albero caduto
Pino caduto a Lido di Savio, il gruppo “Salviamo i pini” accusa: “Radici lavorate con mezzi meccanici e poi sigillate con l’asfalto”
Con molta preoccupazione lo abbiamo denunciato a suo tempo anche alla Procura: i lavori attorno ai pini del viale Romagna non rispettavano né le buone pratiche di arboricoltura né le Norme Tecniche del Capitolato d’Appalto del progetto “Parco Marittimo”. Una tale difformità, incurante dell’incolumità pubblica, che faceva pensare che l’obiettivo finale fosse che finissero tutti a terra.
Nelle Norme infatti si legge: “Difesa delle radici degli alberi nel caso di transito. Qualora non si possa evitare il transito all’interno della superficie di pertinenza degli alberi (2,50 m attorno alla chioma), questa dovrà essere ricoperta con uno strato di materiale drenante, avente spessore minimo di 20 centimetri, sul quale si dovranno fissare tavole di legno. Dopo l’allontanamento della copertura protettiva, lo strato superficiale del suolo dovrà essere scarificato a mano, avendo cura di non danneggiare le radici”. E invece, la rimozione della pavimentazione, ordinata prima dell’esecuzione delle prove di trazione per le quali è stato incaricato Progetto Verde dell’agronomo Morelli, è stata eseguita con benne e con punte meccaniche, non certamente a mano.
Le Norme continuano: “Difesa delle radici degli alberi in caso di ricarica del terreno. Attorno agli alberi possono essere realizzate modeste ricariche di terreno solo se consentite dalla specie. In ogni caso, è necessario salvaguardare il vecchio orizzonte radicale dell’albero mediante settori di aerazione, alternati a settori di terra vegetale, destinati allo sviluppo del nuovo sistema radicale. I settori di aerazione, realizzati con materiale adatto a costituire uno strato drenante (ad es. ghiaia, pietrisco)…”. E ancora: “Difesa delle radici degli alberi in caso di posa di pavimentazioni impermeabili. In presenza di pavimentazioni rigide ed impermeabili, dovrà essere lasciata attorno alla pianta un’area di rispetto di almeno 4 metri”.
E invece, come testimoniato da foto e filmati, dopo le prove di trazione è stata eseguita una bella gettata sigillante di asfalto bollente fino al tronco, altro che 4 metri e materiale drenante! Non bastasse, presente anche uno strato di feltro impermeabile.
E così, il destino probabilmente già scritto a seguito delle prove per uno dei più bei pini del viale, uno dei 7 testati dal Comune con risultati positivi in termini di sicurezza e quindi non abbattuto, oggi si è avverato. Come riferito dai cittadini presenti, la terra sotto la gettata di asfalto era completamente secca ed arsa. Possiamo immaginare la sofferenza dell’apparato radicale sotto l’asfalto con il caldo di questi mesi. Il gruppo di cittadini Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna si riserva di informare nuovamente la Procura per quanto accaduto.
Il gruppo di cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna”




