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Le Rubriche di RavennaNotizie - L'opinione

Società Studi Naturalistici della Romagna: “Non aprite al pubblico la Riserva Naturale del Bevano”

Dalla società arriva un preoccupato parere in merito ai ventilati programmi di apertura al pubblico della riserva naturale: "È in gioco la vulnerabilità di rare componenti biotiche presenti nelle dune e alla foce del Torrente Bevano"

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“Dalla stampa siamo venuti a conoscenza di un dibattito che coinvolge la fruizione e la conservazione della Riserva Naturale in oggetto, nonché della retrostante pineta demaniale facente parte della Riserva Naturale Pineta di Ravenna; entrambe sono Riserve Naturali dello Stato inserite nel Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia Romagna ed inoltre sottoposte alla normativa di Siti di Importanza Comunitaria della Rete CEE Natura 2000”, scrive la Società. 

 

“Rientra negli scopi della scrivente Società evidenziare ai Soggetti in indirizzo come, oltre alla generale rarità di questo ambiente litoraneo, ormai unico sottratto alla edificazione balneare della costa ravennate e tra i pochi sopravvissuti in alto Adriatico, alcune sue componenti biotiche rivestano grande importanza scientifica per la loro ridotta distribuzione e come la loro permanenza possa essere influenzata dall’utilizzo antropico, attuale, ma soprattutto quale potrebbe configurarsi a seguito di nuove scelte di fruizione che tendessero ad accrescere la presenza di persone nell’area in oggetto.”

 

“Esistono pubblicazioni anche recenti, come quelle dello stesso Corpo Forestale dello Stato, che descrivono la biologia di questi ambienti naturali e che non è nostro compito richiamare in questa lettera la quale si prefigge unicamente lo scopo di sottolineare il legame causa-effetto che può decidere della futura permanenza di alcune specie particolarmente vulnerabili.”

 

“Sull’aspetto floristico-vegetazionale segnaliamo:

habitat prioritari ai sensi della Dir. 92/43/cee

2110 “Dune embrionali mobili” (Associazione Echinophoro spinosae-Elymetum farcti)

2120 “Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria” (Associazione Echinophoro spinosae-Ammophiletum australis) all’interno dei quali compaiono specie psammofile rare quali Pancratium maritimum e Stachys maritima, ed ancora

1320 “Prati di Spartina (Associazione Spartinion maritimae) appunto caratterizzati dalla Spartina maritima, specie di grande rarità che ha alle foci del Bevano e del Reno due delle sue ultime stazioni altoadriatiche.”

 

“Queste associazioni vegetazionali e le loro specie sono minacciate, negli ormai pochi luoghi di sopravvivenza, dalla ‘pulizia’ delle spiagge e, segnatamente, dal calpestio delle dune e della fascia di battigia, quale è quello provocato dal transito di persone e grossi animali.”

 

“Sull’aspetto faunistico segnaliamo, fra gli esapodi:”

“Cylindera (Eugrapha) trisignata (Dejean 1822)”

“Specie un tempo a grande diffusione nel litorale adriatico e ravennate, sopravvive con scarse popolazioni in poche stazioni della costa ravennate, quali la foce del fiume Reno ed il tratto di litorale a nord e a sud della foce del Bevano. La sua biologia vede le larve, come in molti dei Carabidi Cicindelini, scavare gallerie verticali nei suoli sabbiosi prossimi alla battigia in cui attendere le piccole prede: il calpestio di uomini o grossi animali –come i cavalli- ne compromette irreparabilmente l’esistenza.”

 

“Cicindela (Calomera) nemoralis littoralis (Fabricius, 1887)”

“Rimane un poco più comune della specie precedente, sempre con una presenza sporadica lungo la costa ravennate, ma più intensa negli arenili in questione. I medesimi aspetti della biologia riproduttiva rendono esiziale anche per questa specie il calpestio dell’arenile.”

 

“Molti altri taxa di Insetti sono tipici delle dune e della loro vegetazione; tra i Coleotteri meritano menzione i Tenebrionidi Erodius siculus dalmatinus, Phaleria bimaculata adriatica, Xanthomus pallidus, Ammobius rufus e Trachyscelis aphodioides, legati alla presenza di detrito organico, quali legni spiaggiati ed altri resti, e deambulanti sulle sabbie in differenti momenti del giorno: la rimozione dei rifiuti organici ed il calpestio delle sabbie delle dune e dell’arenile ne compromettono l’esistenza.”

 

“Per le specie ornitiche è nota la presenza e nidificazione, anche se in diminuzione, nella Riserva del Fratino (Charadrius alexandrinus L., 1758) per la cui protezione Corpo Forestale delle Stato e Parco del Delta hanno adottato misure di contenimento dell’accesso agli arenili. Queste misure, purtroppo già talora violate, dovrebbero non subire un alleggerimento, perché si diano garanzie di permanenza del Fratino, e forse anche di altre specie di habitat litoraneo, come la Beccaccia di mare (Haematopus ostralegus), l’Occhione (Burhinus oedicnemus) il Voltapietre (Arenaria interpres) ecc. di cui si registrano avvistamenti.”

 

“Concludendo, ci preme che esista, presso gli Enti preposti alla gestione, una consapevolezza scientifica del valore di questi luoghi dove, nonostante la minaccia della forte erosione costiera, sopravvivono le componenti naturali un tempo comuni nel litorale, affinché di queste entità biologiche si tenga conto nelle scelte che potranno deciderne a breve il destino. Ci dichiariamo inoltre disponibili ad ogni possibile contatto al fine di chiarire, integrare o approfondire gli aspetti qui evidenziati.”

 

“Nell’occasione si porgono distinti saluti.”

Il presidente Prof. Fabio Semprini

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