In centinaia a Ravenna manifestano contro la crisi climatica: “abbiamo poco tempo” fotogallery video

Centinaia di studenti questa mattina, venerdì 27 settembre, si sono ritrovati nell’area del Frutteto Sociale di via Patuelli, quartiere di San Giuseppe a Ravenna per aderire al 3° Global Climate Strike, manifestazione mondiale contro la crisi climatica indetta per oggi dai diversi movimenti “Fridays For Future”, sostenitori della giovane attivista svedese Greta Thunberg.

Chi a piedi, chi in bici, altri accompagnati da quei genitori che si sono uniti alla causa, hanno raggiunto via Patuelli con arbusti, piante e striscioni per, come dicono gli attivisti di Fridays For Future Ravenna, “rispondere alla crisi climatica con i fatti e non solo con le parole”, organizzando un momento di azione concreta, che consiste nel piantare gli arbusti portati da casa nello spazio del  Frutteto sociale dietro le case popolari nel quartiere di San Giuseppe.

“Abbiamo poco tempo”, “È inutile conquistare la luna se stiamo perdendo la Terra”, “Our Future in Your Hands”, “Non cambiamo panorama, cambiamo prospettiva”, sono solo alcuni degli slogan scritti sui cartelli e striscioni sventolati come gesto di condivisione dell’intervento fatto questa mattina dai promotori dell’iniziativa e che ha dato inizio alle attività di piantagione. Mentre alcuni con zappe e rastrelli piantavano il proprio alberello, altri si muovevano in giro per il quartiere ripulendo strade, marciapiedi, aree verdi circostanti con guanti e sacchi biodegradabili.

“I polmoni verdi del nostro pianeta, dopo i grandi incendi in Siberia ed Amazzonia, stanno bruciando. – grida uno degli attivisti – Con questa manifestazione vogliamo metterci la faccia e diventare parte attiva di quel miglioramento che ad oggi è sempre più richiesto”.

“Dopo le iniziative organizzate con Fridays For Future Ravenna – aggiunge -, anche il Comune ha ascoltato le nostre richieste e dichiarato lo stato di emergenza climatica. Da ultima la Regione, seppur ancora con un’azione blanda. Ecco noi manifestiamo perché non ci piace delegare tutto alla politica, non vogliamo e non possiamo essere solo ragazzi che si lamentano e danno fiato alla bocca. Per questo motivo abbiamo organizzato diverse attività per fare qualcosa di concreto per la nostra città, a sostegno dell’ambiente e del futuro di tutti”.

La manifestazione proseguirà dalle 11 con l’intervento dell’esperto Giorgio Lazzari dell’associazione Arca sugli effetti del cambiamento climatico, seguito da un dibattito per produrre proposte finalizzate a creare progetti di rimboschimento sul territorio. La manifestazione terminerà con un pic nic condiviso dalle 12, per concludere le attività intorno alle 14.

Commenti

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  1. Scritto da giancarlo

    sarà che non vedo più il cielo azzurro perchè è oscurato dai gas di scarico delle auto/suv di tutti quei genitori che accompagnano a scuola gli alunni? Sarà che il cielo è oscurato per via della produzione di cellulari inutili costosi e non ecosostenibili? sarà che il cielo è oscurato dai fumi di quelle fabbriche che producono consumismo esasperato per assecondare i desideri di produzione, di influencer per tutti noi??
    la verità e che tutti vogliamo intraprendere il cammino della sostenibilità e del mondo migliore..ma nessuno vuole farlo a piedi!!

  2. Scritto da Marco O

    Condivido il pensiero di Giancarlo: i ragazzi manifestanti predicano bene, ma razzolano malissimo. Il loro tenore di vita (ma anche i loro pensieri e i loro sogni) sono molto meno eco-compatibili di quelli di genitori e nonni. Oltre alle manifestazioni (comunque bellissime e importanti) occorrono decisi tagli a cose considerate bellissime (o desiderabilissime) e modificare la convinzione che “ricchezza” sia un valore che si misura in euro. Questo è il passo da fare e talmente in fretta da lasciarmi poche speranze.

  3. Scritto da blabla

    Quindi uno dovrebbe vestirsi esclusivamente di vestiti che si cuce da solo in garage, con cotone certificato biologico che si è coltivato nel giardino, non usare la tecnologia o la plastica per essere preso sul serio?

    Il tenore di vita di questi ragazzi è dettato sopratutto dai genitori e gli adulti che hanno costruito la società che oggi abbiamo.

    Sono d’accordo che il passo da fare è grande e che la “ricchezza” non vada misurata in euro ma credo anche che sia sbagliato incolpare ragazzi per sogni e speranze che gli sono stati trasmessi da adulti che hanno vissuto tutta la loro vita senza pensare minimamente al danno ambientale che tale vita stava creando. Sono proprio i genitori e i nonni che hanno creato la realtà che oggi viviamo, più o meno consapevoli dell’esito di questa sfrenata ricerca della crescita economica.
    Questi sono soli modi per screditare e dare dell’ipocrita a questi ragazzi che semplicemente vorrebbero ereditare un mondo ancora vivibile. Che ognuno si prenda la propria colpa.

  4. Scritto da Giuseppe

    si discute del cambiamento climatico ormai da diversi anni, ma si è discusso nelle accademie, nei seminari, nelle aule universitarie ma sempre e comunque tra quattro mura. Le informazioni, lasciamo pereder le bufale, di significato scientifico hanno prodotto pocco o nessun effetto sul piano politico. Ho letto l’intervista pubblicata sul Corriere della Sera del Prof. Cacciari che ho sempre stimato e seguito nelle varie apparizioni pubbliche ma credo di dover dissentire da lui quando afferma che la questione è argomento di cui si devono impegnare gli scienziato e la Greta deve ritornare a scuola. Commento “acido” ma privo di lungimiranza. Ma scusatemi gli “scienziati” quante volte hanno ribadito la necesità e l’invito ai governi di voler prendere provvedimenti? Da quanto tempo avevano segnalato il “rischio”? Che cosa ne è venuto fuori? Pochissimo o addirittura nulla. Vogliamo ancora relegare la questione a discussioni accademiche, a porte chiuse? A me non interessa se sia Greta o qualche altro a denunciare pubblicamente la “questione” quello che conta è che ci sia più visibilità pubblica e che scuote o meglio svegli l’opinione pubblica su una questione così delicata. Intanto grazie a Greta la questione è ora di dominio pubblico, finalmente se ne parla, i mass media finalmente pubblicano opinioni, forniscono dati e più notizia e purtroppo anche bufale. Si tratta allora di seguire e magari guidare meglio il tutto da persone esperte e non essere agnostici. I movimenti giovanili sono un primo importante segnale positivo e basta fare dell’accademia.

  5. Scritto da Davide

    Pensatela come vi pare,continuate con demagogie,sappiate che vi piaccia o meno che ci sono rimasti poco meno di otto anni e mezzo.Dopo di che le catastrofi saranno irreversibili,poi se vi resta meno da vivere e non avete a cuore figli o nipoti potete anche dire che sono tutti terrorismo inutili.

  6. Scritto da artemio

    Che non esiste emergenza climatica e che la terra da che esiste cambia il proprio clima e l’attivita’ umana non c’entra nulla si puo’ dire?
    Inoltre da non confondere clima con inquinamento

  7. Scritto da artemio

    Davide ho ancora un mutuo da pagare quindi mi interesserebbe sapere se meno di 8 anni e mezzo sono 7 6 8 anni che ci separano dalla catastrofe grazie