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La denuncia Coldiretti: il caldo riduce le produzioni di frutta e verdura e i ricavi per gli agricoltori crollano fino al 34%

Il caldo riduce le produzioni di frutta e verdura, ma i prezzi riconosciuti agli agricoltori crollano fino al 34%, mentre quelli sugli scaffali continuano a crescere. È l’allarme lanciato dalla Consulta nazionale Ortofrutta di Coldiretti, riunita a Bologna nella sede di Coldiretti Emilia Romagna per analizzare la situazione del comparto e definire gli interventi necessari a tutelare reddito e competitività delle imprese.

La scelta di Bologna conferma la centralità dell’Emilia-Romagna nel panorama ortofrutticolo italiano. La Fruit Valley regionale conta quasi 88 mila ettari tra frutteti e colture orticole e il comparto genera circa il 25% del valore della produzione agricola regionale.

Secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea, nella quarta settimana di luglio i prezzi pagati agli agricoltori sono diminuiti, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 17% per le pere, del 18% per pesche e nettarine, del 20% per le susine e del 34% per le albicocche. Un andamento anomalo, considerata la minore disponibilità di prodotto, sul quale Coldiretti intende fare piena luce, valutando anche la richiesta di applicazione della normativa contro le pratiche commerciali sleali.

A tale riguardo, sottolinea il Direttore di Coldiretti Ravenna Zampini, i monitoraggi da noi eseguiti e tutt’ora in corso in provincia, evidenziano situazioni che parrebbero rientrare proprio nella casistica delle pratiche sleali dato che ci risultano ‘offerte’ per i conferimenti di frutta da industria per trasformazione con prezzi che oscillano da 3 ad 1 centesimo di euro”.

Per Coldiretti Ravenna tutto ciò è a dir poco inaccettabile e l’organizzazione agricola agirà nei modi e nelle sedi opportune: “Si parla tanto di caporalato nei campi – prosegue il Direttore Zampini – ma a ben vedere esiste anche una sorta di caporalato commerciale. Confidiamo che l’industria, alla luce dei considerevoli risparmi sulla testa e la tasca degli agricoltori, abbassi anche i prezzi di confetture e succhi di frutta allo scaffale, così che almeno un qualche beneficio ricada sul consumatore finale”.

“L’Emilia-Romagna è uno dei principali poli ortofrutticoli italiani ed europei e la scelta di Bologna per la Consulta nazionale riconosce il valore delle nostre imprese e del lavoro di rappresentanza svolto da Coldiretti” ha detto Luca Cotti, presidente di Coldiretti Emilia Romagna.

“Abbiamo ottenuto risorse importanti per proteggere gli impianti, sostenere le assicurazioni e accompagnare gli investimenti”, ha aggiunto Federico Fugaroli, rappresentante di Coldiretti Emilia Romagna nella Consulta nazionale Ortofrutta. “Il comparto deve però tornare a offrire reddito e prospettive imprenditoriali, così che gli agricoltori possano continuare a investire e produrre senza dipendere stabilmente dagli interventi emergenziali. Serve una strategia nazionale che valorizzi l’origine italiana, rafforzi la posizione delle imprese lungo la filiera e garantisca una più equa distribuzione del valore”.

Per Coldiretti occorre infine rilanciare i consumi di frutta e verdura italiane attraverso campagne di educazione alimentare, promuovere accordi più solidi tra produzione, trasformazione e distribuzione e sostenere l’apertura di nuovi mercati per il Made in Italy.