obiettivo”, l’impegno politico del Governo e dell’Europa per contrastarla — anche nelle sedi internazionali — è assolutamente insufficiente. Le cooperative fanno la loro parte, nel pieno rispetto delle regole e con la condivisione attiva e democratica dei propri soci e lavoratori: chiediamo che anche le istituzioni facciano la propria, con la stessa serietà e la stessa urgenza”.