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CMC Ravenna contesta al Consorzio CONPAT inadempimenti contrattuali per oltre 3 milioni di euro
Immagine di repertorio.

CMC Ravenna S.p.A. ha formalmente contestato al Consorzio CONPAT S.c.a.r.l. gravi inadempimenti contrattuali per un importo complessivo superiore a 3 milioni di euro. Le contestazioni riguardano il mancato saldo di fatture e il mancato riversamento di quote IVA relative a lavori eseguiti nell’ambito di rilevanti commesse pubbliche.

“I crediti si riferiscono, tra le altre, alle commesse affidate da Autostrade per l’Italia S.p.A. per lavori di manutenzione lungo il 9° Tronco di Udine, da ANAS S.p.A. per la messa in sicurezza della Potenza-Melfi e per la variante alla S.S. 1 Aurelia (3° lotto) nell’ambito dell’Hub di La Spezia, e dalla Provincia Autonoma di Trento per la realizzazione della nuova sede succursale del Liceo “Russell” di Cles. A queste si aggiungono i rapporti relativi all’intervento di rigenerazione urbana della periferia est del Comune di Mantova (Mantova HUB) e alla pista ciclopedonale del Comune di Imperia” spiegano da CMC.

“In più casi le fatture risultano collegate a stati di avanzamento lavori e a certificati di pagamento già emessi o autorizzati – proseguono -. Per una parte delle somme, inoltre, CMC ritiene che le stazioni appaltanti abbiano già corrisposto gli importi a CONPAT, senza che questi siano stati successivamente riversati all’impresa esecutrice. Analoga contestazione riguarda le quote IVA, per le quali, in alcune ipotesi, il relativo rimborso sarebbe già stato ottenuto dal Consorzio”.

“Non è accettabile che vengano trattenute somme maturate a fronte di attività regolarmente eseguite e che, al tempo stesso, le difficoltà operative derivanti proprio dal mancato pagamento siano invocate per revocare le commesse affidate a CMC – dichiara la Società -. Una simile condotta finisce per scaricare su cantieri, lavoratori, subappaltatori e fornitori le conseguenze di un inadempimento che contestiamo con la massima fermezza”.

CMC – si legge nella nota – respinge quindi ogni tentativo di attribuirle rallentamenti o criticità nell’esecuzione dei lavori, che la società riconduce alla mancata disponibilità delle somme dovute. “La priorità – sottolineano -, resta garantire la continuità dei cantieri e la corretta realizzazione delle opere. La contestazione riguarda esclusivamente i rapporti con CONPAT e, precisa la società, non modifica quelli con le stazioni appaltanti, con le quali continuerà a collaborare per limitare eventuali ripercussioni sui lavori”.


CONPAT ha successivamente inviato alla redazione una replica alle contestazioni riportate nell’articolo. Il testo integrale della replica è disponibile [qui].