Rigenerazione urbana, la presidente della Provincia Valentina Palli firma la proposta di legge di Confesercenti
Prosegue la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, promossa da Confesercenti con l’obiettivo di contrastare la desertificazione commerciale e rilanciare il ruolo dei negozi di vicinato come presidio economico, sociale e di sicurezza per le comunità.
Nei giorni scorsi la proposta è stata sottoscritta anche dalla presidente della Provincia di Ravenna e sindaca di Russi, Valentina Palli, che ha aderito all’iniziativa confermando, sottolinea Confesercenti, la propria attenzione verso le politiche di valorizzazione del commercio di prossimità e della vitalità dei centri urbani.
La proposta di legge punta a introdurre una serie di strumenti a sostegno delle attività commerciali di vicinato. Tra le misure previste figurano l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), incentivi fiscali, interventi di sostegno alle imprese e un Piano nazionale dedicato alla rigenerazione urbana del commercio, con l’obiettivo di favorire il mantenimento e il rilancio dei servizi di prossimità nei centri cittadini.
«La firma della presidente Palli – dichiara Monica Ciarapica, presidente di Confesercenti Ravenna-Cesena – rappresenta un segnale importante di vicinanza a un’iniziativa che punta a dare strumenti concreti ai territori. Le attività di vicinato non sono solo imprese: sono servizi, presidio sociale, sicurezza e qualità della vita. Per questo chiediamo una legge nazionale che metta il commercio di prossimità al centro delle politiche di rigenerazione urbana. Ringraziamo la presidente Palli per aver condiviso e sostenuto questo percorso, che auspichiamo possa raccogliere il consenso di tanti altri amministratori e cittadini».
La raccolta firme è aperta a tutti i cittadini italiani maggiorenni. La proposta può essere sottoscritta nelle sedi di Confesercenti oppure online, utilizzando Spid o Carta d’identità elettronica, attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia (qui il link).


