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Ravenna in Comune: presidio davanti alle Dogane di Ravenna contro l’invio di armi a Israele

Nei territori occupati della Cisgiordania gli assassini israeliani che si fanno chiamare coloni hanno creato l’ennesimo “incidente” per aumentare ulteriormente il livello di violenza applicato alla popolazione palestinese. A Gaza la morsa delll’esercito israeliano che strangola le vite della popolazione impedisce agli aiuti di base per la sopravvivenza di raggiungere i palestinesi. Il numero dei morti, recuperati e ancora sotto le macerie, e dei feriti smentisce chi per mesi ha continuato a negare il genocidio in atto. Un genocidio che, come denunciato dai rapporti internazionali, è consentito dal continuo rifornimento dall’estero di armi, materiale bellico e da tutto ciò che è indispensabile alla mattanza da parte degli assassini israeliani durante un cessate il fuoco che è tale solo di nome.

Che ruolo svolge in tutto ciò il porto di Ravenna? Se si deve giudicare dallo sforzo che stanno facendo per impedire che si venga a sapere deve trattarsi di un ruolo importante. Le dogane, in particolar modo, stanno nascondendo i dati che il tribunale aveva obbligato a diffondere opponendosi a qualunque pubblicazione, persino dei numeri aggregati.

Hanno una paura folle che si scopra quanto sono macchiate di sangue le banchine del porto. La diffusione di dati al pubblico impedirebbe al Sindaco di continuare a fingere di non sapere. Non a caso non ha nemmeno risposto all’invito di domandarli lui, direttamente, i dati che vuol continuare a ignorare. E anche quello che, pomposamente, viene chiamato il “cluster portuale” sarebbe costretto a fare i conti con la propria (cattiva) coscienza. E che dire dell’Autorità Portuale, che continua fino all’ultimo giorno a collaborare con Israele nel progetto UnderSec? E si potrebbe dire lo stesso per tanti altri enti, istituzioni, ditte, studi legali, agenzie marittime, spedizionieri, eccetera.

Proprio per questo giovedì mattina, 30 luglio, dalle 11.30, come Ravenna in Comune parteciperemo al presidio indetto dal “Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna” davanti alle Dogane, in via Darsena San Vitale 48, a Ravenna. Non contestiamo le lavoratrici e i lavoratori delle dogane ma il vertice, il sistema, la direzione che invoca la “sicurezza nazionale”, “la difesa e le questioni militari”, nonché “le relazioni internazionali” dello Stato per occultare informazioni che secondo la Legge 185 del 1990 dovrebbero essere pubbliche.

Ravenna in Comune invita la cittadinanza a partecipare per rivendicare il diritto che il porto di Ravenna resti un porto civile e non passi di nascosto al servizio militare, complice dei traffici di armi.

Ravenna in Comune