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Ravenna, le Dogane fanno appello contro la sentenza del Tar: resta il no ai dati sul traffico di armi. Il Coordinamento torna in piazza
Foto d'archivio

Il Coordinamento contro i traffici di armi dal porto di Ravenna torna a mobilitarsi e ha convocato un presidio di protesta davanti alla sede dell’Agenzia delle Dogane, in via Darsena San Vitale 48, per giovedì 30 luglio alle 11.30.

L’iniziativa arriva dopo la decisione dell’Agenzia delle Dogane di presentare appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Emilia-Romagna del 1° luglio scorso, che aveva accolto il ricorso della giornalista Linda Maggiori e dell’avvocato Andrea Maestri, disponendo l’accesso ai dati relativi ai traffici di materiale bellico attraverso il porto di Ravenna.

Secondo il Coordinamento, la scelta di impugnare la sentenza rappresenta «un ulteriore rifiuto della trasparenza» su un tema ritenuto di interesse pubblico.

Nel comunicato diffuso dagli organizzatori vengono riportati alcuni passaggi dell’appello presentato dall’Avvocatura dello Stato, secondo cui la diffusione dei dati richiesti potrebbe compromettere «la sicurezza nazionale, la difesa e le questioni militari, nonché le relazioni internazionali dello Stato». Una posizione che il Coordinamento contesta, sostenendo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere i dati relativi ai traffici di armi che interessano un porto civile come quello di Ravenna.

Il documento dedica ampio spazio anche alle considerazioni contenute nell’appello in merito all’attività giornalistica di Linda Maggiori. Le Dogane, sempre secondo quanto riportato nel comunicato, ritengono che le richieste di accesso agli atti sarebbero finalizzate esclusivamente al reperimento di notizie «nell’esclusivo interesse della giornalista».

Un’impostazione respinta dalla stessa Maggiori, che parla di «una posizione che offende la professione giornalistica», ricordando come la richiesta riguardi un tema di interesse pubblico. Dello stesso avviso l’avvocato Andrea Maestri, che definisce l’appello «privo di fondamento» e si dice fiducioso che il Consiglio di Stato confermi la decisione assunta in primo grado dal Tar dell’Emilia-Romagna.

Nel comunicato il Coordinamento ribadisce inoltre la propria richiesta di maggiore trasparenza sui traffici di armi che interessano il porto ravennate e rinnova l’appello al sindaco Alessandro Barattoni, invitandolo a chiedere direttamente all’Agenzia delle Dogane l’accesso ai dati oggetto del contenzioso.

Il presidio del 30 luglio, spiegano gli organizzatori, sarà anche un’occasione per ribadire la richiesta di istituire un Osservatorio sulla trasparenza del traffico di armi e per esprimere sostegno al lavoro di giornalisti, attivisti e legali impegnati nella vicenda.