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Mandriole, completato il ripristino dell’argine del fiume Reno a Volta Scirocco: “Un cedimento avrebbe allagato vaste aree con acqua salata”

Completato il ripristino del movimento franoso che interessava l’argine destro del fiume Reno, immediatamente a valle della traversa di Volta Scirocco, nel territorio di Mandriole. Un intervento dal valore di 1 milione e 926 mila euro, finanziato dalla Struttura commissariale per la ricostruzione dopo l’alluvione del 2023 nell’ambito del PNRR e progettato dal Consorzio di bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo (CER), che ha curato anche la direzione dei lavori eseguiti dall’impresa ravennate Ecocave.

La conclusione del cantiere è stata celebrata quest’oggi 29 luglio, con un sopralluogo al quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del CER Nicola Dalmonte, il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, il commissario straordinario alla ricostruzione Fabrizio Curcio, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e i vertici di ANBI.

Un’opera strategica per la sicurezza del territorio

A spiegare l’importanza dell’intervento è stato l’ingegnere Michele Marini, responsabile del progetto per il CER. “La traversa si trova molto vicino al mare e il livello dell’acqua del Reno, in questo punto, è normalmente più alto rispetto alla campagna circostante. Un eventuale collasso dell’argine avrebbe provocato l’allagamento di vaste aree della campagna ravennate e, soprattutto, con acqua salata”.

Un rischio particolarmente delicato perché, per diversi mesi all’anno, nel tratto a valle della traversa l’acqua del Reno è prevalentemente marina.

Marini ha ricordato come il dissesto si sia aggravato dopo l’alluvione del maggio 2023. Gli argini, realizzati negli anni Cinquanta e rivestiti originariamente con lastre in calcestruzzo, nel tempo avevano perso impermeabilità. Durante l’alluvione sono rimasti saturi d’acqua per molti giorni e, quando il livello del fiume si è abbassato rapidamente con la bassa marea, “l’acqua imprigionata nell’argine, uscendo, ha trascinato con sé un’enorme massa di terreno”, provocando il movimento franoso.

Da qui la decisione del Commissario straordinario di finanziare rapidamente il progetto di consolidamento, sviluppato dal CER in convenzione con la Regione Emilia-Romagna.

La storia della traversa

Durante la visita è stato ricordato anche il valore storico e ingegneristico della traversa di Volta Scirocco, realizzata negli anni Cinquanta. L’opera, progettata da alcuni tra i più importanti ingegneri italiani dell’epoca, comprende quello che viene considerato uno dei primi ponti al mondo in calcestruzzo precompresso.

La traversa svolge ancora oggi un ruolo essenziale: impedisce la risalita del cuneo salino dal mare verso l’entroterra e mantiene il livello dell’acqua dolce necessario agli utilizzi irrigui e industriali.

Curiosamente, il fiume Reno originariamente non scorreva nell’attuale sede. La traversa fu infatti costruita in aperta campagna e solo successivamente il corso del fiume venne deviato nel nuovo alveo, al termine di un cantiere durato nove anni.

Le istituzioni: «Un esempio di collaborazione»

A sottolineare il valore dell’intervento è stato il presidente del Consorzio di bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo, Nicola Dalmonte, che ha parlato di «un esempio virtuoso e fulgido delle capacità del saper fare maturate nel tempo dai Consorzi di bonifica».

“Questo capillare intervento di ricostruzione – ha evidenziato – è un’azione di difesa idraulica resa possibile dalla sinergia tra più soggetti: dalla Struttura commissariale, che ha finanziato il progetto predisposto dai nostri uffici tecnici, alla Regione Emilia-Romagna, con la quale la collaborazione ci ha consentito di seguire la direzione dei lavori, eseguiti nel rispetto delle tempistiche del PNRR grazie anche al contributo di un’impresa locale”.

Dalmonte ha quindi rimarcato il ruolo svolto dal CER non solo nella progettazione dell’opera, ma anche nella direzione dei lavori e nel coordinamento tecnico dell’intervento realizzato in convenzione con la Regione Emilia-Romagna.

Anche il commissario straordinario alla ricostruzione Fabrizio Curcio ha indicato il cantiere di Volta Scirocco come un esempio di collaborazione istituzionale. “Il completamento dell’intervento conferma il valore di un metodo di lavoro basato sulla collaborazione tra Struttura commissariale, Regione, enti locali, soggetti attuatori e competenze tecniche presenti sul territorio. Quando le istituzioni agiscono in maniera coordinata e condividono obiettivi e responsabilità, è possibile dare risposte concrete ai cittadini”.

Curcio ha ricordato come ogni opera conclusa rappresenti «un tassello di un lavoro molto più ampio che coinvolge migliaia di interventi», ribadendo l’obiettivo di accelerare l’attuazione dei programmi finanziati mantenendo alta la qualità delle opere e la loro efficacia nel lungo periodo.

Sulla stessa linea il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che ha definito il ripristino dell’argine del Reno «un esempio concreto» della strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici.

“Ricostruire – ha affermato – non significa solo riparare ciò che è stato danneggiato, ma rendere il nostro territorio più sicuro e preparato ad affrontare eventi meteo sempre più frequenti. Quest’opera rafforza la sicurezza idraulica del territorio, tutela le comunità e restituisce piena funzionalità a un’infrastruttura strategica. È anche la dimostrazione di quanto siano decisive la collaborazione tra istituzioni, enti locali e Consorzi di bonifica e la qualità della progettazione”.

De Pascale ha infine ribadito che la Regione intende proseguire “gli investimenti nella prevenzione e nella manutenzione del territorio con una programmazione di lungo periodo”, superando la logica dell’emergenza per costruire “una politica strutturale della sicurezza territoriale”.