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Ferrero e Farolfi (FdI) sulla sicurezza a Cervia: bene il governo, male l’Amministrazione comunale

Nel dibattito infuocato sulla sicurezza a Cervia si registrano oggi le dichiarazioni del consigliere regionale Alberto Ferrero e della senatrice Marta Farolfi, di Fratelli d’Italia, secondo i quali il governo ha rafforzato gli organici in sede locale e fatto pienamente la sua parte, mentre ora la palla spetta al Comune di Cervia che dovrebbe smettere di lamentarsi e fare bene il proprio lavoro, cambiando il modello turistico.

«È bene però ricordare – sottolineano i meloniani Ferrero e Farolfi – che dietro all’attuale rafforzamento dei controlli c’è una precisa scelta del Governo. Alla provincia di Ravenna sono stati assegnati oltre 90 militari dell’Arma dei Carabinieri per il potenziamento dei Comandi Stazione costieri. È stato inoltre attivato il Presidio stagionale della Polizia di Stato a Pinarella di Cervia, con contingenti di rinforzo dedicati al controllo del litorale. E, a inizio agosto, sono arrivati ulteriori 34 nuovi agenti assegnati alla Questura di Ravenna, destinati a rafforzare in maniera continuativa il controllo del territorio».

“Numeri e interventi che dimostrano come il Governo abbia ascoltato le nostre richieste e abbia riconosciuto la necessità di intervenire concretamente. Non ci siamo limitati a lanciare allarmi: in queste settimane abbiamo avuto continue interlocuzioni con il Ministero, rappresentando con forza una situazione che rischiava seriamente di sfuggire al controllo… È però arrivato il momento di dirlo con chiarezza: non può essere sempre e soltanto lo Stato a intervenire per mettere una pezza alle conseguenze di un modello turistico che non funziona più. – dicono Ferrero e Farolfi – Il Governo sta facendo la propria parte, mettendo uomini, risorse e strumenti a disposizione del territorio. Le forze dell’ordine stanno facendo la propria parte. Ma dov’è l’amministrazione comunale?”

“La sicurezza – concludono Ferrero e Farolfi – non si garantisce soltanto chiedendo più divise quando la situazione esplode. Occorre anche cambiare radicalmente il modello turistico, perché è evidente che quello perseguito dalle ultime amministrazioni ha mostrato tutti i suoi limiti. Un turismo fondato esclusivamente sulla quantità, sull’afflusso indiscriminato e sulla tolleranza di comportamenti incompatibili con la vivibilità del territorio è destinato a produrre degrado e insicurezza. Servono scelte politiche precise: qualità, regole, controlli, rispetto del territorio e un’offerta turistica capace di attrarre visitatori senza sacrificare la sicurezza e la vivibilità dei cittadini. Il Governo ha raccolto il nostro appello. Ora l’amministrazione comunale smetta di nascondersi dietro l’emergenza e si assuma finalmente le proprie responsabilità”.