Ravenna, Teatro Alighieri: nove appuntamenti per la Stagione di Opera e Danza 2026/27
Il Teatro Alighieri di Ravenna presenta la Stagione di Opera e Danza 2026/27, la prima firmata dal nuovo direttore artistico Emanuele Masi. Nove appuntamenti in abbonamento attraversano il repertorio e la contemporaneità, affiancando grandi titoli, rarità, nuove scritture e produzioni di danza a una serie di proposte dedicate alle famiglie, alle scuole e al pubblico che vuole vivere il teatro anche oltre lo spettacolo.
Le anteprime
Il primo appuntamento è Il lago dei cigni, in scena venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 dicembre. La rilettura di Alexey Fadeechev delle coreografie di Petipa e Ivanov porta a Ravenna la storia d’amore tra il principe Siegfried e Odette, trasformata in cigno da un maleficio, sulle musiche di Čajkovskij. Nina Ananiashvili, alla guida del Balletto dell’Opera di Tbilisi da vent’anni e già stella del Bolshoi e dell’American Ballet Theatre, si riallaccia alla tradizione russa introducendo una sensibilità legata alla cultura georgiana.
Mercoledì 16 dicembre sarà invece la volta di Le convenienze ed inconvenienze teatrali, farsa in un atto composta da Donizetti su libretto di Domenico Gilardoni. Lo spettacolo mette in scena, in chiave comica, i meccanismi, le gerarchie, i capricci e le vanità del teatro d’opera. Il progetto coinvolge i teatri di Rimini e Modena accanto a Ravenna e vede al centro della rete il Conservatorio Maderna – Lettimi di Cesena e Rimini, con l’Orchestra diretta dal ravennate Paolo Manetti. La regia è di Alfonso Antoniozzi, mentre scene e costumi sono realizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Martedì 22 e mercoledì 23 dicembre arriva L’anno che verrà, opera-pop ispirata alla musica di Lucio Dalla. Non è un racconto della vita del cantautore, ma un affresco costruito a partire dalle sue canzoni, realizzato in collaborazione con la Fondazione Lucio Dalla e Pressing Line. Sul palco il cantante Pierdavide Carone, l’Orchestra Città di Ferrara guidata da Roberto Molinelli, autore degli arrangiamenti, la MM Contemporary Dance Company con le coreografie di Michele Merola, l’Accademia corale Vittore Veneziani e gli attori Marinella Manicardi e Gabriele Martini.
L’Opera
Il 15 e 17 gennaio il nuovo anno dell’Alighieri si apre con Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, titolo emblematico del repertorio verista. L’allestimento creato da Gabriele Lavia per il Regio di Torino e ripreso da Ravenna insieme a Rovigo, Padova e Treviso vede Gregory Kunde nel ruolo di Canio, Irina Lungu in quello di Nedda e Youngjun Park come Tonio. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini torna Hossein Pishkar, mentre il Coro di voci bianche Ludus Vocalis, preparato da Elisabetta Agostini, rafforza il legame della produzione con la città. Alberto Pelosin guida il Coro Lirico Veneto.
Il 13 e 14 febbraio è in programma Death in Venice di Benjamin Britten, tratto dalla novella di Thomas Mann e raramente rappresentato sui palcoscenici italiani. Il protagonista Gustav von Aschenbach, interpretato alternativamente da Toby Spence e Mark Le Brocq, è attratto dall’adolescente Tadzio mentre cerca di intervenire sulla propria immagine e resistere alla realtà del corpo in declino. Il nuovo allestimento, coprodotto con i Teatri di OperaLombardia e la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, è diretto da Daniel Smith sul podio dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, con la regia di Rodula Gaitanou. Il Coro è quello di OperaLombardia, preparato da Diego Maccagnola.
Al titolo sarà affiancato uno speciale percorso di approfondimento ideato da Paolo Marzocchi e Guido Barbieri per mettere in relazione teatro musicale, letteratura e cinema, in collaborazione con il Conservatorio Verdi e Cinemaincentro.
Il 2 e 4 aprile il percorso dell’Opera si conclude con La Cenerentola di Gioachino Rossini, coprodotta con Piacenza, Modena e Rimini. Nicola Berloffa firma regia e costumi, Giovanni Di Stefano dirige l’Orchestra Cherubini e Corrado Casati guida il Coro del Teatro Municipale di Piacenza. Giuseppina Bridelli interpreta Angelina, mentre Marco Ciaponi è Don Ramiro e Gianluca Failla Dandini. Carlo Lepore veste i panni di Don Magnifico.
