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Mingozzi (PRI): “I giacimenti in Adriatico possono sostituire Angela Angelina”
“Governo ed ENI, proprietario della piattaforma per l’estrazione di gas Angela Angelina con concessione in scadenza a fine anno, potrebbero benissimo sostituire gli idrocarburi, oggi divenuti così preziosi che quel pozzo può ancora fornire oltre la scadenza, autorizzando nuove estrazioni dalle piattaforme che si trovano ben oltre i 2 chilometri dalla costa, quelle nove miglia come limite di sicurezza che in tante occasioni Comune e Regione hanno proposto ad ENI ricevendone larga disponibilità.
Quando il sindaco ricorda che l’impegno di chiusura assunto dalla impresa di Stato, leader nella gestione e ricerca di nuove fonti energetiche, era di non superare l’anno in corso con nuove deroghe ad Angela Angelina ha ragione; ma vorremmo aggiungere come repubblicani che abbiamo sempre sperato che con il prezzo dell’energia che si ripercuote sempre di più su famiglie e imprese le risorse dell’Adriatico ed i pozzi potenzialmente ancora in grado di offrire risorse per altri trent’anni al bilancio energetico italiano non rimanessero bloccati in eterno, come sta avvenendo!
E’ un errore madornale affidarsi a contratti costosissimi stipulati con Paesi produttori quando abbiamo risorse nostre inutilizzate a pochi chilometri dalla costa che ormai sono patrimonio che i Paesi dell’altra sponda continuano a sottrarci. Presto il gasolio toccherà i 2,50 euro ed il petrolio supererà di molto i 100 dollari al barile: cosa aspettiamo a mettere in campo gas che ci appartiene almeno per cominciare ad abbattere rincari ormai insopportabili?”.
Giannantonio Mingozzi, Partito Repubblica Italiano.


