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Che fare quando l’Eucaristia si scontra con un limite logistico evidente? Il caso di Lido di Savio

L’estate rappresenta da sempre un tempo di riposo, di ricarica e di condivisione. Per molti di noi, cittadini del nostro territorio, le spiagge della nostra costa sono una seconda casa, un luogo del cuore dove rigenerare lo spirito. Ed è proprio lo spirito, insieme al forte senso di comunità e solidarietà che caratterizza le nostre radici, a muovere queste righe. Da fedele tra i fedeli, sento il desiderio di condividere una riflessione sincera e propositiva, mossa esclusivamente dal desiderio di migliorare la qualità della nostra accoglienza e della nostra vita comunitaria.

Nelle domeniche estive a Lido di Savio si rinnova un momento di grande bellezza: tantissimi fedeli, residenti e turisti, si trovano insieme per celebrare l’Eucaristia. Tuttavia, questa sentita partecipazione si scontra con un limite logistico evidente. Il piccolo locale attualmente adibito alla celebrazione non riesce a contenere la generosa affluenza di persone. I fedeli che non trovano posto all’interno sono costretti a sostare all’esterno, occupando la pista pedonale e ciclabile, spingendosi fin quasi in strada. Questa situazione rende difficile il raccoglimento e crea involontari disagi alla viabilità in un giorno di festa.

Sappiamo che il tema di una nuova chiesa è presente da anni e che esistono aree potenzialmente dedicate. Lungi da me l’idea di sollevare polemiche o cercare colpevoli per tempistiche che dipendono da iter complessi; l’impegno sociale ci insegna che il bene comune si costruisce un passo alla volta, valorizzando il presente con pragmatismo.

Con spirito costruttivo, desidero lanciare due proposte concrete e temporanee per i mesi estivi.

Valorizzare i locali sfitti: a pochissima distanza sono presenti ampi spazi commerciali attualmente non utilizzati e in cerca di affitto. Utilizzare temporaneamente una di queste strutture permetterebbe di accogliere dignitosamente tutti i fedeli al riparo dal sole, senza intralciare il passaggio di biciclette e pedoni.

La Santa Messa in spiaggia: perché non valutare un’alleanza comunitaria con gli stabilimenti balneari? Proporre la celebrazione in riva al mare alle ore 9:00 offrirebbe una cornice di straordinario raccoglimento. A quell’ora l’affluenza dei bagnanti è ancora minima e la spiaggia si trasformerebbe in un luogo ideale di preghiera, simbolo di una Chiesa che va incontro alle persone.

Nessuno ha la verità in tasca, e queste vogliono essere solo tracce di un dialogo condiviso. Sono convinto che la Diocesi e le realtà locali sapranno cogliere lo spirito di questa sollecitazione. Prenderci cura dei fedeli, garantendo un luogo sicuro e accogliente, significa anche migliorare l’ospitalità e la coesione del nostro territorio. Con un piccolo sforzo di coordinamento, possiamo trasformare una criticità in una bellissima occasione di comunità.

Edoardo Russo – già Presidente dell’Azione Cattolica di Forlì-Bertinoro