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Faenza, estate tra centri e Grest: 2mila bambini a settimana e oltre 21mila ore di sostegno per l’inclusione

Duemila bambini e ragazzi ogni settimana, 19 centri estivi distribuiti sul territorio e una particolare attenzione all’inclusione. È il bilancio dell’estate della rete dei centri estivi accreditati dal Comune di Faenza e dall’Unione della Romagna Faentina, che accompagna bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni dalla chiusura delle scuole fino alla ripresa delle lezioni.

La rete ha proposto attività molto diverse tra loro, dallo sport all’arte, dalla musica al teatro, attraverso associazioni, società sportive, realtà educative e parrocchie. Una parte significativa delle attività si è svolta in strutture, impianti sportivi e plessi scolastici messi a disposizione dall’amministrazione comunale.

Ma il dato più consistente riguarda il sostegno ai minori con disabilità o con necessità educative specifiche. Nell’intero territorio dell’Unione sono stati 142 i bambini e ragazzi inseriti nei percorsi di sostegno, per i quali è stato previsto un totale di 21.723,25 ore di personale educativo.

Nel solo territorio comunale di Faenza i minori coinvolti sono stati 92, distribuiti in 12 centri estivi, con 13.566,25 ore di personale educativo dedicate al loro accompagnamento.

L’inclusione non è stata organizzata esclusivamente attraverso la presenza degli educatori nei centri. Per rispondere alle diverse esigenze delle famiglie sono stati predisposti anche percorsi individualizzati a domicilio e nei centri socio-riabilitativi, oltre a interventi a supporto dei piani operativi nazionali estivi delle scuole.

Tra le iniziative c’è anche “Estate in Lampada”, rivolta a quattro studenti delle scuole superiori presso i locali della struttura, mentre per i ragazzi più grandi è stato previsto il coinvolgimento nelle attività di “Lavori in Unione”.

Il progetto dell’Unione ha permesso a diversi studenti delle superiori di vivere esperienze formative durante l’estate, affiancando gli operatori in attività educative e sportive, ma anche in progetti sociali e solidali, ambientali e culturali.

I ragazzi sono stati coinvolti, tra le altre cose, in iniziative per la cura del verde pubblico e la tutela della biodiversità, nella valorizzazione del patrimonio museale, nel supporto ai servizi bibliotecari e in attività di cittadinanza attiva e comunicazione.

«L’impegno dell’amministrazione e dell’Unione è far sì che la rete estiva sia pienamente inclusiva, garantendo a ogni famiglia la possibilità di inserire i propri figli in contesti educativi e di socializzazione adeguati», sottolinea l’assessore al Welfare Davide Agresti. Il modello, aggiunge, punta a integrare la frequenza dei centri con interventi domiciliari e percorsi territoriali quando necessario.

Per la maggior parte dei bambini l’estate nei centri è stata invece scandita dalle attività ricreative e formative organizzate dai diversi gestori. Una proposta che comprende sport, arte, musica e teatro, con animatori ed educatori impegnati a costruire programmi differenziati per età e interessi.

La rete dei centri estivi convenzionati dell’Unione comprende infatti proposte molto diverse: dai campus sportivi alle attività espressive, dai centri in natura alle esperienze organizzate dalle parrocchie. La programmazione 2026 comprende strutture rivolte a bambini della scuola dell’infanzia, della primaria e ai ragazzi delle scuole secondarie.

Un ruolo particolare continua a essere svolto proprio dal circuito parrocchiale, che rappresenta per molte famiglie un punto di riferimento durante la chiusura delle scuole. Le attività possono contare anche sul contributo di numerosi volontari e consentono di offrire un servizio educativo mantenendo costi contenuti.

Accanto all’organizzazione dei servizi, per le famiglie sono previste anche misure economiche per ridurre il costo della frequenza. Tra queste c’è il progetto regionale per la conciliazione vita-lavoro, finanziato attraverso il Fondo sociale europeo Plus, che prevede contributi alle famiglie in base alla situazione economica e all’Isee per sostenere le spese dei centri estivi. La misura regionale è finalizzata anche a favorire socializzazione, apprendimento e integrazione dei minori durante la sospensione delle attività scolastiche.

A questi interventi si aggiungono le misure predisposte dal Comune di Faenza per il sostegno al reddito familiare in ambito educativo, tra cui il potenziamento delle agevolazioni per la refezione scolastica.

«Ogni anno, nel far visita ai centri estivi, rimango colpita da come i bambini e le bambine abbiano bisogno di proposte educative valide, creative e aggregative», osserva l’assessora ai Servizi educativi Martina Laghi, che durante l’estate ha visitato diverse strutture del territorio.

Per l’amministrazione, il valore della rete non sta quindi soltanto nel garantire un servizio alle famiglie nei mesi estivi, ma nella capacità di costruire occasioni di socialità, crescita e inclusione, coinvolgendo anche associazioni, educatori, volontari, parrocchie e gli stessi ragazzi delle scuole superiori.

Un sistema che, nei mesi senza scuola, prova così a tenere insieme due esigenze: offrire alle famiglie un servizio per l’intera estate e garantire ai bambini e ai ragazzi occasioni di crescita, relazione e partecipazione, con percorsi specifici quando sono presenti disabilità o particolari necessità educative.