La Danza
Sabato 20 e domenica 21 febbraio arriva per la prima volta all’Alighieri il Ballet Junior de Genève, formazione nata dalla École de Danse de Genève che da oltre quarant’anni forma giovani interpreti attraverso il confronto con il lavoro di coreografi affermati. A Ravenna presenta Untitled Black di Sharon Eyal e Gai Behar, Rain Dogs di Johan Inger e Grand Finale di Hofesh Shechter.
Il 13 e 14 marzo CCN/Aterballetto torna a Ravenna con quattro lavori. Ceneri di Marcos Morau prende spunto da Le ceneri di Gramsci, oratorio per coro composto da Giovanna Marini sull’omonima raccolta poetica di Pasolini. An echo, a wave di Philippe Kratz è un duetto ispirato al movimento delle onde marine, mentre Reconciliatio di Angelin Preljocaj sviluppa il tema della riconciliazione sulle note della Sonata “Al chiaro di luna” di Beethoven. Chiude Solo Echo di Crystal Pite, ispirato alle sonate di Brahms per violoncello e pianoforte e alla poesia Lines for Winter di Mark Strand.
Dal 16 al 18 aprile, nell’ambito di Corpo Comune, il Teatro Alighieri dedica un focus a Dewey Dell, collettivo romagnolo composto da Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera e dal musicista Demetrio Castellucci.
Il 16 aprile il programma si apre con Dido and Aeneas, coprodotto dall’Alighieri, che rielabora in chiave elettroacustica il capolavoro barocco di Purcell. A seguire è previsto un DJ set di Demetrio Castellucci in Sala Corelli. Il 17 aprile Ravenna Teatro accoglie al Teatro Rasi la performance I’ll do, I’ll do, I’ll do, mentre il 18 aprile si torna all’Alighieri con Le Sacre du Printemps, proposto anche il 19 aprile alle scuole. La coreografia di Teodora Castellucci, vincitrice del premio “Danza&Danza” come migliore produzione italiana del 2023, si confronta con la musica originale di Stravinskij e con le metamorfosi del mondo naturale.
Le dichiarazioni
«“Par vera questa scena”. Questa battuta di Pagliacci, che apre la nuova Stagione, interroga in modo sorprendentemente attuale il confine tra ciò che siamo e ciò che rappresentiamo – dichiara l’Assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia. – È una chiave perfetta per leggere il percorso costruito dal nuovo direttore artistico Emanuele Masi. Il Teatro Alighieri è una delle grandi istituzioni attraverso cui Ravenna esprime la propria identità culturale e la interpreta insieme al suo pubblico. Questa nuova Stagione 2026/27 ne conferma l’ambizione: tenere insieme la tradizione d’opera e danza con la ricerca contemporanea, alimentando relazioni con artisti, istituzioni e realtà del territorio. Un teatro pubblico è davvero tale quando alla qualità artistica sa unire partecipazione, apertura e capacità di parlare a pubblici e generazioni diverse. L’Alighieri si conferma così un presidio culturale fondamentale: non solo un luogo dove si va a vedere uno spettacolo, ma uno spazio da abitare, capace di tenere insieme memoria e futuro.»
Per il sovrintendente Antonio De Rosa, si tratta della prima Stagione firmata dal nuovo direttore artistico: «Siamo felici di notare quanto la sua proposta già racconti la sua visione della programmazione, delle relazioni con il territorio e del rapporto col pubblico. Siamo certi che Emanuele saprà valorizzare la nostra lunga tradizione di spettacolo dal vivo del Teatro di tradizione, aprendosi al tempo stesso a nuovi linguaggi e sensibilità, affrontando le sfide del presente. Ringraziamo per aver reso possibile questa nuova Stagione il Ministero della Cultura, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Ravenna e per il prezioso contributo la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Grazie di cuore a Marco Gerbella e Forlini Optical che hanno confermato il loro sostegno per il secondo anno consecutivo e a Matteo Raggi Costruzioni, nuovo partner della Stagione.»
«“Par vera questa scena”: questa battuta del libretto di Pagliacci risuona singolarmente nel nostro presente e può diventare una delle chiavi con cui attraversare questa Stagione – spiega il direttore artistico Emanuele Masi. – Oggi la distanza tra ciò che siamo, ciò che mostriamo e ciò che gli altri vedono di noi è diventata un’esperienza quotidiana, di cui i social sono forse la manifestazione più evidente. Il gioco tra identità, realtà e rappresentazione attraversa in forme diverse l’intera Stagione e trova nel metateatro, il teatro che mette in scena sé stesso, una delle sue espressioni. Un altro rimando di sguardi, sull’Italia vista da dentro e vista da fuori, affiora nella Venezia di Mann e Britten (ma anche di Visconti) e nel Pasolini osservato dal coreografo Marcos Morau, nella voce di Lucio Dalla che ha saputo raccontare il nostro Paese e le sue trasformazioni, ma anche nel confronto fra Dewey Dell e due archetipi della cultura occidentale come Dido and Aeneas e Le Sacre du Printemps.»
