QUI FAENZA
Circolo Legambiente Lamone: “Mancano le palestre , ma serve una idea di città…”
Già dall’ottobre dell’anno scorso con un comunicato ci eravamo posti il problema e avevamo riconosciuto: “Mancano palestre, ma anche abitazioni a prezzi accessibili, qual è la soluzione?” Oggi l’Assessora Laghi (del Comune di Faenza, ndr) ritorna sull’argomento, affermando che, per coprire le richieste di uso delle palestre, “ne servirebbero cinque in più”.
Quindi pensiamo si possa evincere che: sia la gara per l’affidamento dell’appalto per una nuova palestra in via Proventa, di Raggisolaris Academy; sia l’ipotesi della costruzione di una nuova palestra nel prato del seminario vescovile, da parte della società Holding Fglg Srl (sulla quale abbiamo già espresso la nostra contrarietà, ma la riprenderemo); non risolverebbero il problema immediato, visti i presumibili tempi di costruzione, né comunque quello degli anni a venire.
Ci permettiamo di riprendere quanto abbiamo più volte sostenuto: la città costruita è piena di tanti spazi da rigenerare e riutilizzare anche a nuovi scopi, per questo il nuovo Piano Urbanistico Generale deve essere una priorità. Serve avviare subito un Censimento di tutti gli edifici e delle aree dismesse, costruendo l’ Albo degli immobili resi disponibili per la rigenerazione urbana, previsto dall’art.15 della legge urbanistica regionale. In sostanza, mappare tutti i contenitori e le aree dismesse, di chiunque sia la proprietà (pubblica, privata, banche, fondazioni, enti ecclesiastici…).
Da questi spazi possono essere recuperati sia contenitori per diversi usi pubblici, sia riattivare abitazioni a costi contenuti, e trovare spazi anche per nuove palestre, senza occupare altro suolo. Il vecchio Consiglio comunale non l’ha fatto, il nuovo lo avvierà?
Ci siamo già permessi di fare alcuni esempi: la vecchia clinica Stacchini; il vecchio ufficio del lavoro in via Paradiso; ex scuole Cova, complesso di Santa Chiara, di S. Francesco, del vecchio seminario in via Canalgrande, il padiglione est dell’ex fiera, oltre che altri spazi di Enti Religiosi e delle parrocchie. In alcuni di questi immobili forse ci sono spazi già adibiti a palestre che potrebbero essere riutilizzati, in via provvisoria o definitiva, con pochi interventi.
A questo proposito, anche per sostenere l’inopportunità della costruzione della palestra nel prato del seminario, avevamo già chiesto la possibilità di un confronto con il Vescovo mons. Mario Toso. Cosa che rispettosamente riproporremo al nuovo Vescovo Mons. Michele Morandi, per chiedere anche chiarimenti sull’ipotesi della costruzione di un oratorio a fianco della palestra, quando ci sono tanti spazi, in parte non utilizzati, di Enti Religiosi e parrocchie, che potrebbero essere una collocazione più naturale.
Infine, ci permettiamo di obiettare sull’affermazione che la costruzione della palestra nel prato del seminario “non è una nuova urbanizzazione e non rientra nel consumo di suolo della legge regionale…” non solo per l’evidenza oggettiva – ossia che adesso c’è un prato e dopo si coprono quasi 2000 mq col cemento – ma anche perché, noi riteniamo che stante la normativa regionale, il nuovo Piano Urbanistico Generale potrà prevedere, fino al 2050, un massimo di consumo di suolo del 3% della superficie urbanizzata, che è già stata calcolata alla data di entrata in vigore della Legge Regionale, quindi quei mq, che si vogliono occupare, andranno sottratti da lì.
Apprendiamo che nei prossimi giorni la nuova Commissione deputata del Consiglio Comunale dovrà esaminare la proposta di convenzione per la palestra nel prato, seguiremo con attenzione il confronto, anche tenendo conto di diverse condizioni limitative che la Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio, ha già posto.
Circolo Legambiente Lamone Faenza


