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Vincenzi (Cons. Bonifica): il valore complessivo dei lavori in corso dopo frane e alluvioni è di circa 20 milioni di euro

Il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale ha fatto il punto con l’Agenzia regionale di Protezione Civile, i Sindaci e i tecnici dei territori di collina e montagna dei Comuni di Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme, Modigliana e Tredozio sulle attività avviate dopo i disastri del 2023 e 2024, sugli interventi per il ripristino dei corsi d’acqua demaniali e sulle prospettive di sviluppo dei sistemi irrigui. 

“Collina e montagna sono una componente territoriale, economica e sociale fondamentale. La loro cura incide sulla capacità dell’intero territorio di affrontare eventi sempre più complessi.” ha sottolineato il Presidente del Consorzio, Antonio Vincenzi “Sul fronte dei corsi d’acqua demaniali, il Consorzio sta operando nell’ambito degli accordi con la Regione Emilia-Romagna e con l’Agenzia regionale di Protezione Civile. Gli interventi finanziati con l’Ordinanza 8 risultano completati per circa il 75%. Ulteriori cantieri sono stati attivati attraverso ordinanze successive, tra cui le Ordinanze 35 e 57. Il valore complessivo dei lavori attualmente in corso è di circa 20 milioni di euro, con il coinvolgimento di una ventina di imprese. Le attività riguardano in particolare frane, sovralluvionamenti, restringimenti e tratti nei quali è necessario ripristinare la corretta sezione delle canalizzazioni. L’obiettivo è intervenire prioritariamente nei punti di maggiore criticità, dove il mancato ripristino della funzionalità idraulica può avere conseguenze su strade, terreni agricoli e colture.”

I DATI SULLE OPERE

Sono complessivamente 5.082 le opere di bonifica censite nel comprensorio consortile: 2.453 briglie in verde o terra, 1.604 briglie in muratura, 523 difese di sponda, 171 drenaggi e 331 ponti. Le opere indicate come danneggiate dagli eventi alluvionali sono 64: 12 nel Santerno, 25 nel Senio, 6 nel Lamone e 21 nel Marzeno. Il censimento rappresenta una base importante per valutare la possibile candidatura degli interventi alla cosiddetta Fase 2 (segnalazione degli interventi entro il 15 settembre), finalizzata al ripristino delle opere danneggiate dagli eventi del 2023 e 2024.

Sul versante irriguo, il confronto si è concentrato sulla disponibilità di acqua per l’agricoltura, in un contesto caratterizzato da difficoltà di approvvigionamento e limitazioni alle derivazioni nei periodi più critici. La strategia del Consorzio punta a rafforzare il sistema di invasi, reti distributive e interconnessioni con il Canale Emiliano Romagnolo, riducendo la dipendenza dai prelievi estivi direttamente dai corsi d’acqua. Nella vallata del Senio, ad esempio, il sistema di invasi e reti alimenta oggi circa 205 aziende agricole; in quella del Lamone le aziende servite sono 381. Tra i progetti presi in esame figura anche l’ipotesi “Ex Cassa 1”, che prevede il recupero dell’ex cava CTF a Riolo Terme per ricavare un bacino di stoccaggio idrico con una capacità di oltre 300 mila metri cubi d’acqua. L’obiettivo sarebbe aumentare la disponibilità della risorsa per circa 205-210 aziende già servite o potenzialmente servite dalla rete interconnessa. Per i prossimi due anni sono stati inoltre prospettati circa 10 milioni di euro di lavori sulle reti. «La possibilità di interconnettere invasi e reti irrigue consente di spostare la risorsa dove serve e di sostenere le aziende anche nelle annate più difficili», ha evidenziato Rossano Montuschi, Dirigente Area Distretto Montano del Consorzio.

«Vogliamo proseguire su una linea di piena collaborazione con i Comuni, mettendo a disposizione competenze e capacità progettuale per riportare il territorio verso condizioni di maggiore sicurezza e funzionalità», ha concluso il Presidente Vincenzi. «L’obiettivo è costruire un quadro condiviso delle priorità tra Consorzio, Comuni, Regione e Agenzia, coniugando il ripristino delle opere danneggiate con una strategia di più lungo periodo per la sicurezza del territorio e la resilienza idrica dell’agricoltura».