«Il Teatro Alighieri è un presidio culturale fondamentale per la Città e il suo territorio e per questo la sua Stagione d’Opera e Danza non può che far parte dell’impegno della nostra Fondazione – sottolinea Alberto Cassani, Vicepresidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. – Essere al fianco di quella ‘fabbrica’ di spettacolo che è l’Alighieri significa contribuire a mantenere vivo il patrimonio del grande repertorio, dai titoli più rappresentati alle rarità che meritano riscoperta, ma anche sostenere progettualità capaci di generare nuovi linguaggi e contaminazioni, occasioni di partecipazione per la comunità e una rete di collaborazioni che infittisce e impreziosisce il tessuto culturale di tutto il territorio.»
La Stagione è costruita anche attraverso una rete di collaborazioni con istituzioni e realtà culturali della città, tra cui Corpo Comune, il Conservatorio Giuseppe Verdi, La Corelli, il Coro di voci bianche Ludus Vocalis e Cinemaincentro. Il sistema di relazioni si estende alle compagnie di danza della regione, alle alleanze con i teatri d’opera dell’Emilia-Romagna e a nuove coproduzioni con teatri lombardi e veneti. Due delle produzioni liriche vedranno inoltre coinvolta l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.
Attorno agli spettacoli sono previste diverse occasioni di approfondimento e partecipazione. Il percorso gratuito Prima dell’opera sarà affidato a Luca Baccolini per Pagliacci, a Guido Barbieri e Paolo Marzocchi per Death in Venice e a Carla Moreni per La Cenerentola. Le visite guidate Dietro le quinte permetteranno invece di esplorare gli allestimenti delle tre opere.
La nuova proposta Prima della danza prevede gli interventi di Valentina Bonelli per Il lago dei cigni, Maria Luisa Buzzi per il Ballet Junior de Genève, Anna Bandettini in dialogo con Gigi Cristoforetti per CCN/Aterballetto e Carmelo Zapparrata per Dewey Dell. Torna inoltre Seminaria, il percorso di masterclass rivolto agli allievi delle scuole di danza.
Tra le proposte fuori abbonamento c’è anche Melo_Logic, in programma il 14, 16 e 17 gennaio. La Corelli applica il format a Pagliacci, unendo musica, recitazione e interattività digitale e trasformando gli spettatori in detective chiamati a risolvere il giallo, con la compositrice Alicia Montorsi Galli alla guida dell’Ensemble La Corelli.
Attorno a Death in Venice è stato inoltre costruito un percorso tra letteratura, musica e cinema: l’11 febbraio l’incontro Prima dell’opera in Sala Corelli, con il coinvolgimento della classe di musica applicata del Conservatorio di Ravenna, sarà seguito dalla proiezione di Morte a Venezia di Luchino Visconti al Cinema Mariani.
La Stagione prevede anche misure per rendere gli spettacoli più accessibili, con l’audiodescrizione degli appuntamenti domenicali di Death in Venice e Dewey Dell, Le Sacre du Printemps, rivolta al pubblico cieco e ipovedente. Gli spettacoli saranno preceduti da un tour tattile della scena e dei costumi.
Per le famiglie arriva invece una nuova proposta per la fascia 3-6 anni con Opera Kids con Gilda. Nel gioco del Duca, il 24 gennaio, tratto da Rigoletto. Torna inoltre Opera domani con Il barbiere di Siviglia e la rosa incantata, in programma il 27 e 28 aprile e tratto da Rossini. I due titoli sono al centro del cartellone A scuola in Teatro, che si intreccia con la Stagione attraverso recite dedicate e prove generali per gli studenti.
Completa l’offerta formativa Non dirmi che hai paura, il 21 gennaio, tratto dal romanzo di Giuseppe Catozzella con la regia di Laura Ruocco. Lo spettacolo porta nelle scuole la storia dell’atleta olimpica Samia Yusuf Omar attraverso il linguaggio del musical.
Per informazioni e prevendite è possibile rivolgersi alla Biglietteria del Teatro Alighieri, telefono 0544 249244, o consultare il sito del teatro. I rinnovi e la prelazione per i biglietti degli spettacoli fuori abbonamento sono previsti dal 3 al 24 ottobre; i nuovi abbonamenti e la prelazione per gli spettacoli fuori abbonamento dal 29 ottobre, mentre la prevendita dei biglietti partirà il 9 novembre.


