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Villa Centonara, il no di Cambiamo Castello: “2,5 milioni più 170 mila euro di spese notarili”

È sull’acquisto di Villa Centonara che si concentra la nuova presa di posizione del gruppo consiliare di opposizione Cambiamo Castello, contrario all’operazione approvata dal Consiglio comunale di Castel Bolognese nella seduta del 25 settembre. Il gruppo contesta in particolare il costo dell’acquisto, le condizioni dell’immobile e le ulteriori spese legate all’operazione, sostenendo che l’amministrazione avrebbe impegnato risorse pubbliche senza avere ancora un piano definito per il futuro utilizzo della villa.

L’acquisizione della storica villa e dell’area verde circostante era stata inserita dall’amministrazione comunale nel bilancio 2026 con un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro: 2 milioni per l’acquisto dell’immobile e 500 mila euro per la riqualificazione del parco. L’obiettivo dichiarato dal Comune è trasformare l’area, oggi privata, in un parco urbano pubblico.

Cambiamo Castello, nel comunicato diffuso il 28 settembre, definisce invece l’operazione un “acquisto al buio” e parla di una scelta che, a suo giudizio, avrebbe conseguenze sul bilancio comunale per i prossimi anni.

Il gruppo di opposizione richiama innanzitutto la situazione dell’immobile. Secondo quanto riportato da Cambiamo Castello sulla base della perizia dell’Agenzia delle Entrate citata nel comunicato, la villa sarebbe attualmente in condizioni tali da non poter essere utilizzata senza un preventivo intervento di ristrutturazione.

Tra le criticità indicate dal gruppo ci sono infiltrazioni e umidità nei locali interrati, infiltrazioni di acqua piovana ai piani superiori e l’assenza dell’impianto di riscaldamento. Cambiamo Castello sostiene inoltre che gli impianti idraulici ed elettrici siano disattivati e privi di certificazioni di conformità.
Una parte rilevante della contestazione riguarda poi il prezzo. Secondo i dati riportati dal gruppo consiliare, l’Agenzia delle Entrate avrebbe stimato il valore di mercato della villa in 1.625.000 euro, con un margine di oscillazione del 15%, mentre il prezzo concordato sarebbe di 1.787.500 euro.
Cambiamo Castello contesta quindi la scelta di arrivare a un valore vicino al limite superiore della stima e mette in discussione la convenienza dell’operazione per il Comune.

L’opposizione contesta anche uno degli argomenti alla base dell’acquisto, cioè la possibilità di salvaguardare il parco da eventuali trasformazioni private. Secondo Cambiamo Castello, infatti, l’area sarebbe già sottoposta a vincoli urbanistici e di tutela che ne limiterebbero fortemente le possibilità di trasformazione. La documentazione urbanistica del territorio individua effettivamente Villa Centonara tra gli edifici sottoposti a specifiche forme di tutela.

Il gruppo segnala inoltre che dall’acquisto rimarrebbe escluso l’Oratorio Bragaldi e che sul parco sarebbe prevista una servitù di passaggio carrabile a favore di privati. Un altro elemento evidenziato riguarda i vincoli legati alla tutela dell’immobile, che secondo l’opposizione potrebbero rendere più complessi e costosi eventuali interventi futuri.

La seconda parte della contestazione riguarda le spese accessorie. Cambiamo Castello sostiene che nella variazione di bilancio collegata all’operazione siano stati inseriti 168.600 euro di costi notarili e accessori.

È proprio su questa cifra che il gruppo concentra una parte particolarmente dura della propria critica, collegandola ad altre voci della variazione di bilancio che, secondo l’opposizione, riguarderebbero riduzioni di fondi per cultura e patrimonio, spostamenti di risorse per le utenze e l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione per ripianare perdite di ACER.

«Il quadro di questa variazione è imbarazzante», attacca il gruppo consiliare  Cambiamo Castello. «Si taglia la cultura, si riducono i fondi al patrimonio, si spostano i soldi da una bolletta all’altra per non restare al buio, si pagano i debiti di ACER e, nel mezzo di questo disastro ordinario, si trovano quasi 170 mila euro per un notaio. Definire tutto questo un ‘investimento per il futuro’ è pura retorica: avete scelto il notaio al posto del sociale, le inaugurazioni di facciata alla vita reale delle persone».

Il gruppo conclude ribadendo la propria contrarietà all’acquisto e sostenendo che Castel Bolognese avrebbe bisogno, prima di impegnare una somma di questa entità, di un piano di fattibilità e di una destinazione d’uso definita per Villa Centonara.