Ecatombe di Valle della Canna. Italia Nostra: chiudere subito la caccia in tutto il Comune di Ravenna

Italia Nostra – Sezione di Ravenna torna sulla sospensione della caccia, stabilita dal Parco del Delta del Po intorno alla valle della Canna, per un raggio di 3 km. Secondo l’associazione, tale decisione non ha alcun senso, e ritiene necessario che la caccia venga interdetta per quest’anno almeno per tutto il territorio del Comune di Ravenna.

“Non vi sono dubbi che l’ecatombe di Valle della Canna richieda l’applicazione immediata ed estesa dell’articolo di legge 19, comma 1 della legge 157: “Le regioni possono vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie di fauna selvatica (…) per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità” dichiarano da Italia Nostra.

“Anzi, tutto questo andava fatto già la scorsa settimana, per consentire il recupero dei superstiti e la raccolta delle carcasse infette. Nulla di tutto questo – proseguono -. Eppure gli esemplari raccolti, sottoposti alle cure, hanno risposto molto bene rispetto alla tragica situazione iniziale. Ad oggi, siamo a circa 150 esemplari ancora vivi, contando quelli conferiti anche stamattina (21 vivi e 501 i morti, tra cui 14 avocette, un tarabusino, una sgarza ciuffetto, una pittima e i resti di un cavaliere d’Italia). Una percentuale di sopravvivenza davvero buona, viste le premesse, che avrebbe certamente consigliato la prosecuzione della raccolta senza indugio anche durante lo scorso weekend”.

Secondo l’Associazione la sospensione della caccia per un intorno di 3 km attorno alla valle della Canna non ha alcun senso: “a parte l’applicazione pressoché impossibile, verrebbero escluse dal divieto zone sensibili e si concentrebbero le attività venatorie in alcuni punti, per una strage ingiustificata che andrebbe ad aggiungersi al disastro in corso. Nessuna fase di “recupero” e nessuna pietà per il grido di dolore che si leva dalle nostre valli violentate e agonizzanti. Sconcertante la presa di posizione di alcuni partiti politici di maggioranza ed opposizione. Siamo certi che non tutti i cacciatori siano così spietati dal rispondere: “Ma noi abbiamo pagato, abbiamo il diritto””.

La richiesta di Italia Nostra è che la caccia venga interdetta per quest’anno almeno per tutto il territorio del Comune di Ravenna.

L’Associazione  conclude con una domanda: “Come mai Arpae, l’ente preposto ai controlli delle acque e dei livelli di tossicità raggiunti, ha effettuato campionamenti solo nel pomeriggio di lunedì 7 ottobre, dopo che per tre giorni è stata immessa acqua pulita, e, se abbiamo visto bene, solo dalla parte sud, quella più vicina ai punti di immissione?”