“Pacchetto Sicurezza” a Ravenna. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Ravenna presentano un piano in nove punti: “Servono più strumenti e più presenza sul territorio”
Un pacchetto di interventi in nove punti per rafforzare il presidio del territorio, aumentare gli strumenti a disposizione della Polizia Locale di Ravenna e affrontare il tema della sicurezza urbana con risorse comunali dedicate. È il documento presentato dai gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Ravenna, che hanno illustrato il loro “Pacchetto Sicurezza” annunciando anche la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale straordinario sul tema.
Il documento, secondo i promotori, punta a individuare interventi ritenuti concretamente attuabili nell’ambito delle competenze dell’Amministrazione comunale.
Le nove proposte del pacchetto sicurezza
Il primo punto riguarda l’assunzione di personale amministrativo per la Polizia Locale, con l’obiettivo di liberare gli agenti dalle attività burocratiche e destinarne una quota maggiore ai servizi sul territorio. Una proposta che – hanno ricordato Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Ravenna – era già stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale straordinario sulla sicurezza del luglio 2025, ma che non avrebbe ancora trovato applicazione.
Tra le richieste figura poi l’utilizzo di Street Tutor e istituti di vigilanza privata per la gestione della movida, la prevenzione di comportamenti problematici e il controllo su scuolabus e mezzi del trasporto pubblico.
Il documento propone inoltre il potenziamento delle body cam (oggi solamente 16) in dotazione alla Polizia Locale e la reintroduzione del Taser, strumento sperimentato a Ravenna nel 2021, ma non più utilizzato. Secondo l’opposizione, si tratta di dispositivi utili sia per la tutela degli agenti sia per la sicurezza dei cittadini.
Un altro punto riguarda la richiesta di un presidio fisso della Polizia Locale nell’area della stazione ferroviaria e dei Giardini Speyer, zona indicata dai consiglieri come particolarmente esposta a fenomeni di degrado e criminalità.
Nel pacchetto rientrano anche la creazione di una unità cinofila antidroga, l’impiego di droni (UAS) per il controllo del territorio, il rafforzamento della videosorveglianza attraverso una cabina di regia condivisa tra Polizia Locale e Forze dell’Ordine, incentivi alle attività economiche che mettono a disposizione delle forze dell’ordine le immagini delle proprie telecamere e, infine, l’istituzione di un quarto turno notturno della Polizia Locale per aumentare la presenza degli agenti nelle ore serali.
Secondo quanto illustrato dai gruppi consiliari, il costo complessivo del “Pacchetto Sicurezza” è stimato in circa 750 mila euro. Nel dettaglio, durante la conferenza stampa è stato spiegato che la stima comprende circa 160 mila euro per il personale civile, 100 mila euro per servizi di vigilanza privata, 20 mila euro per i droni, 25 mila euro per strumenti e dotazioni, 150 mila euro per il sistema di videosorveglianza e la cabina di regia, oltre alle altre voci previste dal piano.
Per i promotori si tratta di una spesa sostenibile per il bilancio comunale. “Parliamo di circa lo 0,25% del bilancio del Comune di Ravenna – è stato spiegato durante l’incontro – ovvero circa un euro ogni 400 euro di bilancio”. Secondo l’opposizione, inoltre, parte delle risorse potrebbe essere individuata anche attraverso gli introiti derivanti dalle sanzioni del Codice della strada, destinandoli maggiormente agli interventi sulla sicurezza.
A introdurre il documento “Pacchetto Sicurezza” è stato Alberto Ferrero, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, che ha collegato l’attuale dibattito sulla sicurezza a scelte compiute negli anni. “Oggi si parla di emergenza – ha dichiarato – ma non stiamo parlando di qualcosa che compare all’improvviso. È il frutto di scelte e mancate scelte che negli anni sono state fatte da chi ha amministrato la città”.
Patrizia Zaffagnini, consigliera di Fratelli d’Italia, ha sottolineato il legame tra sicurezza, libertà di movimento e utilizzo degli spazi pubblici. “Dove non c’è sicurezza non c’è libertà di movimento, non c’è una buona qualità della vita e non c’è la possibilità di usufruire degli spazi pubblici”, ha spiegato, ricordando in particolare le preoccupazioni dei residenti nella zona della stazione ferroviaria e dei Giardini Speyer.
Tra i temi evidenziati anche quello delle risorse comunali. Secondo Zaffagnini, Ravenna dovrebbe investire maggiormente con fondi propri, evitando che i progetti legati alla sicurezza siano attivati solo in presenza di contributi esterni.
Nicola Grandi, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha sottolineato: “E’ la prima volta, in questi 10 anni da consigliere comunale – ha affermato – che vedo un progetto di 40 pagine con nove punti strutturati e una proposta concreta, analizzata sul piano economico e realizzabile nell’arco di pochi mesi, sei, dodici”.
Grandi ha insistito sulla necessità di dare seguito alle decisioni già assunte dal Consiglio comunale, citando in particolare il tema del personale civile a supporto della Polizia Locale: “È una proposta approvata all’unanimità nel 2025 eppure ancora non realizzata”.
Claudio Fiocco, consigliere di Viva Ravenna, ha sottolineato l’importanza di una postazione fissa della Polizia Locale nell’area stazione, per rendere più sicura la zona Speyer.
Per Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, il tema centrale è anche quello della capacità dell’Amministrazione di utilizzare pienamente gli strumenti già disponibili, attraverso una condivisione integrata. Ancarani ha richiamato in particolare la questione della videosorveglianza, sostenendo la necessità di una maggiore condivisione delle immagini tra Polizia Locale e Forze dell’Ordine attraverso una cabina di regia. “Oggi – ha spiegato – le immagini vengono utilizzate dopo che il reato è avvenuto. L’obiettivo dovrebbe essere quello di utilizzare la tecnologia anche in funzione preventiva. Tra varchi Sirio e telecamere abbiamo centinaia di postazioni di controllo su tutto il territorio”.
Il consigliere ha poi citato il tema dell’unità cinofila antidroga, indicando come possibile riferimento il modello adottato dal Comune di Forlì attraverso una convenzione con un’associazione cinofila.
La richiesta di un Consiglio comunale straordinario
Oltre alle nove proposte contenute nel “Pacchetto Sicurezza”, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Ravenna annunciano una serie di iniziative che prenderanno il via già nelle prossime settimane.
L’obiettivo immediato è aprire un confronto istituzionale con l’Amministrazione comunale I gruppi di opposizione chiederanno la convocazione di un Consiglio comunale straordinario dedicato alla sicurezza, al quale intendono invitare il prefetto, il questore, il comandante provinciale dei Carabinieri e il comandante della Polizia Locale, per discutere nel merito delle proposte contenute nel documento.
Per ottenere il dibattito in aula, i consiglieri presenteranno anche una mozione, che sarà sottoposta al voto della maggioranza.
Inoltre, a partire dal mese di settembre, i tre gruppi consiliari organizzeranno una serie di azioni coordinate sul territorio, con il coinvolgimento diretto dei cittadini. L’obiettivo è raccogliere segnalazioni, ascoltare le criticità percepite nei quartieri e trasformarle in ulteriori proposte da portare all’attenzione del Consiglio comunale.
!Chiediamo un confronto istituzionale – hanno spiegato – perché il tema riguarda tutta la città e richiede risposte strutturate”.


