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Associazione Luca Coscioni: “Il ricorso sul fine vita è un’occasione per ribadire la competenza delle Regioni e denunciare l’incapacità del Governo.

“L’impugnazione da parte del Governo della legge di iniziativa popolare sul fine vita “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e approvata dal Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, rappresenta un’ottima occasione per confermare quanto già la Corte costituzionale ha affermato a più riprese: la piena competenza delle Regioni nel regolare l’applicazione del diritto (che già esiste da 7 anni in tutta Italia) all’aiuto medico alla morte volontaria da parte del Servizio sanitario nazionale.

La Corte costituzionale infatti si è già pronunciata sulla legge approvata in Toscana e ha chiarito che le Regioni possono legittimamente intervenire per organizzare il Servizio sanitario e rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla sentenza n. 242 del 2019, anche in assenza di una legge nazionale sul fine vita, respingendo le censure del Governo rivolte contro l’intero impianto della legge.

Il ricorso del Governo non avrà dunque altro effetto che rendere ancora più evidente l’incapacità della stessa maggioranza di Governo, che insiste nel proporre come testo base in Parlamento la proposta “Zanettin- Zullo”, palesemente incostituzionale perché cancellerebbe proprio il ruolo del Servizio sanitario nazionale stabilito dalla Corte costituzionale. Così facendo, la maggioranza tiene in scacco da 15 mesi l’attività parlamentare sul tema, impedendo che si discuta la proposta di legge di iniziativa popolare “Eutanasia legale”.

La Regione Emilia Romagna, così come la Toscana, il Veneto e la Sardegna che hanno approvato la legge, hanno operato nel pieno rispetto della Costituzione, introducendo una procedura trasparente e verificabile, che risponde direttamente ai requisiti stabiliti dalla Corte stessa: requisiti che la legge dell’Emilia Romagna non modifica né amplia, ma si limita ad attuare con chiarezza e uniformità, eliminando disparità di accesso alle verifiche e all’assistenza.

Attendiamo di leggere il ricorso per valutare quali disposizioni siano contestate e con quali argomenti.

Quanto alle cure palliative richiamate dal Governo, devono essere realmente disponibili, personalizzate e accessibili a tutte le persone che ne hanno bisogno. Garantirle è un dovere delle istituzioni: usarle come argomento per ostacolare la libertà di scelta delle persone significa tradirne la finalità. Intanto l’impugnazione non sospende la legge dell’Emilia Romagna, che è pienamente in vigore.

Attendiamo di leggere il ricorso per valutare quali disposizioni siano contestate e con quali argomenti. Quanto alle cure palliative richiamate dal Governo, devono essere realmente disponibili, personalizzate e accessibili a tutte le persone che ne hanno bisogno. Garantirle è un dovere delle istituzioni: usarle come argomento per ostacolare la libertà di scelta delle persone significa tradirne la finalità”.

Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni