Protezione civile, ad Alfonsine ragazzi a scuola di emergenze: simulato anche un allarme alluvione
Sapere cosa fare quando arriva un’allerta, riconoscere i rischi del proprio territorio e capire come una comunità si organizza davanti a un’emergenza. Sono competenze che si imparano anche da piccoli, soprattutto in un territorio come la Romagna che negli ultimi anni ha dovuto confrontarsi direttamente con alluvioni, eventi meteorologici estremi e situazioni di emergenza.
È questo il senso del campo scuola di Protezione civile iniziato ad Alfonsine, dove per cinque giorni una ventina di ragazze e ragazzi tra i 10 e i 13 anni stanno conoscendo da vicino il funzionamento del sistema regionale di Protezione civile. L’iniziativa, arrivata alla seconda edizione, è organizzata dalla Pubblica Assistenza Città delle Alfonsine nell’ambito del progetto nazionale “Anch’io sono la Protezione civile”, con il Comune, Anpas Emilia-Romagna e l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile.
Il programma non si limita alle lezioni. I giovani partecipanti stanno affrontando anche attività pratiche, esercitazioni e momenti direttamente collegati alle situazioni che un territorio può trovarsi a fronteggiare.
Uno dei momenti centrali è la simulazione di un’emergenza idraulica, con l’apertura del Centro operativo comunale (Coc) all’interno del municipio di Alfonsine. Alla presenza del sindaco Riccardo Graziani, ragazze e ragazzi hanno potuto vedere come viene gestita un’ipotetica emergenza e come vengono coordinate le diverse funzioni operative, rappresentate dai funzionari dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.
Nel corso della giornata sono stati illustrati anche il Piano comunale di Protezione civile, il sistema di allertamento e i principali comportamenti da adottare in caso di alluvione.
A incontrare i partecipanti è stata anche la sottosegretaria regionale con delega alla Protezione civile Manuela Rontini, che ha sottolineato il valore della formazione dei più giovani. “Purtroppo, abbiamo imparato sulla nostra pelle in questi anni l’importanza cruciale di avere comunità formate ad affrontare le emergenze legate al maltempo”, ha spiegato Rontini. “Per questo abbiamo investito molto nell’educazione delle giovani generazioni, perché la Protezione civile non sia soltanto una macchina organizzativa che si attiva in casi estremi, ma anche un luogo di cultura della prevenzione, della responsabilità e della solidarietà”.
Il campo scuola, infatti, punta proprio a far comprendere che la Protezione civile non coincide soltanto con gli interventi durante un’emergenza. Conoscere i rischi e sapere come comportarsi significa ridurre la propria esposizione e rendere più preparata l’intera comunità.
Dalle tende alle strutture operative
Il percorso ad Alfonsine prevede cinque giornate di attività al Centro giovanile comunale Free to Fly. Tra le esperienze in programma c’è anche un pernottamento in una delle tende utilizzate dalla Protezione civile durante le emergenze. Saranno gli stessi ragazzi a montarle, con il materiale messo a disposizione dal Coordinamento provinciale delle associazioni di volontariato per la Protezione civile della provincia di Ravenna.
Non mancheranno inoltre le visite ad alcune delle strutture operative che fanno parte del sistema regionale. Tra queste la Direzione marittima-Capitaneria di Porto e la caserma dei Vigili del fuoco di Ravenna, per vedere direttamente il lavoro delle diverse componenti che entrano in campo quando è necessario affrontare un’emergenza.
Un progetto che coinvolge tutta la Romagna
Quello di Alfonsine è uno dei 12 campi scuola organizzati in Emilia-Romagna nell’estate 2026 nell’ambito del progetto nazionale “Anch’io sono la Protezione civile”. Il programma interessa anche la Romagna, con il coinvolgimento delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, oltre a Bologna, Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Ferrara.
Complessivamente sono oltre cento i volontari coinvolti e centinaia le ragazze e i ragazzi che durante l’estate stanno partecipando alle attività per conoscere più da vicino il sistema di Protezione civile e la cultura della prevenzione.
I campi sono iniziati il 19 giugno e proseguiranno fino al 6 settembre. Nella precedente edizione avevano coinvolto complessivamente 360 ragazze e ragazzi.
Per la Romagna, dove la memoria delle emergenze degli ultimi anni è ancora molto concreta, l’educazione alla prevenzione diventa così anche uno strumento per costruire comunità più preparate. Come ha sottolineato Rontini, conoscere i rischi del territorio significa infatti rendere i cittadini più consapevoli e capaci di agire insieme quando le difficoltà arrivano.


