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Coldiretti Ravenna: “Stop a campagne denigratorie contro il settore agricolo”
Foto d'archivio

«Continuare a paragonare l’agricoltura della nostra provincia a quella di realtà ben distanti dal nostro modo di fare impresa, o meglio dal modo di fare impresa che Coldiretti Ravenna da sempre rappresenta, promuove e tutela, significa denigrare oltre 650 imprese assuntrici che in questo momento, in provincia, stanno dando lavoro a circa 5.500 lavoratori, regolarmente assunti e con regolare busta paga.

Sono dati concreti quelli che sentiamo il dovere di contrapporre alle reiterate generiche accuse di sfruttamento rivolte al settore, peraltro non supportate dalla pubblicazione di dati oggettivi e reali. Coldiretti collabora da sempre sul fronte della legalità e della trasparenza ed è stata tra le prime organizzazioni a sostenere l’introduzione della legge contro il caporalato, considerata uno strumento fondamentale per tutelare la dignità del lavoro e contrastare le infiltrazioni criminali nel settore agricolo. Chiediamo quindi che, qualora sussistano effettive situazioni non corrette, vengano chiaramente evidenziate.

A Coldiretti Ravenna non risultano tra le aziende associate situazioni non corrette. Continuare quindi ad accusare, associando genericamente la parola “sfruttamento” all’agricoltura della nostra provincia, senza riconoscere invece quanto il settore fa, anche in termini sociali, ai fini dell’integrazione e del reddito dei tantissimi lavoratori che giungono qui dall’estero e che con la prossima vendemmia aumenteranno, significa semplicemente denigrare senza mai esporsi e puntare unicamente il dito contro un solo settore economico, evitando di guardare altrove.

Per noi legalità e tutela della persona sono e devono essere sempre al centro delle riflessioni e delle azioni di istituzioni, forze sociali e mondo produttivo. Sono principi non negoziabili che muovono il nostro operato e che dovrebbero muovere quello di tutte le parti in causa, principi che meritano rispetto e che chiedono di essere oggetto di analisi approfondite, di certo non di accuse generiche, denigratorie, buone per un titolo di giornale».

Coldiretti Ravenna