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Lettera aperta di una mamma: quando il lavoro stagionale diventa una seconda famiglia

Spesso, quando i nostri figli decidono di intraprendere la prima esperienza lavorativa stagionale al mare, noi genitori veniamo assaliti da mille preoccupazioni. Sentiamo storie di sfruttamento, orari impossibili e totale mancanza di tutele.

L’anno scorso, quando mia figlia ha deciso di fare questa esperienza, sono partita esattamente da qui: l’ho avvisata che sarebbe stato un lavoro duro non adeguatamente ricompensato.
Ha fatto il colloquio al Bagno Stefano di Pinarella di Cervia ed è stata assunta. Oggi, a distanza di due stagioni, non posso che esprimere la mia più profonda e pubblica gratitudine.

Questa esperienza, che mia figlia ha voluto ripetere con entusiasmo anche quest’anno, le ha regalato una seconda famiglia. Rudi e Barbara, i proprietari, le hanno fatto da secondi genitori. Stefano, loro figlio, insieme a tutto lo straordinario team del bagno, l’ha accolta in una grande squadra dove il calore umano è palpabile ogni giorno. Certo il lavoro è pesante e le ore sono tante, ma lavorare in un luogo dove la persona viene prima di tutto è un’esperienza impagabile.

Ci sono stati giorni in cui si è fatto più tardi del solito e Rudi e Barbara, con una generosità d’altri tempi, non hanno esitato ad aprire la porta della loro casa per ospitare i ragazzi della squadra, e non farli girare stanchi in macchina.

Viviamo in una società che sembra avere dimenticato la gentilezza, le piccole attenzioni e la cura verso il prossimo. Io ammetto di essere una madre un pò apprensiva, e in questo mondo attuale credo sia difficile darmi torto, ma sapere mia figlia in un tale ambiente mi ha dato una serenità immensa. Al Bagno Stefano si trovano persone si veramente rare.

Grazie di cuore Barbara. Grazie di cuore Rudi. E grazie a tutto il meraviglioso staff. Siete l’esempio di come si possa fare impresa con il cuore.

Lettera Firmata