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Acer Ravenna sempre più vicina al progetto europeo Aurora: completata la prima fase

Prosegue l’iter amministrativo che porterà all’avvio del progetto europeo AURORA, finanziato nell’ambito del programma Horizon Europe e che vede ACER Ravenna tra i 15 partner internazionali. “Dopo il positivo esito della valutazione – spiegano da Acer – il partenariato ha avviato la fase di Grant Agreement Preparation e nei giorni scorsi è stato completato il primo adempimento richiesto dalla Commissione Europea con la firma della dichiarazione preliminare prevista dalla procedura. La Declaration of Honour rappresenta il primo passaggio formale che condurrà ora alla sottoscrizione del Grant Agreement, il contratto che renderà operativo il progetto e consentirà l’avvio delle attività”.

Per Ravenna “il progetto assume un significato particolarmente rilevante. L’esperienza maturata dal territorio dopo le alluvioni degli ultimi anni rappresenta infatti un patrimonio di conoscenze che potrà contribuire allo sviluppo di nuovi modelli di pianificazione urbana e di gestione del patrimonio edilizio pubblico, capaci di aumentare la resilienza delle città ai cambiamenti climatici. Le soluzioni elaborate nell’ambito del progetto saranno validate in contesti reali e progettate fin dall’origine per poter essere replicate in altri territori europei, facendo di Ravenna uno dei laboratori internazionali di sperimentazione delle buone pratiche”.

Una volta completata la procedura amministrativa, il progetto potrà contare su un finanziamento europeo di circa 5 milioni di euro, dei quali circa 240 mila euro saranno destinati alle attività di pianificazione e progettazione di ACER Ravenna.

Il progetto AURORA “riunisce 15 partner provenienti da numerosi Paesi europei, capofila l’Istituto Valenziano dell’Edificazione, e prevede attività di ricerca, sperimentazione e validazione in differenti contesti climatici e urbanistici, con particolare attenzione alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, ai nuovi modelli di pianificazione urbana e al coinvolgimento dei cittadini nei processi di transizione energetica e sociale”.

Il progetto coinvolge “Università, Centri di Ricerca, Enti Pubblici e organizzazioni di diversi Paesi europei con l’obiettivo di sviluppare strumenti innovativi per la pianificazione urbana, la riqualificazione del patrimonio edilizio e il coinvolgimento attivo delle comunità locali e degli inquilini nella transizione energetica”.

Tra i 3 casi studio internazionali “sarà presente anche Ravenna, dove ACER – in partnership con Certimac, Ente di ricerca e certificazione fondato e partecipato da Enea e Cnr, con sede a Faenza – metterà a disposizione competenze, patrimonio immobiliare ed esperienza nella gestione dell’edilizia residenziale pubblica”.

L’ammissione alla fase di preparazione del Grant Agreement, proseguono da Acer, “rappresenta un importante riconoscimento della qualità scientifica e tecnica della proposta progettuale. Nelle prossime settimane il partenariato completerà la documentazione richiesta dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di arrivare alla firma definitiva dell’accordo entro l’autunno”.

“Per Ravenna – dichiara Lina Taddei, Presidente di Acer Ravenna – questo progetto ha un valore ancora più significativo. Dopo gli eventi alluvionali che hanno colpito il nostro territorio, poter partecipare a un partenariato europeo che sviluppa strumenti e azioni per rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici significa trasformare un’esperienza difficile in conoscenza utile, non solo per il nostro territorio ma anche per molte altre realtà europee, mettendo a disposizione un bagaglio di conoscenze ed esperienza maturate, ahimè, sul campo. La partnership con l’Istituto Valenziano dell’Edificazione e altri soggetti europei di alto livello è il frutto di anni di relazioni e collaborazioni di cui vado particolarmente orgogliosa. Le soluzioni e azioni che pianificheremo potranno infatti essere replicate in altri contesti, facendo di Ravenna un punto di riferimento nella costruzione delle politiche europee per un’abitazione pubblica più sicura, sostenibile e resiliente”.