Comuni montani, cambia la mappa: Mercato Saraceno e Sogliano perdono il riconoscimento statale, Modigliana e Civitella lo conquistano. Ma la Regione rassicura: “Nessuno sarà penalizzato”
Il Governo riduce a 99 i Comuni montani dell’Emilia-Romagna. La Regione conferma invece un elenco di 122 territori e garantisce che fondi, bandi e servizi
Per il Governo i Comuni montani dell’Emilia-Romagna sono 99. Per la Regione Emilia Romagna restano 122. È una differenza tutt’altro che formale, perché dalla classificazione dipendono politiche di sviluppo, agevolazioni e interventi destinati alle aree appenniniche.
La Giunta regionale ha approvato la delibera che recepisce il nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, entrato in vigore l’11 maggio scorso, ma allo stesso tempo conferma una propria classificazione più ampia. “L’obiettivo – spiegano il presidente Michele de Pascale e l’assessore alla Montagna e alle Aree interne Davide Baruffi – è evitare che alcuni territori perdano opportunità e sostegno”.
“Per l’Emilia-Romagna i Comuni montani sono 122 e non 99 e, per tutte le politiche regionali, dai fondi montagna alle condizioni di maggior favore nei bandi e nei servizi, nessuno resterà indietro”, assicurano.
Cosa cambia in Romagna
Per la Romagna la nuova classificazione nazionale porta alcune novità significative. Secondo il decreto del Governo, Mercato Saraceno e Sogliano al Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena, perdono la qualifica di Comune montano.
Al contrario, Modigliana e Civitella di Romagna entrano per la prima volta nell’elenco dei Comuni montani riconosciuti a livello nazionale.
Una revisione che deriva esclusivamente dall’applicazione di criteri morfologici e altimetrici, come pendenza e quota del territorio, senza tenere conto di altri fattori socio-economici.
La Regione mantiene un elenco più ampio
La risposta della Regione è stata quella di confermare una visione più estesa della montagna. Oltre ai 99 Comuni individuati dal Governo, la Regione inserisce infatti altri 23 territori, mantenendo così l’elenco regionale a 122 Comuni montani.
Una scelta che ha effetti concreti: per gli interventi regionali continueranno a valere gli stessi criteri utilizzati finora. Significa che i Comuni esclusi dal decreto nazionale non perderanno l’accesso alle misure regionali dedicate alla montagna.
“La legge regionale continuerà a essere inclusiva – spiegano de Pascale e Baruffi -. Non vogliamo spezzare il lavoro di coesione costruito in questi anni. Frammentare le comunità sulla base di freddi algoritmi altimetrici non aiuta lo sviluppo dell’Appennino”.
“La montagna è molto più di altitudine e pendenza”
Per Regione Emilia-Romagna la definizione di montagna non può limitarsi ai soli aspetti geografici. “Nelle nostre comunità – sottolineano presidente e assessore – pesano questioni come il mantenimento dei servizi essenziali, il contrasto allo spopolamento, la tutela del territorio e il sostegno all’economia locale. Sono questi gli elementi che determinano davvero la qualità della vita nelle aree appenniniche”.
La Regione interviene anche sul fronte economico. Secondo de Pascale e Baruffi, il decreto nazionale comporta una riduzione del 60% delle risorse statali destinate alla montagna. Per questo l’Emilia-Romagna ha deciso di utilizzare fondi propri per compensare integralmente il taglio.
A queste risorse si aggiungono inoltre i 18 milioni di euro previsti con l’ultima manovra di assestamento di bilancio, destinati alle Aree interne. “L’obiettivo – concludono – è evitare Comuni di serie A e Comuni di serie B. Difendere l’Appennino significa garantire pari opportunità e servizi a chi vive e custodisce ogni giorno questi territori.”
I Comuni montani della Romagna confermati dalla Regione
Nell’elenco regionale dei 122 Comuni montani rientrano, in provincia di Ravenna, Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme.
In provincia di Forlì-Cesena sono compresi Bagno di Romagna, Borghi, Civitella di Romagna, Dovadola, Galeata, Meldola, Mercato Saraceno, Modigliana, Portico e San Benedetto, Predappio, Premilcuore, Rocca San Casciano, Roncofreddo, Santa Sofia, Sarsina, Sogliano al Rubicone, Tredozio e Verghereto.
Nel Riminese figurano Casteldelci, Maiolo, Montecopiolo, Novafeltria, Pennabilli, Poggio Torriana, San Leo, Sant’Agata Feltria, Sassofeltrio, Talamello e Verucchio.


